CRONACA

Abusi sulla nipotina e pedopornografia: condannato a 7 anni il nonno “orco”

La Corte d’Assise di Pavia riconosce la colpevolezza del 75enne: la pena è però inferiore rispetto alle richieste dell’accusa

Abusi sulla nipotina e pedopornografia: condannato a 7 anni il nonno “orco”

La Corte d’Assise di Pavia ha condannato in primo grado un 75enne a sette anni e otto mesi per violenza sessuale sulla nipote e possesso di materiale pedopornografico, riducendo la pena rispetto alle richieste dell’accusa. Una sentenza che non soddisfa né Procura né parte civile e che sarà quasi certamente impugnata in Appello.

Condannato nonno “orco”

È una condanna che lascia scontenti tutti, quella pronunciata venerdì 6 febbraio 2026 dalla Corte d’Assise del Tribunale di Pavia. Sette anni e otto mesi di reclusione: una pena ben lontana dai tredici anni richiesti dalla Procura, ma anche insufficiente, secondo la famiglia della vittima, a restituire giustizia per quanto accaduto. Proprio per questo, una volta depositate le motivazioni, il ricorso in Appello appare quasi inevitabile, da parte della difesa, della parte civile e con ogni probabilità anche della pubblica accusa.

La vicenda

Al centro del processo c’è una vicenda che risale alle vacanze di Natale del 2020 e che ha segnato in modo irreversibile i rapporti familiari. L’imputato, un uomo di 75 anni, è stato accusato di violenza sessuale ai danni della nipotina, che all’epoca dei fatti aveva sei anni. I genitori e la bambina vivono in provincia di Varese, ma gli episodi contestati si sarebbero verificati in provincia di Pavia, nell’abitazione dei nonni, dove la minore era stata affidata in assenza dei genitori.

Il racconto della bambina

A far emergere i fatti è stato il racconto della stessa vittima, che confidandosi con i genitori ha riferito quanto sarebbe accaduto quando si trovava da sola con il nonno. Un racconto successivamente raccolto e cristallizzato in un’audizione protetta, entrata nel fascicolo processuale e ritenuta attendibile dagli inquirenti.

L’indagine

L’inchiesta è stata coordinata dalla Procura distrettuale di Milano, che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dell’uomo. Nonostante la gravità delle accuse, il 75enne è rimasto in stato di libertà e lo resterà fino all’eventuale passaggio in giudicato della sentenza, al termine dei successivi gradi di giudizio. Il processo si è svolto a porte chiuse, come previsto nei procedimenti che coinvolgono minori, nel massimo riserbo del Palazzo di giustizia.

Il materiale pedopornografico

Nel corso del dibattimento è emerso un ulteriore elemento destinato ad aggravare la posizione dell’imputato. Sul suo computer, secondo quanto accertato dagli investigatori, sarebbero stati trovati file pedopornografici. Immagini che non riguardano la nipotina, ma che hanno comunque contribuito a delineare un quadro accusatorio più ampio, portando a contestare all’uomo una doppia ipotesi di reato.

Colpevole, ma con pena ridotta

La Corte d’Assise, presieduta dalla giudice Elena Stoppini, con il giudice togato Carlo Pasta e sei giudici popolari, ha riconosciuto il 75enne colpevole di entrambi i reati. Tuttavia, nella valutazione complessiva dei fatti, i giudici hanno ritenuto la gravità inferiore rispetto a quella sostenuta dall’accusa, optando per una condanna sensibilmente ridotta rispetto alle richieste del pm. Una decisione destinata ora a essere riesaminata in Appello.