Il colore della ricostruzione

Un'opera di Stefano Bressani per celebrare i 70 anni del Ponte Coperto

Sarà esposta al Broletto fino al prossimo 3 ottobre.

Un'opera di Stefano Bressani per celebrare i 70 anni del Ponte Coperto
Attualità Pavia, 05 Settembre 2021 ore 10:30

Per i 70 anni del Ponte Coperto, l'artista pavese Stefano Bressani ha realizzato un'opera che verrà esposta al Broletto fino al prossimo 3 ottobre 2021.

LEGGI ANCHE: 1951/2021: 70 anni di Ponte Coperto, eventi e iniziative in città

70 anni di Ponte Coperto

Il Ponte Coperto è stato inaugurato il 16 settembre del 1951, ricostruito in seguito ai bombardamenti del ponte originario da parte delle forze alleate durante la seconda guerra mondiale e collocato più a valle rispetto a quello trecentesco. Disallineato rispetto alla linea di continuità che collega strada Nuova a via dei Mille, il Ponte Coperto con le sue cinque arcate congiunge la parte sud della città con il caratteristico quartiere Borgo Ticino, oltre l’omonimo fiume.

L'opera di Stefano Bressani

E proprio per celebrare questo importante anniversario l'artista pavese Stefano Bressani ha realizzato un'opera, presentata nella giornata di venerdì 3 settembre 2021, alla presenza dell'assessore al commercio Roberta Marcone, che rimarrà esposta fino al prossimo 3 novembre al Broletto.

Si tratta di un trittico scomposto e colorato che vuole coniugare la storia al futuro, con la testimonianza del presente. Un'opera, che è un’esplosione di colori e che è stata creata utilizzando stoffe di abbigliamento. Un omaggio che l’artista ha voluto fare alla città, inserito nel calendario dei festeggiamenti dei 70 anni del ponte: sarà visitabile fino al 3 ottobre 2021 dal lunedì al sabato dalle 10 alle 12.

Il colore della ricostruzione.

Un Percorso onirico il mio...

Vi accompagno per mano attraversando il fiume Ticino su queste mie morbide stoffe.

La distruzione e la ricostruzione, nella storia, hanno per me esercitato, da sempre, quella forma di incoerenza ideologica: quello che si lascia, con la paura di non ritrovarlo più e le aspettative di ciò che si vuole costruire, con le paure di non riuscire a soddisfarle.

Anche io, Artista, ogni volta che affronto la realizzazioen di una nuova Opera cerco di vincere questa profonda battaglia esistenziale, forte dell'amore verso il mio lavoro e dell'esperienza, che mi impone, agli occhi del Mondo, l'unica figura inattaccabile grazie alla licenza poetica, trasfromando in eterno, il ricordo per gli altri, della bellezza che non ha età.

Il Ponte questa volta non unisce le sponde di due rive ma unisce le persone attraverso i concetti che da sempre amo esprimere.

Ancora una volta il chiodo si rende firma ed elemento fondante di costruzione; una unione indissolubile attraverso il tempo, che porta con sè il gioco del sole e della luna attraverso il passaggio della luce che rende viva la materia, illuminando il lavoro che dalle mie mani desidera arrivare a chi ne ha la sensibilità per comprenderlo, interpretarlo e spingersi oltre...

Stefano Bressani