LAVORO E DIRITTI

Sciopero dei lavoratori Maxilog alla logistica Aosom di Belgioioso: ritardi nei buoni pasto e contratti precari

La mobilitazione riguarda il mancato rispetto delle scadenze per i ticket e la richiesta di assunzione a tempo indeterminato per quattro dipendenti con il contratto in scadenza

Sciopero dei lavoratori Maxilog alla logistica Aosom di Belgioioso: ritardi nei buoni pasto e contratti precari
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Sciopero dei lavoratori Maxilog nel magazzino Aosom di Belgioioso contro i ritardi nell’erogazione dei buoni pasto e la precarietà occupazionale. Al centro della protesta anche la richiesta di stabilizzare quattro dipendenti con contratti in scadenza tra fine ottobre e fine anno.

Sciopero dei lavoratori Maxilog

È sciopero tra i lavoratori della logistica di Aosom a Belgioioso. Gli addetti, dipendenti della società Maxilog, hanno incrociato le braccia per protestare contro i ripetuti ritardi nell’erogazione dei buoni pasto e chiedere maggiori garanzie occupazionali per quattro colleghi che si trovano ancora in una condizione di precarietà.

La mobilitazione si concentra su due questioni: il mancato rispetto delle scadenze previste per i ticket compliments e restaurant e la richiesta di trasformare a tempo indeterminato quattro contratti in scadenza. I lavoratori chiedono risposte concrete su entrambi i fronti e annunciano che la protesta proseguirà fino a quando non arriveranno garanzie.

Ritardi nei ticket

Al centro della vertenza c’è innanzitutto l’erogazione dei buoni pasto, che secondo gli accordi deve avvenire entro il giorno 20 di ogni mese. Una scadenza che, stando a quanto denunciato dai lavoratori, non verrebbe rispettata con regolarità, costringendo i dipendenti a fare i conti con ritardi ripetuti.

Una situazione che pesa ulteriormente in una fase caratterizzata dall’aumento del costo della vita e dalle difficoltà economiche di molte famiglie. I buoni pasto rappresentano infatti una componente delle risorse a disposizione dei lavoratori e il loro mancato riconoscimento nei tempi stabiliti incide sulla gestione delle spese quotidiane.

La richiesta degli addetti è quindi quella di rispettare gli impegni già previsti dagli accordi, evitando che i ritardi si trasformino in una consuetudine.

Quattro contratti in scadenza

L’altra questione riguarda il futuro occupazionale di quattro lavoratori impiegati nel magazzino di Belgioioso. Due contratti scadranno alla fine di ottobre, mentre gli altri due termineranno alla fine dell’anno.

Per questi dipendenti viene chiesta la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Secondo quanto evidenziato dai promotori della protesta, la presenza di un’importante mole di lavoro nel magazzino rende necessario affrontare il tema della stabilità occupazionale, superando una situazione di incertezza che si protrae nel tempo.

La richiesta è quella di garantire continuità lavorativa a chi contribuisce quotidianamente al funzionamento della struttura logistica, evitando che i dipendenti restino in attesa di conoscere il proprio futuro fino alla scadenza del contratto.

“I problemi si affrontano insieme”

Lo sciopero nasce quindi dall’intreccio tra il mancato rispetto delle scadenze per i buoni pasto e la richiesta di maggiori garanzie per i lavoratori con contratti in scadenza. Due aspetti che, secondo chi partecipa alla mobilitazione, riguardano non soltanto i singoli dipendenti coinvolti, ma le condizioni di lavoro all’interno del magazzino.

Il messaggio dei lavoratori punta sulla solidarietà e sull’organizzazione collettiva:

“Nei magazzini si impara una cosa fondamentale: i problemi si affrontano insieme. Il ritardo che oggi colpisce una persona può riguardare domani chiunque, la precarietà di quattro lavoratori è un problema collettivo, perché riguarda il modo in cui viene organizzato il lavoro di tutte e tutti”.

La protesta proseguirà, secondo quanto annunciato, fino all’arrivo di risposte concrete sulle richieste avanzate. La vertenza resta dunque aperta sia sul fronte del rispetto degli accordi relativi ai ticket sia su quello della stabilizzazione dei quattro lavoratori.

A chiudere la presa di posizione è un appello all’unità tra i dipendenti:

“Contro la logica che ci vorrebbe isolati, in competizione tra noi e costretti ad arrangiarci individualmente, noi ci organizziamo, siamo solidali e lottiamo insieme per i nostri diritti”.