ATTUALITÀ

Riso pavese, l’allarme dei produttori arriva fino al Parlamento Europeo

Confagricoltura denuncia a Bruxelles le difficoltà del comparto: tra crisi idrica, cambiamenti climatici, aumento delle importazioni e crollo dei prezzi, il futuro delle risaie italiane è a rischio

Riso pavese, l’allarme dei produttori arriva fino al Parlamento Europeo

Confagricoltura porta al Parlamento europeo la crisi del riso italiano: tra siccità, temperature elevate, aumento delle importazioni e calo del 40% del prezzo del risone, il comparto pavese rischia una fase difficile. La presidente di Confagricoltura Pavia, Marta Sempio, chiede interventi urgenti e regole commerciali più equilibrate per tutelare qualità e competitività dei produttori.

Riso, l’allarme dei produttori a Bruxelles

Il futuro del riso italiano passa anche da Bruxelles. Le difficoltà che stanno mettendo sotto pressione il comparto risicolo, con particolare riferimento al territorio pavese, sono state portate all’attenzione del Parlamento europeo da una delegazione di Confagricoltura, che ha evidenziato una situazione sempre più complessa per gli agricoltori.

Secondo l’organizzazione agricola, il 2026 potrebbe essere ricordato come uno degli anni più difficili per i risicoltori, alle prese con una combinazione di fattori critici: la riduzione della disponibilità idrica, l’aumento delle temperature e la crescente concorrenza delle importazioni di riso provenienti soprattutto dal Sud est asiatico.

Pavia protagonista della sfida per difendere il riso italiano

Durante l’incontro “Il riso italiano e la sfida europea: qualità oltre le tendenze”, ospitato al Parlamento europeo nella giornata di ieri (13 luglio 2026), Confagricoltura ha ribadito la necessità di proteggere una filiera strategica per l’agricoltura nazionale e per i territori vocati alla coltivazione del riso.

“Il riso italiano è un prodotto di qualità che va tutelato anche a livello europeo”.

Lo ha dichiarato la Presidente Marta Sempio (Confagricoltura Pavia), a margine dell’evento “Il riso italiano e la sfida europea: qualità oltre le tendenze” al Parlamento europeo, a Bruxelles. L’incontro ha posto al centro il ruolo dei territori risicoli, a partire da Pavia, nella difesa della qualità del riso italiano e della competitività delle imprese agricole.

 

Importazioni in aumento e prezzi in forte calo

Tra le principali criticità segnalate da Confagricoltura c’è l’incremento delle importazioni di riso in Italia e nell’Unione Europea, che ha determinato una forte pressione sul mercato interno. Il risultato, secondo l’associazione, è stato un crollo del prezzo del risone arrivato fino al 40%, con pesanti ripercussioni sui bilanci delle aziende agricole.

A pesare sul settore contribuiscono anche i maggiori costi di produzione, legati in particolare all’aumento dei prezzi dei fertilizzanti e dell’energia, elementi che rendono sempre più difficile mantenere la redditività delle coltivazioni.

Cambiamenti climatici

Sul fronte ambientale, il quadro resta altrettanto preoccupante. Le previsioni meteorologiche internazionali di medio e lungo periodo indicano infatti la possibile presenza del fenomeno del Niño, o di una sua nuova evoluzione, con il rischio di periodi caratterizzati da temperature molto elevate e prolungate.

Una prospettiva che potrebbe aggravare ulteriormente le difficoltà già vissute dalle risaie italiane, soprattutto in relazione alla disponibilità di acqua necessaria per la coltivazione.

L’appello alle istituzioni

Di fronte a questo scenario, molti risicoltori stanno valutando la possibilità di destinare parte dei terreni a colture alternative, considerate meno onerose dal punto di vista produttivo.

Per Confagricoltura è quindi necessario un intervento rapido delle istituzioni, con politiche capaci di sostenere il settore e garantire condizioni di concorrenza equilibrate a livello europeo.

L’associazione ribadisce infine la necessità di introdurre maggiore reciprocità nelle regole commerciali, affinché il riso italiano possa continuare a competere valorizzando qualità, sicurezza alimentare e legame con i territori di produzione.