È morto a 63 anni Massimo Stassano, geniale e meticoloso creatore di Soncino Fantasy, la più importante manifestazione del genere in Europa. Colpito da un improvviso malore, viene ricordato con commozione dal collega Giovanni Todaro come un uomo solitario che viveva unicamente per le sue spettacolari creature (foto di copertina: a sx Massimo Stassano e Giovanni Todaro nel 2025).
Addio a Massimo Stassano
Intorno alle due di ieri notte, sabato 13 giugno 2026, un malore improvviso ha stroncato Massimo Stassano, 63 anni, la mente geniale e il braccio operativo dietro a “Soncino Fantasy”, la più imponente e accurata manifestazione del genere nel Vecchio Continente.
Il decesso in ospedale a Voghera
Le condizioni dell’organizzatore sono apparse subito disperate. Trasportato d’urgenza in ospedale a Voghera, il 63enne è deceduto circa un’ora dopo il ricovero, intorno alle 3 del mattino. Da anni Stassano combatteva una battaglia contro gravissimi problemi cardiaci, una patologia cronica che alla fine non gli ha lasciato scampo. Nei prossimi giorni, le spoglie del 63enne faranno ritorno a Viguzzolo, in provincia di Alessandria, la terra natale in cui era cresciuto e aveva radicato i suoi ricordi più profondi: sarà sepolto nella cappella di famiglia del cimitero locale.
L’impero dell’immaginazione
Con la scomparsa di Stassano si chiude un’era per il mondo degli appassionati della letteratura tolkeniana e del fantastico. È stato lui l’architetto assoluto di “Soncino Fantasy”, un format capace di radunare folle oceaniche e affluenze di pubblico definite “iperboliche” dagli addetti ai lavori. La manifestazione, allestita nella suggestiva cornice del borgo cremonese, non era una semplice fiera, ma una titanica macchina scenografica curata nei minimi dettagli storici e scenici. Un successo senza precedenti che Stassano era riuscito a replicare anche in altre kermesse affini, dimostrando un intuito commerciale e artistico fuori dal comune.
“Pazzo, geniale e solitario”
Dietro al successo pubblico si celava però una personalità complessa, spigolosa e profondamente solitaria. A tracciarne un ritratto intimo e commosso è il giornalista Giovanni Todaro, legato a Stassano da oltre quarant’anni di collaborazioni e accesi confronti professionali:
“Lo conoscevo da più di quarant’anni e abbiamo lavorato insieme a tantissimi progetti. Nelle sue intuizioni Massimo era un genio assoluto, ma possedeva anche una straordinaria, quasi maniacale accuratezza nelle scelte. Il nostro rapporto era dinamico: collaboravamo, immancabilmente litigavamo, poi ci riappacificavamo e ricominciavamo da capo. Credo sia stato il tipo più strano e riservato che abbia mai incontrato nella mia vita. Un pazzo geniale. Viveva esclusivamente per le sue manifestazioni; non aveva più parenti e, a essere sinceri, credo non avesse nemmeno veri amici. Eppure mi ci ero affezionato profondamente e mi mancherà moltissimo”.
La morte di Stassano sembra essere stata accompagnata da un misterioso, quasi inspiegabile legame empatico a distanza, un dettaglio che Todaro confessa con evidente commozione.
“Si potrà non crederci”, racconta il giornalista, “ma questa notte, intorno alle 2, mi sono svegliato di colpo. Massimo mi è balzato in mente in modo nitido, nonostante fossimo fisicamente lontani e non ci incontrassimo ormai da un anno. Non sono più riuscito a riprendere sonno. Solo più tardi ho capito che, in quegli stessi identici minuti, Massimo se ne stava andando per sempre”.
Un addio doloroso che lascia un vuoto incolmabile nel mondo degli eventi culturali italiani, ma che per chi lo conosceva rappresenta anche il viaggio finale di un uomo che ha speso ogni singola energia per dare vita ai sogni.
“Se esiste un paradiso particolare per ognuno di noi”, conclude Todaro, “ora Massimo sarà finalmente insieme ai suoi più grandi amici: i personaggi della saga de Il Signore degli Anelli“.