Il Comune di Voghera ha vietato la circolazione dei monopattini elettrici in un tratto centrale di via Emilia e via Grattoni. Il provvedimento mira a tutelare la sicurezza dei pedoni e a ridurre gli incidenti in zone ad alta frequentazione.
Stop ai monopattini in via Emilia
Niente più sfrecciate elettriche nel “salotto” della città. Da oggi, venerdì 13 marzo 2026, il paesaggio urbano di via Emilia a cambia volto: i monopattini elettrici dovranno fermarsi. Con l’installazione della segnaletica verticale, è diventata ufficialmente operativa l’ordinanza comunale che vieta la circolazione di questi mezzi in uno dei tratti più sensibili e frequentati del centro storico di Voghera.

Il provvedimento non nasce dal caso, ma da una mappatura precisa delle aree a rischio. Il divieto riguarda nello specifico il tratto di via Emilia compreso tra il civico 71 e l’incrocio con via Plana, estendendosi anche alle aree di via Grattoni. Si tratta di zone caratterizzate da un’altissima densità di pedoni, dove la convivenza tra chi cammina e chi viaggia su due ruote era diventata fonte di crescente preoccupazione per la sicurezza pubblica.
Le ragioni della scelta
L’Amministrazione guidata dal sindaco Paola Garlaschelli ha motivato la decisione con la necessità di tutelare le fasce più deboli della popolazione.
“L’obiettivo — spiegano dal Comune — è ridurre le interferenze pericolose tra pedoni e conducenti“.
I numeri, d’altronde, parlano chiaro: negli ultimi anni, tra Lombardia e resto d’Italia, i sinistri che coinvolgono i monopattini sono aumentati vertiginosamente, colpendo spesso utenti giovanissimi con esiti talvolta drammatici. Fermare la circolazione nei punti più affollati è, dunque, una mossa preventiva per evitare che la mobilità sostenibile si trasformi in un rischio per l’incolumità dei cittadini.
Un quadro normativo ancora incerto
Oltre alla sicurezza locale, pesa sulla decisione anche un contesto legislativo nazionale ancora “work in progress”. Nonostante la diffusione capillare della micromobilità, l’Italia attende ancora una definizione chiara su aspetti cruciali come:
- L’introduzione di un contrassegno identificativo (targa);
- L’obbligo di copertura assicurativa per i mezzi privati.
In assenza di regole nazionali stringenti, il Comune ha scelto la linea della prudenza, privilegiando l’ordine urbano e la convivenza civile tra i diversi modi di vivere la città.
Monitoraggio costante
L’ordinanza n. 24/2026 non è un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso più ampio. L’Amministrazione ha infatti confermato che continuerà a monitorare i flussi della mobilità urbana per valutare l’efficacia del provvedimento e, se necessario, introdurre ulteriori soluzioni che garantiscano il giusto equilibrio tra innovazione negli spostamenti e sicurezza stradale.