EVENTO STRAORDINARIO

Una vita donata per salvarne altre quattro, un atto di generosità trasforma una tragedia in speranza

Al San Matteo di Pavia primo caso di donazione multiorgano in Lombardia da donatore a cuore fermo

Una vita donata per salvarne altre quattro, un atto di generosità trasforma una tragedia in speranza
Pubblicato:

Una storia di generosità che si trasforma in speranza di vita per quattro pazienti in attesa di trapianto: primo caso di donazione multiorgano in Lombardia da donatore a cuore fermo.

(Foto di copertina: Team Asst Santi e IRCCS San Matteo da sin. Inf. Alessio Biglia, Inf. Aurelia Campaci, inf. Hervè Brusa, dr.ssa Alessia Gandola, dr. Andrea Bottazzi)

Donazione multiorgano

Primo caso in Lombardia di donazione multiorgano da donatore a cuore fermo in un ospedale senza Cardiochirurgia, reso possibile grazie alla collaborazione e al trasferimento di equipe e macchinari esterni.

Nei giorni scorsi, presso la Terapia Intensiva dell’ASST dei Santi Paolo e Carlo, presidio Ospedale San Paolo, si è verificato un evento che ha dimostrato il potere della solidarietà umana e della collaborazione medica.

Dopo un arresto cardiaco seguito da danni neurologici irreversibili, il quadro clinico di un uomo 50enne ha confermato l’infausto esito della situazione, portando alla decisione medica di limitare i trattamenti intensivi in rianimazione. Tuttavia, il paziente aveva dichiarato in vita la volontà di donare organi e tessuti dopo la morte, e i famigliari hanno rispettato e sostenuto questa scelta.

Grazie alla collaborazione tra il Team del Coordinamento Donazioni dell’ASST Santi Paolo e Carlo, il Coordinamento Regionale di Procurement guidato dal dottor Marco Sacchi e la S.C. Trapianti Lombardia-NITp guidata dalla dottoressa Tullia Maria De Feo, è stata organizzata una donazione multiorgano, comprendente il cuore combinato con organi addominali.

Collaborazione con il San Matteo

Poiché l'Ospedale San Paolo non dispone di un centro di Cardiochirurgia, è stata coinvolta l'equipe del Policlinico San Matteo di Pavia, una delle 3 strutture lombarde del Programma Regionale di trapianto cardiaco, dotata delle apparecchiature necessarie per la circolazione extracorporea, compresa l'ECMO (Extra-Corporeal Membrane Oxigenation), e di personale specializzato.

I risultati sono stati eccezionali: il cuore è stato trapiantato al Policlinico San Matteo di Pavia, il fegato al Policlinico di Milano e i reni, uno al Niguarda di Milano e uno all’Ospedale di Bergamo. Questi trapianti hanno dato nuova speranza di vita a quattro pazienti in lista d'attesa.

"Grazie a tutti i professionisti"

Il Professor Davide Chiumello, Direttore del Dipartimento Emergenza Urgenza dell’ASST Santi Paolo e Carlo, ha espresso la gratitudine a tutti i professionisti coinvolti, sottolineando il loro impegno e dedizione che hanno reso possibile questo atto di generosità.

“Vogliamo esprimere la nostra profonda gratitudine a tutti i professionisti coinvolti in questo processo: anestesisti rianimatori, infermieri specializzati, cardiochirurghi, perfusionisti, cardioanestesisti, neurofisiologi, anatomopatologi, ecografisti e tutto il personale di supporto. La loro professionalità e dedizione hanno reso possibile questo atto di generosità che ha dato una nuova vita a chi era in attesa di un trapianto, ha dichiarato Chiumello.

"Evento straordinario"

Il Dottor Andrea Bottazzi, Responsabile del Coordinamento Ospedaliero al Procurement del San Matteo di Pavia, ha ricordato l'importanza storica di questo evento e l'impatto positivo sulla vita dei pazienti in attesa di trapianto.

“Sono emozionato e commosso. Nel 2008 al San Matteo di Pavia ha avuto inizio la storia italiana della donazione di organi da donatore a cuore fermo (DCD), fino a quel momento impossibile tecnicamente. E in principio riguardava solo i reni. A distanza di circa quindici anni abbiamo assistito, e alcuni di noi erano presenti anche in quel settembre 2008, alla ripresa del battito del cuore dopo più di 20 minuti di arresto. Questo evento straordinario, frutto della collaborazione tra Ospedali pubblici, ripaga i sacrifici di tutti gli operatori della rete trapiantologica e delle loro famiglie, dona speranza nuova a chi attende un trapianto d’organo, e rende omaggio imperituro a chi ha desiderato che la propria volontà di bene andasse addirittura oltre la morte” ha commentato il Dottor Bottazzi.

Il potere della donazione

Questa storia è una testimonianza tangibile del potere della donazione degli organi e della compassione umana. Speriamo che ispiri altri a considerare la donazione come un modo per continuare a donare vita anche dopo la propria scomparsa.

La donazione da “soggetto deceduto a cuore fermo” ha superato il 30% di tutte le donazioni di organi in Lombardia, rappresentando una strategia vitale per aumentare il numero di trapianti e soddisfare il fabbisogno crescente.

Commenti
Lascia il tuo pensiero

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici sui nostri canali