L’amministrazione di Casei Gerola avvia la variante al PGT, riaprendo il dibattito sulla possibile rimozione dei vincoli urbanistici per un nuovo allevamento intensivo di galline a Cascina Garrù. LAV e comitati locali si oppongono fermamente, presentando osservazioni formali per tutelare l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza idrogeologica del territorio.
Variante Generale al PGT di Casei Gerola
Con l’avvio della Variante Generale al Piano di Governo del Territorio (PGT), Casei Gerola si trova davanti a un bivio cruciale: confermare la protezione del suolo o aprire la porta a nuovi insediamenti produttivi che preoccupano residenti e ambientalisti.
Allevamento intensivo di galline
Al centro del dibattito torna una questione che sembrava archiviata. Tra le proposte che l’amministrazione comunale prenderà in esame per il nuovo PGT, figura infatti la controversa richiesta per un allevamento intensivo di galline ovaiole presso Cascina Garrù.
L’iter per questo insediamento si era già scontrato, nel 2024, con il “no” della Provincia di Pavia, che aveva negato l’autorizzazione proprio a causa della non compatibilità del progetto con le attuali norme urbanistiche. Ora, la società proponente torna alla carica chiedendo esplicitamente di rimuovere quei vincoli che oggi impediscono la nascita di mega-impianti zootecnici sul territorio.
La mobilitazione: LAV e Comitato Civico in prima linea
La reazione non si è fatta attendere. La LAV (Lega Anti Vivisezione) ha già depositato osservazioni formali, ricordando come l’area interessata sia fragile, già colpita da alluvioni in passato e non idonea a sostenere l’impatto di emissioni e gestione dei reflui tipici della zootecnia di massa.
“Non è solo una questione di tutela degli animali“, spiegano dall’associazione, “ma di salute pubblica e rispetto del suolo“.
Sulla stessa linea si muove il Comitato per la salute della Bassa Valle Scrivia, che chiede a gran voce il mantenimento delle attuali destinazioni d’uso per evitare un consumo di territorio che non porterebbe benefici reali alla collettività.
Il “Modello Pavia” come alternativa
Il caso di Casei Gerola non è isolato, ma si inserisce in un dibattito provinciale sempre più acceso. Mentre l’amministrazione locale valuta le varianti, nel vicino Comune di Pavia l’assessore all’Ambiente Lorenzo Goppa ha già tracciato la rotta: il nuovo PGT cittadino introdurrà vincoli severissimi contro i nuovi insediamenti zootecnici. Un segnale politico forte che punta a un modello di sviluppo diverso, meno orientato allo sfruttamento intensivo e più alla sostenibilità.
Rischi sanitari e occupazione
La LAV, in un comunicato stampa diffuso in data odierna (28 gennaio 2026), mette in luce anche un paradosso economico e sanitario. A fronte di una promessa di sviluppo, i dati dicono altro: gli allevamenti intensivi garantiscono un’occupazione minima, ma generano costi ambientali e rischi sanitari enormi.
L’ombra dell’influenza aviaria (HPAI), con 60 focolai registrati in Europa nelle ultime tre settimane, rappresenta un campanello d’allarme impossibile da ignorare. Per le associazioni, la densità animale in questi stabilimenti è una “bomba a orologeria” che le amministrazioni locali hanno il dovere di disinnescare attraverso una pianificazione territoriale lungimirante.
Come far sentire la propria voce
C’è tempo fino al 31 gennaio 2026 per far sentire la propria voce. Cittadini, enti e associazioni possono presentare le proprie osservazioni alla Variante del PGT direttamente tramite il sito istituzionale del Comune di Casei Gerola. Una scadenza che segnerà, nel bene o nel male, il volto del territorio per i prossimi anni.