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Sebastiano Vassalli, lo scrittore scoperto da Maria Corti: Pavia lo ricorda a dieci anni dalla scomparsa

L’Università di Pavia celebra l’autore de "La chimera" con un incontro dedicato alla sua opera e al suo archivio letterario

Sebastiano Vassalli, lo scrittore scoperto da Maria Corti: Pavia lo ricorda a dieci anni dalla scomparsa

L’Università di Pavia celebra Sebastiano Vassalli a dieci anni dalla scomparsa con un incontro dedicato alla sua opera e al volume di Roberto Cicala “Raccontare l’Italia”. L’evento ripercorre la carriera dello scrittore, dalla scoperta di Maria Corti alla stagione del romanzo storico che ha raccontato la storia e l’identità italiana.

Pavia ricorda Sebastiano Vassalli

Sarà l’Università di Pavia a ospitare, venerdì 22 maggio 2026 alle ore 18 in Aula Scarpa, la commemorazione dedicata a Sebastiano Vassalli, a dieci anni dalla sua scomparsa. L’iniziativa, promossa dal Centro Manoscritti dell’ateneo, intende restituire la complessità di uno degli autori più significativi del secondo Novecento italiano, attraverso la presentazione del volume Raccontare l’Italia. I libri di una vita di Sebastiano Vassalli, pubblicato da Il Mulino e firmato da Roberto Cicala.

All’incontro interverranno Carla Riccardi e Giuseppe Antonelli, mentre sono previste anche proiezioni di filmati in cui lo scrittore riflette sulla propria idea di letteratura.

Un viaggio nell’opera e nelle carte di Vassalli

Il libro di Roberto Cicala si propone come una guida ampia e documentata all’universo narrativo di Vassalli, costruita attraverso materiali d’archivio, testimonianze, inediti e un’ampia antologia critica internazionale.

Il volume, di oltre 400 pagine, è introdotto da Paolo Di Paolo, che ne evidenzia il valore interpretativo e la capacità di ricomporre il profilo umano e intellettuale dello scrittore. Ne emerge un autore che ha fatto della letteratura una forma di indagine sulla storia italiana e sulle sue contraddizioni profonde.

Dalla scoperta di Maria Corti al Gruppo 63: gli esordi

La figura di Vassalli si lega profondamente anche alla città di Pavia, dove fu tra gli scrittori seguiti da Maria Corti negli anni Sessanta, una delle prime a riconoscerne il talento. In seguito, la sua traiettoria letteraria si intrecciò con l’esperienza del Gruppo 63 e con le sperimentazioni della neoavanguardia, per poi evolvere verso una narrativa di impianto storico sempre più definita.

Il suo percorso biografico, segnato da un’infanzia difficile e dall’esperienza di “figlio della guerra”, si riflette in una produzione letteraria che ha progressivamente abbandonato la sperimentazione linguistica per concentrarsi su una scrittura più lineare e narrativa.

Il romanzo storico come indagine sull’Italia

L’opera di Vassalli si distingue per la sua continua esplorazione delle radici storiche e culturali del Paese. Attraverso romanzi ambientati in epoche diverse, lo scrittore ha cercato di ricostruire ciò che definiva il “carattere nazionale degli italiani”.

Tra i suoi lavori più noti figurano La chimera (1990), ambientato nel Seicento e divenuto un grande successo editoriale, Marco e Mattio dedicato al Settecento napoleonico, La notte della cometa sulla figura di Dino Campana, Il cigno sulle origini della mafia e Cuore di pietra, inserito nell’epopea dell’Unità d’Italia. Il percorso si estende fino all’antichità con Un infinito numero, dedicato all’età di Virgilio.

Accanto alla narrativa, Vassalli ha mantenuto una costante presenza giornalistica su quotidiani come «Repubblica» e «Corriere della Sera», con interventi spesso critici e controcorrente.

Il lavoro di Roberto Cicala

Autore del volume e protagonista dell’incontro pavese, Roberto Cicala insegna editoria letteraria all’Università di Pavia e lavora da anni sull’opera di Vassalli, anche attraverso la curatela di inediti e materiali d’archivio. Tra questi si segnalano la raccolta Improvvisi e il recente lavoro Il mestiere di Omero.

Il suo studio ricostruisce anche il rapporto dello scrittore con il proprio archivio personale e con la dimensione meno nota della sua biografia, offrendo strumenti critici per una rilettura complessiva della sua opera.

La lettura critica di Paolo Di Paolo

Nell’introduzione al volume, Paolo Di Paolo sottolinea la progressiva evoluzione della prosa di Vassalli verso una forma sempre più asciutta e narrativa, lontana dagli sperimentalismi giovanili. Una scrittura che, pur rinunciando all’effetto, mantiene una forte capacità di osservazione del reale.

Di Paolo evidenzia inoltre come lo scrittore abbia progressivamente assunto una posizione appartata, quasi monastica, dedicandosi interamente alla scrittura e a una visione disincantata della letteratura, intesa come strumento di indagine più che di consolazione.

Un autore centrale per la narrativa del secondo Novecento

La commemorazione pavese si inserisce dunque in un più ampio lavoro di riscoperta critica di Sebastiano Vassalli, autore che ha attraversato le trasformazioni letterarie del secondo Novecento italiano mantenendo una voce autonoma e riconoscibile.

A dieci anni dalla sua scomparsa, il confronto tra studiosi, editori e critici conferma la centralità della sua opera nel racconto della storia e dell’identità italiana.