TUTELA FIUME

Plastica nel Ticino, la mappa dell’inquinamento: a Pavia un incontro per salvare il fiume

Lunedì 14 settembre alla Chiesetta di Piazza del Municipio un incontro pubblico sui risultati del monitoraggio delle micro e macroplastiche nel fiume e nei corsi d’acqua cittadini. Al centro anche le possibili strategie per ridurre la dispersione dei rifiuti

Plastica nel Ticino, la mappa dell’inquinamento: a Pavia un incontro per salvare il fiume

A Pavia un incontro pubblico farà il punto sull’inquinamento da plastica nel Ticino e nei suoi affluenti, presentando i risultati del monitoraggio di micro e macroplastiche. Ricercatori, Comune e associazioni discuteranno possibili strategie per prevenire l’abbandono dei rifiuti e tutelare l’ecosistema del fiume.

Plastica nel Ticino

Quanto materiale plastico arriva nel Ticino? Da dove proviene e quali sono le zone maggiormente interessate dall’accumulo dei rifiuti? Sono alcune delle domande alle quali cercherà di dare una risposta l’incontro pubblico “SALUTI DAL TICINO… ATTENZIONE PLASTICA IN TRANSITO”, in programma lunedì 14 settembre 2026 alle 18 alla Chiesetta di Piazza del Municipio a Pavia.

L’appuntamento nasce per portare all’attenzione della cittadinanza i risultati delle attività di ricerca e monitoraggio condotte dall’Università di Pavia sul reticolo idrico urbano e per mettere a confronto ricercatori, amministrazione comunale, associazioni e cittadini sulle possibili azioni da intraprendere per contrastare l’inquinamento da plastica.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Pavia, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (DICAr) dell’Università di Pavia.

Microplastiche, i dati della ricerca

A illustrare i risultati saranno Andrea Fenocchi ed Elisabetta Persi, ricercatori dell’Università di Pavia, che hanno partecipato alle attività di monitoraggio.

“Le attività di monitoraggio svolte ci hanno permesso di quantificare la presenza di micro- e macro-plastiche nelle acque e lungo le sponde del reticolo idrico superficiale urbano della città di Pavia. Complessivamente il livello di inquinamento risulta allineato con altri contesti urbani italiani ed europei. Attraverso questo incontro vorremmo individuare azioni di ricerca condivise che, in sinergia con le azioni amministrative e con il terzo settore, possano contribuire ad arginare il fenomeno dell’inquinamento da plastica delle acque superficiali.”

I dati raccolti consentono quindi di delineare un primo quadro della presenza della plastica nei corsi d’acqua che attraversano il territorio pavese, fornendo elementi utili anche per individuare le aree nelle quali il fenomeno appare più significativo.

Monitorati Ticino e affluenti

Nel corso della serata saranno presentati i risultati delle campagne di campionamento effettuate nell’ambito del progetto PRIN 2022 PNRR MINOSSE – ManagINg plastic transpOrt in riverS and coaStal arEas, dedicato allo studio dei meccanismi di trasporto e dispersione della plastica nei fiumi e nelle aree costiere.

La ricerca ha interessato il fiume Ticino e alcuni dei principali corsi d’acqua del reticolo urbano pavese, tra cui Navigliaccio, Naviglio Pavese e Roggia Scaricatore.

L’obiettivo è comprendere non soltanto quanta plastica sia presente nell’acqua, ma anche come venga trasportata e dove tenda ad accumularsi. Informazioni che possono diventare fondamentali per individuare interventi di prevenzione più efficaci.

Sotto esame anche le macroplastiche

L’indagine non si è concentrata esclusivamente sulle particelle di dimensioni microscopiche. Una parte del monitoraggio ha riguardato infatti anche le macroplastiche abbandonate lungo le sponde del Ticino. In particolare, i ricercatori hanno analizzato il tratto compreso tra via Riviera e il metanodotto, censendo e classificando i rifiuti plastici rinvenuti lungo le rive.

Il lavoro è stato approfondito anche attraverso una tesi realizzata da uno studente della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia. I risultati raccolti potranno contribuire a comprendere meglio le dinamiche di accumulo dei rifiuti e a programmare future attività di prevenzione, raccolta e rimozione.

Comune: “Il Ticino è un patrimonio da proteggere”

Per l’amministrazione comunale, la ricerca deve tradursi in interventi concreti sul territorio. A sottolinearlo è Lorenzo Goppa, assessore all’Ambiente, Sostenibilità, Transizione ecologica e Politiche energetiche del Comune di Pavia.

“Come Amministrazione vogliamo ribadire con forza il nostro impegno nella tutela del Ticino e del suo ecosistema, fragile e complesso. È fondamentale continuare a costruire una viva sinergia con l’Università di Pavia e con le associazioni di Pavia, mettendo in dialogo ricerca scientifica, istituzioni, associazioni e cittadini per trasformare i dati e le conoscenze raccolte in azioni concrete. Troppo spesso materiali plastici vengono abbandonati sulle rive del Ticino e finiscono nel nostro fiume, con conseguenze che possono essere particolarmente rilevanti per un ecosistema fragile e prezioso, vero e proprio hotspot di biodiversità.

Lorenzo Goppa

Il Ticino è un patrimonio ambientale che appartiene alla nostra comunità e che abbiamo il dovere di proteggere. Per questo dobbiamo agire su più fronti: prevenire l’abbandono dei rifiuti, promuovere comportamenti responsabili, rafforzare le attività di monitoraggio e sostenere iniziative di raccolta e rimozione, senza dimenticare il ruolo fondamentale della ricerca nel comprendere l’origine e la diffusione delle plastiche. Questo incontro rappresenta proprio lo spirito con cui vogliamo affrontare la sfida: conoscere meglio il problema per intervenire meglio. La collaborazione con l’Università di Pavia, con OSA e con realtà come Plastic Free è un esempio concreto di come, lavorando insieme, possiamo prenderci cura del nostro fiume e del suo straordinario patrimonio naturale.”

Plastic Free: fondamentale la sensibilizzazione

Accanto alla ricerca scientifica, un ruolo importante viene riconosciuto alle associazioni impegnate quotidianamente nella tutela dell’ambiente. Tra queste c’è Plastic Free, che da due anni ha avviato una collaborazione con l’Università di Pavia e che ha partecipato anche alle attività di monitoraggio e rimozione dei rifiuti lungo le sponde del Ticino.

Davide Barbieri, referente provinciale di Plastic Free, evidenzia l’importanza di intervenire anche sul fronte della prevenzione e della sensibilizzazione.

“Plastic Free rimarca l’estrema importanza della ricerca scientifica e dello studio delle microplastiche e delle nanoplastiche in ambiente. A fianco dei ricercatori dell’Università di Pavia, con la quale Plastic Free ha da due anni stretto un patto di collaborazione, l’Associazione vuole portare a tutti i livelli attenzione verso un uso più sostenibile dei materiali, evitando non solo prodotti di plastica monouso, ma sensibilizzando verso comportamenti corretti ed etici circa il corretto conferimento dei rifiuti”.

Una tavola rotonda sulle prossime azioni

Dopo la presentazione dei dati, l’incontro entrerà nella fase dedicata alle possibili soluzioni. I ricercatori illustreranno le strategie disponibili per limitare la dispersione della plastica nelle acque superficiali, mettendo in evidenza la necessità di un approccio che coinvolga diversi soggetti.

La tutela del Ticino, infatti, passa dalla collaborazione tra mondo scientifico, istituzioni, associazioni e cittadini, con interventi che vanno dalla prevenzione dell’abbandono dei rifiuti al monitoraggio, fino alle attività di raccolta e rimozione.

La serata si concluderà con una tavola rotonda dedicata alle iniziative che potrebbero essere sviluppate sul territorio pavese per ridurre l’inquinamento da plastica e promuovere una gestione più sostenibile del fiume.

Appuntamento il 14 settembre

L’iniziativa è patrocinata dall’Office for Sustainable Actions (OSA) dell’Università di Pavia e si svolge con la collaborazione di Plastic Free. L’appuntamento è dunque pensato non soltanto come momento di divulgazione scientifica, ma anche come occasione per discutere concretamente del futuro del Ticino e della qualità delle sue acque. La partecipazione è libera.