Il Prefetto di Pavia e le istituzioni scolastiche rafforzano l’alleanza per la legalità, unendo controlli sul territorio a percorsi di recupero sociale e sportivo. L’obiettivo è prevenire il disagio giovanile e garantire la sicurezza degli studenti attraverso un monitoraggio costante e condiviso.
Sicurezza nelle scuole
L’aula come porto sicuro, la scuola come baluardo della legalità. Non si tratta solo di sorvegliare i cancelli, ma di tessere una rete invisibile capace di intercettare il disagio prima che si trasformi in violenza. È questo il cuore pulsante della strategia delineata a Palazzo Malaspina, dove il Prefetto di Pavia, Francesca De Carlini, ha riunito il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per dare un nuovo slancio alla collaborazione tra Forze dell’Ordine, scuole ed enti locali.
Tolleranza zero
Il piano non parte da zero, ma poggia su basi solide. Il Prefetto ha confermato l’efficacia dei controlli già attivi nei punti caldi della provincia. Pattuglie e monitoraggi restano serrati nelle stazioni, nelle autostazioni e nei pressi degli istituti secondari, proprio durante le ore di punta della popolazione studentesca. L’obiettivo è chiaro: garantire che il tragitto casa-scuola e i momenti di aggregazione siano liberi da fenomeni di illegalità.
Approccio “preventivo e bilanciato”
La vera novità risiede però nell’approccio “preventivo e bilanciato”. Durante l’incontro, che ha visto la partecipazione dei vertici di Questura, Carabinieri, Guardia di Finanza e dei rappresentanti del mondo scolastico, è emersa la necessità di un monitoraggio costante all’interno dei singoli istituti. Non si parla solo di sicurezza in senso stretto, ma di “sentinelle” capaci di cogliere i segnali di fragilità dei ragazzi. L’idea è quella di intervenire tempestivamente per evitare che situazioni di difficoltà individuale sfocino in episodi di bullismo o microcriminalità.
Sport e sociale
Per rendere la scuola un luogo realmente accogliente, il piano prevede il coinvolgimento diretto dei Servizi Sociali comunali. Non si punta solo alla sanzione, ma all’accompagnamento: i ragazzi a rischio verranno indirizzati verso attività sportive o di gruppo, strumenti considerati fondamentali per scaricare le tensioni e imparare il valore della responsabilità civica. Un modello educativo che punta a trasformare il potenziale conflitto in partecipazione attiva.
Modello di cooperazione nazionale
L’iniziativa pavese si inserisce perfettamente nel solco tracciato dalle recenti direttive del Ministro dell’Interno e dell’Istruzione e del Merito. La parola d’ordine è “ponderatezza”: ogni intervento sarà concordato con i Dirigenti scolastici per rispettare l’autonomia delle scuole, pur garantendo una presenza dello Stato costante e rassicurante.