Sfratto definitivo per il centro sportivo Angel Caffé, guidato da Rosalba Pignatiello, alla direzione dell’Associazione sportiva dilettantistica situata nel comune di Palestro.
Una decisione che ha acceso il dibattito, portando al centro questioni burocratiche e politiche, ma non solo.
Gestione del centro sportivo – A.S.D. Angel Caffé
Questioni legate principalmente alla mancata fideiussione (contratto attraverso il quale si garantisce la copertura di un debito, nel caso in cui non si riesca a rispettare gli accordi) dall’importo di 54 mila euro, che si sono poi evolute e hanno creato una situazione non più accettabile per l’attuale amministrazione comunale.
Il Primo Cittadino si è inoltre basato sulle attività svolte e organizzate dalla gestrice, la quale – secondo Paola Franzo – non avrebbe adempiuto correttamente ai suoi doveri legati alla gestione del centro sportivo, creando occasioni di svago che andrebbero ben oltre quelle previste per un bar dedicato esclusivamente ai soci.
Di seguito uno scorcio della zona:
D’altro canto, sui social rimbalzano i commenti sulla carenza, nel comune di Palestro, di realtà dedicate allo svago e all’intrattenimento.
Secondo molti, la mancanza di spazi di questo tipo rappresenta un limite significativo per la socialità e la possibilità di vivere momenti di aggregazione all’interno del proprio territorio.
Diffida e messa in mora
Nella mattinata di sabato 16 novembre 2024 il Comune di Palestro notificò una diffida e messa in mora all’allora gestore del “Campetto”, l’associazione sportiva dilettantistica Angel Caffé, per la mancata presentazione di documenti ritenuti fondamentali dalla convenzione di gestione, tra cui la fideiussione e l’assicurazione, oltre ad altre anomalie riscontrate.
La decisione, spiegò il sindaco Paola Franzo, fu presa dopo ripetuti solleciti verbali rimasti senza esito e si inserì in un contesto amministrativo già segnato da tensioni: come nel 2019, anche a giugno dello stesso anno il cambio di amministrazione incise sulla gestione della struttura, con scelte accelerate dagli amministratori uscenti.
“Quindi lo dico fin da ora che non siamo noi i cattivi! Anche noi stiamo subendo gli spiacevoli effetti di scelte affrettate e scellerate” affermava il Sindaco.
Protesta per la gestione
Nei giorni successivi alla diffida, l’area comunale di via Robbio fu teatro di una protesta a colpi di striscioni. La gestrice dell’ASD chiese maggiore chiarezza sulle convenzioni stipulate, proponendo alternative che, secondo lei, sarebbero state a favore di entrambe le parti.
Al centro delle contestazioni, le irregolarità documentali segnalate dal Comune e le scelte amministrative considerate troppo affrettate dagli stessi residenti. La manifestazione riportò l’attenzione pubblica sulla necessità di garantire trasparenza nella gestione degli spazi comunali.

IL FILMATO:
Intervista Sindaco Paola Franzo
A seguito della decisione definitiva e della crescente preoccupazione dei cittadini, che si vedono privati di un centro di aggregazione e riunione, il Primo Cittadino ha rilasciato un’intervista alla redazione di Prima Pavia, durante la quale ha affrontato diversi punti chiave e risposto alle domande poste dalla cittadinanza.
Quali sono le motivazioni che hanno portato all’imposizione dello sfratto?
“Il bar del campetto non è un bar come tutti gli altri, ma un centro sportivo comunale. Al suo interno c’è un locale ad uso bar per i soci tesserati dell’ASD, ma la funzione principale è sportiva: campi da calcio, campi da tennis in terra rossa rifatti dal Comune, un salone polivalente con bagni e spogliatoi. La concessione era stata affidata in fretta dal precedente mandato, venti giorni prima delle elezioni, senza fideiussione, e le attività svolte hanno avuto poco a che fare con lo sport. Si sono fatte feste, karaoke, Halloween, ballo liscio, mercatini, ma non attività sportive. Il Comune non ha potuto far altro che risolvere la convenzione.”
Il provvedimento è stato preceduto da un confronto?
“Sì, abbiamo fatto più di un confronto. Già appena insediati abbiamo detto chiaramente che l’attività doveva concentrarsi sullo sport. Le feste di compleanno non erano vietate, ma la struttura è diventata un locale di intrattenimento, e questo non era l’accordo. Il problema non è quello che faceva, ma quello che non faceva: lo sport. Abbiamo ripetuto queste cose più volte, ma non sono state rispettate, e siamo arrivati a questo epilogo.”

Sono stati offerti percorsi alternativi?
“Il Comune non ha tra le sue finalità organizzare feste. Quella è una struttura sportiva e deve rimanere tale. Per questo periodo, fino alla nuova assegnazione, chi vorrà organizzare eventi dovrà rivolgersi ad altri locali privati. A Palestro ce ne sono almeno due che possono ospitare feste, naturalmente a pagamento.”
Come intende rispondere alle preoccupazioni della comunità e quali soluzioni propone?
“Capisco il malcontento, ma bisogna chiarire che quello non è il luogo delle feste, è il luogo dello sport. La gente si è abituata a vederlo come spazio di intrattenimento, ma non è così. Il Comune non ha interesse a chiudere la struttura, anzi: verrà indetta una nuova gara per riassegnarla a un’ASD che faccia davvero attività sportiva, non solo nel nome ma nei fatti. Corsi di tennis, calcio, ping pong, ballo con insegnanti, karate, ginnastica: queste sono le attività che devono essere svolte. La struttura continuerà ad essere un centro di aggregazione sociale e sportiva, ma non sarà più destinata alle feste.”
Quali effetti si aspetta sul tessuto sociale locale?
“È chiaro che ci sarà un periodo di transizione e che alcuni cittadini si sentiranno privati di un punto di riferimento per lo svago. Ma la vera funzione del centro è quella di offrire attività sportive e ricreative. Una volta riassegnata la gestione, tornerà ad essere un luogo di aggregazione sana, coerente con lo scopo per cui è nato. Non è una chiusura definitiva, ma una riorganizzazione necessaria.”
Quali sono le destinazioni d’uso previste per l’area dopo lo sfratto?
“La destinazione rimane quella di centro sportivo comunale. Non verrà chiuso, ma riassegnato tramite gara pubblica. Nel frattempo resterà aperto per attività come la ginnastica posturale, già attiva. L’obiettivo è affidarlo a un’associazione sportiva che organizzi corsi e attività motorie, riportando la struttura alla sua funzione originaria.”
Il messaggio alla comunità
Successivamente si è concentrata sul futuro, volendo lanciare un messaggio all’intera comunità, che ancora oggi continua a porsi diverse domande e nutre dispiacere per quanto accaduto.
“La struttura non verrà chiusa, ma riassegnata. Non è uno spazio per feste, bensì per attività sportive e di aggregazione sociale. Nel frattempo, chi vorrà organizzare eventi potrà rivolgersi ad altri locali privati. L’obiettivo è restituire al centro la sua funzione originaria e garantire una gestione coerente con lo scopo per cui è nato.”
La vicenda ha inevitabilmente lasciato l’amaro in bocca a molti cittadini, che hanno espresso con chiarezza il loro disaccordo. In diversi ritenevano che la situazione potesse essere risolta con una gestione diversa e con soluzioni alternative, non solo per garantire una conduzione più efficace del centro sportivo, ma anche per rispondere alle esigenze di una comunità che continua a chiedere spazi di svago e aggregazione all’interno del territorio comunale.