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Vestis et Vulnus: a Pavia il racconto di forza e rinascita delle pazienti oncologiche

Un evento unico unisce arte, teatro e storie di vita per celebrare la resilienza femminile nella lotta contro il cancro

Vestis et Vulnus: a Pavia il racconto di forza e rinascita delle pazienti oncologiche

Il 6 marzo 2026 a Pavia va in scena “Vestis et Vulnus”, uno spettacolo che unisce arte e testimonianze di donne oncologiche per celebrare la forza e la resilienza nella lotta contro il tumore. L’evento, promosso dal CNAO, valorizza la cura olistica e il potere delle virtù interiori.

Vestis et Vulnus

Il 6 marzo 2026, all’Almo Collegio Borromeo di Pavia, si terrà uno spettacolo che trasforma la sofferenza in bellezza e speranza. “Vestis et Vulnus” prende ispirazione dalle allegorie seicentesche di Cesare Nebbia, dipinte nel Salone degli Affreschi per celebrare San Carlo Borromeo, e le fa rivivere attraverso le storie di dieci donne che hanno affrontato il tumore. Un progetto che intreccia arte, recitazione, musica e danza per raccontare il potere delle virtù interiori nel superare le difficoltà più profonde.

Dieci donne, dieci virtù

Le protagoniste dello spettacolo sono pazienti oncologiche del territorio pavese, ognuna delle quali interpreta una virtù allegorica che riflette il proprio percorso di trasformazione. Tra loro, Noemi (foto di copertina), che dopo un tumore al palato è tornata a cantare e dirigere un coro, rappresenta “Oratio”, il potere della voce. Carla, sopravvissuta a un osteosarcoma alla mascella e a una difficile separazione, veste i panni di “Honor”, simbolo della giustizia e dell’amore per il figlio. Anita, che ha instaurato un legame profondo con la natura e oggi cura un uliveto, incarna “Perseverantia”, la resilienza nelle avversità.

Carla – Honor

Un omaggio alla persona oltre la malattia

L’evento, promosso dal Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) e patrocinato dal Comune di Pavia, si inserisce nelle celebrazioni per la Festa della Donna. Silvia Meneghello, responsabile comunicazione CNAO, sottolinea come “Vestis et Vulnus” rappresenti un approccio olistico alla cura, che mette al centro non solo la terapia medica, ma anche il vissuto emotivo e identitario delle pazienti.

Anita – Perseverantia

“‘Vestis et vulnus’ è un progetto corale che abbiamo fortemente voluto, perché racconta il nostro modo di intendere la cura”, dichiara Meneghello. “In CNAO, l’eccellenza clinica è fondamentale, ma non è sufficiente: accanto alla dimensione terapeutica c’è la persona, con il suo vissuto emotivo, relazionale, identitario. Crediamo in un approccio che vada oltre il trattamento della malattia per accompagnare i pazienti in modo olistico, prendendoci cura anche del loro benessere psicologico e sociale. Questo spettacolo dialoga idealmente con un altro progetto cui teniamo molto, lo Sportello di ascolto ‘Sessualità e cancro: parole che curano’, attivato a Pavia: anche lì, il punto di partenza è la parola, l’ascolto, la possibilità di dare voce a bisogni spesso taciuti. In entrambi i casi vogliamo creare spazi sicuri, in cui le persone possano riconoscersi, sentirsi accolte e trovare strumenti per attraversare una fase complessa della propria vita. La cura, per noi, significa anche questo: costruire comunità, aprire occasioni di confronto, restituire centralità alla dimensione umana dell’esperienza oncologica”.

Lo spettacolo si affianca al progetto “Sessualità e cancro: parole che curano”, uno sportello di ascolto dedicato ai bisogni spesso taciuti delle persone malate.

L’arte come strumento di cura e trasformazione

La regista Claudia Augusta Botta racconta come l’ispirazione sia nata dall’incontro con le allegorie di Cesare Nebbia:

“Ogni figura rappresenta una risorsa interiore ancora oggi fondamentale per chi affronta un cambiamento profondo. Gli abiti indossati dalle donne non sono solo costumi, ma ‘protesi sentimentali’ che raccontano le ferite trasformate in nuova luce”.

Sul palco, la musica del Maestro Eros Cristiani e le coreografie della Scuola di Danza Città di Pavia accompagnano le testimonianze, creando un’atmosfera di condivisione e speranza.

Il potere delle parole nella relazione di cura

Un momento speciale dello spettacolo sarà dedicato al linguaggio, con l’intervento del professor Giuseppe Antonelli, autore del libro “Il senso delle parole – Un’altra comunicazione è possibile”. Antonelli evidenzia come le parole usate dai medici possano avere un impatto profondo sulle emozioni e sul benessere dei pazienti, sottolineando l’importanza di una comunicazione empatica e rispettosa per costruire un’alleanza terapeutica efficace.

Con “Vestis et Vulnus”, Pavia celebra non solo la lotta contro il tumore, ma anche la forza interiore e la capacità di rinascita di ogni donna, in un evento che unisce storia, arte e umanità in un messaggio di speranza e cura condivisa.

CLICCANDO QUI è possibile visionare la brochure completa di “Vestis et Vulnus”.