ATTUALITÀ

Riso, l’allarme di Centinaio: “L’Europa apre le porte all’Asia, filiera italiana a rischio”

Il vicepresidente pavese del Senato attacca il nuovo regolamento UE sulle importazioni da Cambogia e Myanmar: “Prezzi abbattuti e standard sanitari ignorati. Il Governo intervenga”

Riso, l’allarme di Centinaio: “L’Europa apre le porte all’Asia, filiera italiana a rischio”

Centinaio lancia l’allarme contro il nuovo regolamento UE che permetterebbe l’importazione di 561mila tonnellate di riso asiatico, minacciando la competitività e la sopravvivenza della filiera risicola italiana. Il senatore chiede un intervento urgente del governo a Bruxelles per tutelare i produttori nazionali e la sicurezza dei consumatori.

Riso, l’allarme di Centinaio

Non chiamatelo aiuto allo sviluppo, ma “invasione pianificata“. Il monito arriva direttamente da Palazzo Madama: il vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio (Lega), lancia un duro atto d’accusa contro le nuove politiche commerciali di Bruxelles. Al centro della contesa c’è il Regolamento SPG (Sistema di Preferenze Generalizzate), recentemente passato al vaglio della Commissione Commercio Internazionale dell’Europarlamento. Secondo l’esponente leghista, l’accordo non sarebbe un sostegno ai Paesi emergenti come Cambogia e Myanmar, ma un cavallo di Troia pronto a inondare il mercato unico con 561mila tonnellate di riso a basso costo.

Il Vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio

Clausole tardive e concorrenza sleale

Il nodo della questione è la soglia di tolleranza. “La clausola di salvaguardia interverrebbe solo quando il danno economico sarebbe ormai irrecuperabile”, spiega Centinaio in un’interrogazione rivolta al Ministro dell’Agricoltura. Il timore è quello di una concorrenza asimmetrica: da un lato i produttori italiani, legati a rigidi protocolli ambientali, sanitari e sociali; dall’altro, giganti asiatici che operano con costi minimi e standard decisamente più permissivi. Un livellamento verso il basso che, secondo il senatore, finirebbe per espellere dal mercato i nostri risicoltori, impossibilitati a reggere la guerra dei prezzi.

Sicurezza alimentare a rischio

L’Italia, primo produttore europeo di riso, vedrebbe così a rischio l’intera filiera nazionale, con conseguenze negative su migliaia di posti di lavoro e sul presidio ambientale rappresentato dalle risaie.

Le province più vulnerabili sarebbero quelle di Pavia, Lodi, Vercelli e Novara, territori che hanno chiesto protezione. Ma il rischio non riguarda solo gli agricoltori: Centinaio sottolinea che è in gioco anche la sicurezza alimentare dei consumatori italiani ed europei. Permettere l’ingresso massiccio di prodotti che non rispettano i criteri Ue significa, di fatto, indebolire la tutela verso i consumatori finali.

L’appello è ora rivolto a una convergenza politica totale: “Serve un intervento tempestivo del governo e di tutti i partiti per impedire che questo testo disastroso venga approvato a Bruxelles senza modifiche”. La battaglia per la “difesa del chicco” italiano è appena iniziata.