L’Università di Pavia ottiene oltre 4,7 milioni di euro dall’ERC Advanced Grant per due progetti di ricerca innovativi nei campi delle terapie geniche e dei materiali per l’energia sostenibile. I finanziamenti premiano gli studi coordinati da Anna Kajaste-Rudnitski e Lorenzo Malavasi, inserendo l’ateneo tra le eccellenze scientifiche europee.
L’UniPV conquista due ERC Advanced Grant
L’Università di Pavia si conferma tra le realtà scientifiche italiane più competitive a livello internazionale, conquistando due dei 29 finanziamenti assegnati in Italia dal Consiglio europeo della ricerca (ERC) nell’ultima tornata degli Advanced Grant. I due progetti, selezionati nell’ambito di Horizon Europe, riceveranno complessivamente circa 4 milioni e 700mila euro e puntano su ambiti di ricerca ad alto contenuto innovativo: le terapie geniche per le malattie neurologiche e lo sviluppo di nuovi materiali per la catalisi sostenibile.
Il bando
L’ERC ha annunciato i vincitori dell’ultima edizione del bando, che mette a disposizione 838 milioni di euro per sostenere 319 ricercatori di spicco in tutta Europa. Le proposte presentate sono state 3.329, con un incremento del 31% rispetto alle 2.534 dello scorso anno. Solo il 9,6% dei progetti è stato ammesso al finanziamento, a conferma dell’elevato livello di selettività della competizione, basata sia sul profilo scientifico dei candidati sia sul potenziale impatto delle ricerche proposte. Secondo le stime, i nuovi grant contribuiranno anche alla creazione di oltre 3mila posti di lavoro nei team di ricerca coinvolti.
BRAINY, la sfida per rendere più sicure le terapie geniche
Tra i progetti premiati figura BRAINY, coordinato da Anna Kajaste-Rudnitski presso il Dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia. Il progetto riceverà circa 2 milioni e 480mila euro e ha un obiettivo ambizioso: rendere le terapie geniche per le malattie neurologiche più sicure, efficaci e realmente applicabili nei pazienti.
Le terapie basate su virus adeno-associati (AAV) sono considerate una delle strade più promettenti per trattare numerose patologie del cervello e del sistema nervoso. Tuttavia, la loro efficacia non è ancora pienamente soddisfacente e possono emergere effetti indesiderati non del tutto chiariti. BRAINY studierà il modo in cui le cellule del sistema nervoso riconoscono questi vettori virali e attivano risposte immunitarie che, da un lato, possono ridurre l’efficacia del trattamento e, dall’altro, provocare danni ai tessuti nervosi.
Per affrontare il problema, il gruppo di ricerca utilizzerà modelli avanzati di cervello umano derivati da cellule staminali e studi su animali, con l’obiettivo di individuare i meccanismi che ostacolano il trasferimento dei geni terapeutici e di mettere a punto strategie capaci di superarli. Kajaste-Rudnitski porta con sé un curriculum di alto profilo: in passato ha già ottenuto un ERC Consolidator Grant e nel 2019 ha ricevuto l’Outstanding New Investigator Award dell’American Society of Cell and Gene Therapy, uno dei riconoscimenti più prestigiosi nel settore.

SPOTLIGHT, nuovi materiali per la chimica del futuro
Il secondo finanziamento pavese va a SPOTLIGHT (Shaping Catalytic Reactions with Spin-Polarized Electrons), progetto coordinato da Lorenzo Malavasi del Dipartimento di Chimica, che riceverà un grant da 2 milioni e 238mila euro. La ricerca si concentra sullo sviluppo di nuovi materiali e sulla realizzazione di celle solari su scala di laboratorio, con l’obiettivo di aprire una nuova frontiera nella catalisi.
Il progetto punta a creare una nuova generazione di dispositivi fotoelettrochimici basati su perovskiti chirali, capaci di generare e controllare elettroni con spin polarizzato. Questa caratteristica potrebbe essere sfruttata per guidare reazioni chimiche in modo più efficiente e selettivo, con ricadute importanti sulla produzione sostenibile di sostanze di interesse industriale, come l’ammoniaca.
SPOTLIGHT integra competenze diverse, dalla sintesi di nuovi materiali allo sviluppo di dispositivi avanzati, fino agli studi teorici. L’idea di fondo è introdurre il controllo dello spin come variabile innovativa nella catalisi del futuro, con possibili applicazioni in settori strategici della chimica e dell’energia. Malavasi coordina all’Università di Pavia l’Energy and Material Chemistry Group, che negli ultimi anni ha già ottenuto due finanziamenti dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per progetti di ricerca bilaterali.

Un risultato che rafforza il ruolo di Pavia nella ricerca europea
I due finanziamenti ERC confermano la capacità dell’Università di Pavia di competere ai massimi livelli della ricerca internazionale, sia nelle scienze della vita sia nei materiali avanzati. Il doppio successo non rappresenta soltanto un riconoscimento per i singoli gruppi di ricerca, ma anche un segnale della solidità scientifica dell’ateneo, capace di attrarre risorse su progetti ad alto impatto e con prospettive concrete di sviluppo.