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Peronospora, verso i ristori per i viticoltori: danni per oltre 25 milioni di euro nell’Oltrepò Pavese

La Regione Lombardia chiede al Ministero il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento. Beduschi: “Passaggio fondamentale per sostenere le aziende colpite”

Peronospora, verso i ristori per i viticoltori: danni per oltre 25 milioni di euro nell’Oltrepò Pavese

La Giunta regionale ha approvato la delibera per riconoscere lo stato di calamità per i danni da Peronospora. La provincia di Pavia registra danni per oltre 25 milioni di euro. Il provvedimento passa ora al Ministero per sbloccare i ristori a favore delle centinaia di aziende vitivinicole colpite nell’Oltrepò.

Peronospora, verso i ristori per i viticoltori

Un conto salatissimo che supera i 25 milioni di euro e una vendemmia letteralmente dimezzata in molti vigneti. È la fotografia della devastazione che la Peronospora ha lasciato nelle campagne della provincia di Pavia. Per rispondere a questa emergenza, la Giunta regionale della Lombardia ha approvato una delibera fondamentale, proposta dall’assessore Alessandro Beduschi.

Il provvedimento chiede formalmente al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) il riconoscimento dell’eccezionalità del danno. Si tratta di un passo burocratico e politico decisivo, senza il quale sarebbe impossibile sbloccare i fondi compensativi e i ristori diretti per i viticoltori pavesi messi in ginocchio dal fungo della vite.

Alessandro Beduschi

L’iter per l’ottenimento degli aiuti è stato sbloccato solo di recente grazie a una revisione delle regole.

“Con questo provvedimento – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi – compiamo un passaggio fondamentale per dare una risposta concreta a centinaia di aziende vitivinicole che hanno subito pesanti perdite produttive a causa della Peronospora”.

L’esponente della Giunta sottolinea anche le difficoltà burocratiche superate:

“Per lungo tempo – sottolinea – un vincolo normativo ha impedito l’accesso agli aiuti compensativi. Oggi, grazie alle modifiche legislative introdotte a livello nazionale e al lavoro svolto da Regione Lombardia, possiamo finalmente avviare il percorso necessario per consentire ai territori colpiti di accedere alle misure di sostegno previste dalla normativa”.

I danni in provincia di Pavia

Il cuore del disastro agro-climatico è localizzato quasi interamente sul territorio pavese. Le eccezionali anomalie meteo del 2024, fatte di piogge torrenziali continue e bruschi sbalzi di temperatura, hanno creato l’ambiente perfetto per la proliferazione incontrollata della Plasmopara viticola (il nome scientifico della Peronospora).

Su un totale di 59 Comuni lombardi inseriti nella mappa del danno, ben 57 si trovano nella provincia di Pavia, concentrati quasi totalmente nella zona a massima vocazione vitivinicola dell’Oltrepò Pavese. Gli altri due Comuni coinvolti sono San Colombano al Lambro (Milano) e Graffignana (Lodi).

La sproporzione emerge chiaramente anche dalle stime economiche fatte dai tecnici della Regione: sui 25,6 milioni di euro di danni complessivi calcolati in tutta la Lombardia, oltre 25,1 milioni di euro appartengono alla sola provincia di Pavia. Per le aziende agricole locali significa aver perso, in media, il 39% della Produzione lorda vendibile (Plv). Una cifra enorme, se si pensa che nell’area della Doc di San Colombano la perdita si è fermata a 412mila euro (pari al 31% della Plv).

Chi ha diritto ai risarcimenti

La delibera della Giunta regionale è stata ufficialmente trasmessa a Roma per completare l’iter previsto dal decreto legislativo 102/2004. Ma chi potrà accedere concretamente ai fondi una volta stanziati? Il provvedimento fissa paletti molto chiari per la selezione dei beneficiari. Potranno presentare domanda di ristoro solo le aziende agricole che:

  • Non hanno già ricevuto indennizzi o risarcimenti da polizze assicurative private o da fondi mutualistici.
  • Saranno in grado di dimostrare, dati alla mano, un calo del valore della propria produzione superiore al 30% rispetto alla media calcolata nel triennio precedente.

Il futuro del comparto vitivinicolo pavese

La palla passa ora al Governo. L’obiettivo è accelerare i tempi della burocrazia per evitare il collasso finanziario di molte storiche cantine oltrepadane.

“Siamo consapevoli – rimarca l’assessore della Regione Lombardia – delle difficoltà affrontate dai viticoltori lombardi e in particolare dalle imprese dell’Oltrepò Pavese e della Doc San Colombano, che hanno visto compromessa una parte significativa della produzione”.

“Questa delibera – conclude Beduschi – non rappresenta il punto di arrivo ma il passaggio decisivo per arrivare all’erogazione dei sostegni. Regione Lombardia continuerà a seguire l’iter con la massima attenzione affinché le aziende possano ottenere nel più breve tempo possibile le risorse necessarie per ripartire e continuare a investire nella qualità delle nostre produzioni vitivinicole”.