Agente si uccide in Comune: la Procura indaga per istigazione al suicidio

Gli inquirenti hanno affidato le indagini per la morte di Gian Marco Lorito ai carabinieri di Palazzolo.

Agente si uccide in Comune: la Procura indaga per istigazione al suicidio
06 Febbraio 2020 ore 10:23

La dinamica della morte dell’agente della Polizia Locale di Palazzolo, Gian Marco Lorito,  è chiara, ma per capire con chiarezza cosa abbia spinto il vigile a premere il grilletto, la Procura ha aperto un fascicolo.

Agente si uccide in Comune: la Procura indaga per istigazione al suicidio

Oggi in un Comune in provincia di Torino, alle 15.30, verrà celebrato il funerale dell’agente Lorito, 43enne siciliano. L’Amministrazione comunale ha proclamato, inoltre, il lutto cittadino in memoria del vigile, che si è sparato con la pistola di ordinanza nell’auto della Polizia Locale in Comune nella notte tra lunedì e martedì. Un gesto compiuto dopo essere stato vittima di pesanti insulti social per aver commesso un errore: aver parchggiato la pattuglia sul posto dei disabili. Un errore per il quale si era “automultato” e scusato seriamente. Ora, però, la Procura, nella persona del sostituto procuratore Corinna Carrara, ha deciso di aprire un fascicolo per istigazione al suicidio per fare chiarezza sull’accaduto. Il caso è stato affidato ai carabinieri: in questo caso stanno indagando i militari della stazione di Palazzolo agli ordini del comandante Francesco Cerasola.

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