GRIDO D'ALLARME

Riso, Coldiretti sollecita il Governo: “Subito il Tavolo di filiera per affrontare la crisi del settore”

Prezzi in calo, costi in aumento e importazioni dall’Asia mettono sotto pressione il comparto risicolo italiano. L’organizzazione agricola chiede interventi urgenti e misure strutturali per tutelare produzione e imprese.

Riso, Coldiretti sollecita il Governo: “Subito il Tavolo di filiera per affrontare la crisi del settore”

Coldiretti chiede al Ministero dell’Agricoltura la convocazione urgente del Tavolo della filiera risicola per affrontare il crollo dei prezzi, l’aumento dei costi e la pressione delle importazioni. L’organizzazione propone misure di sostegno, tra cui un bando per il riso italiano e un fondo per i contratti di filiera, per tutelare un settore strategico del Made in Italy.

SOS Riso

Con una lettera indirizzata al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Coldiretti ha chiesto la convocazione immediata del Tavolo Nazionale della Filiera Risicola, già istituito presso il dicastero. L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per la situazione del settore, caratterizzato da una fase di forte instabilità economica.

Al centro delle criticità vi è il marcato calo delle quotazioni del risone, che sta determinando ricadute pesanti sulle aziende agricole. A questo si sommano l’aumento dei costi di produzione, energetici e gestionali, oltre alla pressione esercitata dalle importazioni, in particolare provenienti dall’Asia.

Le difficoltà delle imprese agricole

Secondo quanto evidenziato nella comunicazione, il comparto si trova in una condizione di forte fragilità. Le imprese risicole, già provate dagli scenari internazionali e dall’incremento dei costi, rischiano di vedere compromessa la propria sostenibilità economica.

“Le imprese risicole stanno affrontando una fase di estrema difficoltà – si legge nella lettera – che rischia di compromettere la sostenibilità economica del settore e la continuità produttiva di una coltura strategica per l’agricoltura italiana e per interi territori vocati”.

La richiesta di un confronto immediato

Coldiretti sollecita l’apertura urgente di un confronto tra istituzioni e operatori della filiera, con l’obiettivo di analizzare l’andamento del mercato e delle quotazioni e individuare strumenti concreti di sostegno.

L’intento è quello di mettere in campo interventi capaci di garantire la tenuta del comparto e di rafforzarne la stabilità nel medio e lungo periodo.

Le proposte sul tavolo

Tra le misure indicate dall’organizzazione agricola figura l’attivazione di un bando indigenti per l’acquisto e la distribuzione di riso italiano, con una doppia finalità: sostenere le famiglie in difficoltà e allo stesso tempo valorizzare la produzione nazionale.

Coldiretti propone inoltre, nell’ambito delle risorse del piano “Coltiva Italia”, la creazione di un fondo dedicato ai contratti di filiera per il settore risicolo. L’obiettivo è favorire investimenti, programmazione produttiva, aggregazione dell’offerta e maggiore competitività del comparto.

Importazioni in aumento

Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dall’aumento delle importazioni. Nel 2025 sono arrivati in Italia oltre 300 milioni di chili di riso straniero, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. L’80% di questi quantitativi proviene dall’Asia, un dato che alimenta le preoccupazioni degli operatori nazionali.

Settore strategico per l’Italia

L’Italia mantiene il primato europeo nella produzione di riso, con circa 1,4 miliardi di chili di risone all’anno e un valore alla produzione superiore al mezzo miliardo di euro. Il comparto rappresenta una filiera strategica non solo economica, ma anche territoriale e ambientale.

L’Italia è il leader indiscusso della risicoltura nell’Unione Europea, da sola garantisce oltre il 50% di tutto il riso prodotto nel Vecchio Continente. All’interno di questo primato, Pavia è la prima provincia risicola d’Europa. Significa che una fetta enorme del riso europeo nasce proprio in queste campagne.

A livello nazionale si coltivano circa 234.000 ettari a risaia. Di questi, ben oltre 80mila ettari si trovano in provincia di Pavia. In pratica, più di un terzo (circa il 35%) di tutto il riso italiano viene coltivato nel Pavese e in Lomellina.

“Situazione drammatica”

Dei circa 1,4 miliardi di chili di risone prodotti annualmente in Italia, la sola provincia di Pavia ne raccoglie oltre 480 milioni di chili, mossa dal lavoro di circa un migliaio di aziende agricole specializzate. Questo significa che quando la risicoltura pavese (e lomellina in particolare) entra in crisi a causa del crollo dei prezzi o dell’importazione selvaggia, non sta tremando una semplice economia locale, ma l’intero pilastro della produzione risicola europea.

“La situazione è drammatica, e sta producendo conseguenze che vanno ben oltre i bilanci aziendali – aggiunge Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia – Se i risicoltori decidessero di abbandonare questa coltura, infatti, l’Italia perderebbe non solo la propria leadership nel settore risicolo europeo ma anche un patrimonio di biodiversità unico, con varietà storiche costruite in decenni di selezione e tradizione agricola che andrebbero perdute”.

Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia

Pavia si conferma la principale provincia risicola d’Europa, con oltre 80 mila ettari coltivati a risaia e circa mille aziende agricole attive. Complessivamente, la filiera coinvolge oltre diecimila famiglie lungo tutta la Penisola. Il riso italiano si distingue inoltre per la sua straordinaria varietà: più di 200 tipologie iscritte al Registro nazionale, tra cui Carnaroli, Arborio, Roma e Vialone Nano, considerate simboli del Made in Italy agroalimentare.

Coldiretti auspica una rapida convocazione del Tavolo Nazionale della Filiera Risicola, ritenuto essenziale per affrontare l’attuale fase critica e individuare soluzioni efficaci a tutela di uno dei comparti più rilevanti dell’agricoltura italiana.