I risicoltori pavesi affrontano una crisi tra prezzi ai minimi e concorrenza estera, con importazioni dall’India che comprimono i margini. Coldiretti Pavia chiede regole europee e valorizzazione del riso Made in Italy per tutelare la filiera.
Riso in crisi
Non è solo una flessione di mercato, ma un vero campanello d’allarme per l’economia agricola del territorio. Il comparto risicolo pavese sta attraversando una fase critica segnata da quotazioni ai minimi e spese di produzione in costante aumento, una combinazione che sta comprimendo i margini delle aziende e alimentando preoccupazione tra gli operatori.
Il confronto pubblico
Il quadro è stato al centro dell’incontro promosso da Coldiretti Pavia a Mede, dove produttori e rappresentanti istituzionali si sono riuniti per analizzare le dinamiche del mercato internazionale e le ripercussioni sull’Italia. Alla tavola rotonda hanno partecipato la presidente Silvia Garavaglia, il direttore Antonio Tessari e il responsabile nazionale Grandi Colture Emanuele Occhi.

Le cause del crollo dei prezzi
Secondo l’analisi presentata durante l’incontro, il ritorno delle quotazioni ai livelli di circa dieci anni fa sarebbe legato a fattori internazionali concatenati: svalutazione del dollaro, riduzione dei costi di trasporto marittimo e, soprattutto, l’aumento delle importazioni provenienti dall’India, che incidono pesantemente sugli equilibri competitivi.

La richiesta: regole uguali per tutti
Dal mondo agricolo emerge una posizione netta: serve una strategia incisiva a tutela della produzione nazionale. L’organizzazione chiede che chi esporta verso l’Europa rispetti gli stessi standard sanitari, ambientali e sociali imposti ai produttori locali. Non una misura protezionistica, sostengono i rappresentanti del settore, ma una condizione di equità per evitare distorsioni di mercato.

Puntare sull’identità del riso italiano
Tra le soluzioni indicate figura anche una maggiore valorizzazione del prodotto nazionale, con campagne informative rivolte ai consumatori per distinguere il riso italiano dalle produzioni estere. Parallelamente, gli agricoltori sollecitano investimenti nella ricerca varietale per sviluppare colture più resistenti agli effetti del cambiamento climatico, considerato ormai un fattore strutturale e non più emergenziale.