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Monsignor Cesare Angelini, il “monsignore letterato” che parla ancora al nostro presente

Nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, ripercorro le celebrazioni che promossi nel 1995-1996 per ricordare uno dei più alti protagonisti della cultura pavese del Novecento

Monsignor Cesare Angelini, il “monsignore letterato” che parla ancora al nostro presente

di Emanuele Gallotti 

Nel 2026 ricorre il cinquantesimo anniversario della scomparsa di monsignor Cesare Angelini: sacerdote, critico letterario, scrittore raffinatissimo e figura centrale della cultura pavese del Novecento. Nato ad Albuzzano nel 1886 e ordinato sacerdote nel 1910, Angelini seppe unire fede, umanesimo e amore per la letteratura in una sintesi rara e preziosa, tanto da essere ricordato, non a caso, come il “monsignore letterato”.

Determinante per la sua formazione fu l’incontro con Renato Serra, che lo avvicinò all’esperienza culturale de La Voce. Durante la Prima guerra mondiale fu cappellano degli Alpini; successivamente sviluppò una intensa attività di scrittore e saggista, distinguendosi soprattutto negli studi manzoniani e in una prosa elegante, intrisa di memoria, spiritualità e sentimento umano. Tra le sue opere più note figurano Carta, penna e calamaio, Frammenti del sabato e la rivista Saggi di Umanismo Cristiano, da lui fondata.

Dal 1939 al 1961 fu rettore dell’Almo Collegio Borromeo, che sotto la sua guida divenne uno dei centri culturali più vivaci d’Italia, frequentato da personalità come Montale, Quasimodo, Bacchelli, Ungaretti, Bargellini, Carlo Bo, Flora, Fubini, Daniel Rops, Russo e Valgimigli. Eppure Angelini rimase sempre profondamente legato alla sua terra, alla Bassa pavese, ai ricordi di Albuzzano e a quella dimensione umile e domestica che attraversa tutta la sua opera.

Le celebrazioni del 1995-1996: un anno interamente dedicato ad Angelini

A vent’anni dalla morte di monsignor Angelini, volli promuovere una vasta serie di iniziative culturali dedicate alla sua figura, coinvolgendo scuole, istituzioni, studiosi, studenti e cittadini. Fu un lungo percorso di memoria e partecipazione che ancora oggi considero una delle esperienze culturali più significative della mia vita.

27 maggio 1995: Mino Milani presenta i volumi “Ricordi angeliniani” e “Omaggio a Cesare Angelini”

Le manifestazioni commemorative ebbero inizio sabato 27 maggio 1995 nei locali della Scuola Media Statale “Cesare Angelini” di Pavia, con la presentazione dei volumi Ricordi angeliniani e Omaggio a Cesare Angelini, da me curati insieme agli allievi della scuola.

Invitai per l’occasione Mino Milani, che accolse con entusiasmo l’iniziativa e presentò i due lavori davanti a un pubblico numeroso e partecipe. Ricordo ancora le sue parole, profondamente vere:

«Pavia ha sempre uno strano modo per ricordare i propri figli più cari, quasi non parlandone, eppure Angelini appartiene alla nostra cultura più elevata, nobilitata oggi dal grande valore che i ragazzi della scuola gli hanno attribuito con la loro ricerca».

Lo scrittore Mino Milani mentre presenta “Ricordi angeliniani” e “Omaggio a Cesare Angelini” alla S.M.S. “Cesare Angelini” di Pavia, 27 aprile 1995

Ricordi angeliniani raccoglieva una trentina di testimonianze di persone che avevano conosciuto Angelini da vicino e che, attraverso episodi, ricordi e confidenze, ne restituivano il profilo umano e spirituale.

Omaggio a Cesare Angelini, invece, comprendeva una dettagliata nota biografica illustrata dall’alunna Valeria Caifa, un’intervista alla nipote Margherita — realizzata da me insieme agli studenti Mauro Baruffi e Fabio Cagnetti il 3 aprile 1995, appena due giorni prima della sua scomparsa — e una bibliografia ragionata preparata dagli alunni, che lessero le opere di Angelini e ne scrissero recensioni e riflessioni personali.

Quel lavoro fu possibile grazie alla collaborazione delle professoresse Gabriella Bargiggia ed Emilia Vercesi, alla disponibilità del preside dottor Lorenzo Fergonzi e della collaboratrice vicaria professoressa Luisella Cattaneo.

La presentazione dei volumi si aprì con un momento particolarmente emozionante: la registrazione della voce di Angelini, risalente al 1972, mentre leggeva un suo testo dedicato a via Sant’Invenzio, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita accanto alla nipote Margherita. Intervennero inoltre il professor Guido Peroni e monsignor Angelo Comini, già rettore del Collegio Borromeo.

L’iniziativa venne organizzata dalla Scuola Media “Angelini” e da me promossa per conto dell’Associazione “Ludovico Necchi” fra laureati e diplomati dell’Università Cattolica — oggi ALUMNI CATTOLICA — in collaborazione con il Quartiere Crosione-Vallone e le parrocchie di San Alessandro Sauli e del Beato don Orione.

Il pubblico alla presentazione dei due volumi preparati dagli alunni presso la S.M.S. “Cesare Angelini” di Pavia, 27 aprile 1995

Ricordo con gratitudine tutte le persone che contribuirono alla riuscita dell’evento: Marta Piccinini di Gropello Cairoli, autrice del delicato ritratto di Angelini; il professor Giorgio Beretta e l’alunno Daniele Scotti per le riprese video; Manuel De Santis e Antonina Modica per il servizio fotografico.

Tra gli obiettivi più importanti raggiunti vi fu anzitutto l’approfondimento della conoscenza di una figura alla quale era intitolata la scuola, permettendo ai ragazzi di sentirla più vicina e viva. In secondo luogo, desideravo trasmettere agli studenti l’idea della scuola come autentico luogo di cultura e formazione umana. Infine, quelle attività favorirono un dialogo concreto tra istituzioni scolastiche, enti culturali e territorio.

Rimangono per me memorabili anche le parole del preside Lorenzo Fergonzi:

«Tutti hanno trovato nelle sue parole motivo di riflessione, nessuno si è arreso di fronte alla complessità di alcuni testi; un alunno ha coniato persino un nuovo termine per esprimere un giudizio: “per niente stufoso”. Questo è già un miracolo…».

4 luglio 1995: il riconoscimento della Presidenza della Repubblica

Un momento di grande soddisfazione arrivò il 4 luglio 1995, quando giunse una lettera della Presidenza della Repubblica relativa alle pubblicazioni dedicate a Cesare Angelini. Fu un riconoscimento importante per il lavoro svolto e per il valore culturale dell’iniziativa.

Lettera della Presidenza della Repubblica per le pubblicazioni su Cesare Angelini

Il convegno di Albuzzano: studiosi, memoria e testimonianze

Il momento centrale delle celebrazioni fu il convegno Cesare Angelini, sacerdote e scrittore, svoltosi il 30 settembre 1995 nella sala polifunzionale del Comune di Albuzzano.

Organizzai l’evento per conto dell’Associazione “Ludovico Necchi” fra laureati e diplomati dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, con il sostegno del Comune di Albuzzano — in particolare del sindaco Nicola Pecorella e dell’assessore alla cultura Micaela Tosi — e con la preziosa collaborazione di Fabio Maggi, pronipote di Angelini.

Proprio Fabio Maggi, in una lettera inviatami nel settembre 2024, ha ricordato con affetto quei giorni intensi di lavoro condiviso: i continui viaggi tra Albuzzano e Pavia, la preparazione della mostra, i manifesti stampati presso la tipografia Pasquarelli, gli inviti e l’organizzazione di quello che definì uno “splendido convegno”. I lavori furono coordinati da Edoardo T. Brioschi e videro la partecipazione di importanti studiosi e intellettuali.

Convegno su “Cesare Angelini, sacerdote e scrittore”, presso la sala polifunzionale del Comune di Albuzzano, 30 settembre 1995. Da sx.: prof. Arturo Colombo, prof. Angelo Stella, prof. Edoardo T. Brioschi, mons. Angelo Comini e prof. De Benedetti

Il professor Angelo Stella, docente all’Università di Pavia, aprì il convegno ricordando il profondo legame di Angelini con Albuzzano e con la civiltà contadina della Bassa pavese, sottolineando quell’“humilitas” che caratterizzò l’intera sua esistenza.

Lo stesso Stella presentò poi Il libro delle dediche (testimonianze di amicizia), volume curato da Fabio Maggi e nato da un’idea di Paolo De Benedetti. Il libro raccoglieva dediche autografe di Angelini rivolte ad amici, allievi e protagonisti del Novecento: da Giovanni Papini a Giovanni Spadolini, da Ada Negri a Paolo VI, fino a Umberto II di Savoia.

Monsignor Angelo Comini approfondì invece il rapporto tra fede e poesia nella vita di Angelini, ricordando anche il giudizio di Giuseppe Prezzolini che definì il sacerdote pavese «una grazia di Dio».

Paolo De Benedetti offrì un intenso ritratto umano del “Borromeo” angeliniano: gli ambienti del collegio, le amicizie, i colloqui privati, l’atmosfera culturale e spirituale che circondava il rettore. Suggestivo rimase il ricordo dei suoi “occhi grandi di gatto”, immagine con cui evocò il mistero e la profondità del suo spirito.

Il professor Arturo Colombo parlò infine di “Angelini, Pavia e la sua gente”, ripercorrendo il Viaggio in Pavia e rievocando il mondo umano e culturale della città.

Importante fu anche l’intervento di Renato Turci sui libri letti da Angelini durante gli anni trascorsi a Cesena. Il convegno si concluse con le testimonianze dell’onorevole Virginio Rognoni e del giornalista Sandro Rizzi, già allievo di Angelini al Borromeo.

Pubblico presente al Convegno di Albuzzano

La mostra documentaria dedicata a monsignor Angelini

A coronamento del convegno venne allestita, nella sala consiliare del Comune di Albuzzano, una mostra documentaria con manoscritti, libri e oggetti personali provenienti dalla famiglia Angelini e dalla Biblioteca “Cesare Angelini” di Albuzzano.

Ricordo con particolare emozione la lettera che il professor Arturo Colombo mi inviò il 2 ottobre 1995:

«Ancora molti complimenti per l’ottima riuscita che avete saputo dare alla manifestazione in memoria (e in onore) di Cesare Angelini. Dovete esserne orgogliosi: e lei per primo, che è stato un po’ l’animatore, solerte e appassionato, dell’iniziativa…».

Visitatori alla mostra dedicata a mons. Angelini allestita nella sala del Consiglio del Comne di Albuzzano, settembre 199

1996: nuove iniziative culturali nel nome di Angelini

La conferenza di Cesare Repossi su Angelini e Ada Negri
Le iniziative proseguirono nella primavera del 1996 presso Santa Maria Gualtieri di Pavia con la conferenza Cesare Angelini e Ada Negri. Incontro nella “rossa Pavia”, affidata al professor Cesare Repossi. La relazione venne successivamente raccolta in un volumetto pubblicato dall’Unitre.

Conferenza del prof. Cesare Repossi su «Cesare Angelini e Ada Negri. Incontro nella “rossa Pavia”», presso Santa Maria Gualtieri in Pavia, primavera 1996

“Serenata alla Certosa”: il video realizzato con gli studenti
Sempre nel 1996, al termine dell’anno scolastico, nacque uno dei progetti più originali dell’intero programma commemorativo: il video Serenata alla Certosa, tratto dal Viaggio in Pavia di Angelini.
L’opera, della durata di circa venti minuti, venne ideata, sceneggiata e diretta da me insieme agli alunni della classe 2ª B della scuola “Angelini”, nel sesto centenario della Certosa e nel ventesimo anniversario della morte dello scrittore.
Le riprese furono curate da Marina Molinari Poggi e Antonella Tavazzani Terenzi; la voce narrante fu quella di Vincenzo Orfino, fondatore dell’Associazione Donatori di Voce.
Il Consiglio di Quartiere Crosione/Vallone di Pavia, guidato da Fausto Bazzani e Daniela Fortunati, realizzò numerose copie della videocassetta, distribuite gratuitamente.
Vent’anni dopo, nel 2016, Alberto Sacchi di San Martino Siccomario convertì il filmato originale in DVD, contribuendo così alla sua conservazione e trasmissione nel tempo.

Copertina video “Serenata alla Certosa”

L’evento conclusivo al Castello Visconteo di Pavia
Il 27 settembre 1996, nella Sala del Rivellino del Castello Visconteo di Pavia, si svolse l’evento conclusivo delle celebrazioni: Cesare Angelini – Ada Negri – Certosa di Pavia.
Intervennero monsignor Francesco Zanacchi, che parlò di “Angelini: i ragazzi e i giovani”; la maestra Carla Piccinini, con una riflessione su Ada Negri e il “piccolo mondo” pavese; e ancora Mino Milani, che presentò i lavori realizzati dagli studenti della scuola media “Angelini”, compresa la proiezione della videocassetta Serenata alla Certosa.

Incontro su “Cesare Angelini-Ada Negri-Certosa di Pavia” alla Sala del Rivellino (Castello Visconteo) di Pavia, 27 settembre 1996. Da sx.: mons. Francesco Zanacchi, Mino Milani, Lorenzo Fergonzi, Eligio Gatti, Carla Piccinini

Il dono del pittore Pier Giuseppe Nervetti
Al termine di quell’intensa stagione culturale dedicata ad Angelini, il pittore pavese Pier Giuseppe Nervetti volle donarmi un quadro a olio su tela raffigurante monsignor Angelini nel suo studio di via Luigi Porta, dipinto nel 1987. Un gesto che ho sempre considerato un segno di stima e di profonda condivisione ideale.

Il mio ricordo personale di monsignor Angelini
Nel ripensare oggi a quella stagione culturale, riaffiorano inevitabilmente anche i miei ricordi personali di monsignor Angelini.
Negli anni Cinquanta ebbi modo di assistere a una sua conferenza sul Manzoni nell’aula magna del Seminario di Vigevano. Successivamente lo incontrai durante un corso religioso organizzato dalla Pro Civitate Christiana di Assisi, città da lui molto amata fino agli anni Sessanta.
Una figura importante nella mia formazione culturale fu anche il professor Demetrio Carlo Santi, preside della scuola media statale di Ottobiano e amico personale di Angelini. Mi parlava spesso del “monsignore letterato”, che andava regolarmente a trovare al Borromeo, e rimanevo colpito dalla straordinaria memoria con cui recitava interamente le tre cantiche della Divina Commedia.
Ricordo inoltre di avere studiato all’Università Cattolica su un testo di Angelini per un esame di Letteratura italiana: un’esperienza che contribuì ad approfondire ulteriormente la mia conoscenza della sua figura e della sua opera.

Una lezione ancora viva
A cinquant’anni dalla scomparsa di Cesare Angelini, il ricordo delle iniziative promosse nel 1995-1996 non rappresenta soltanto una pagina importante della memoria culturale pavese, ma testimonia quanto la figura del “monsignore letterato” continui ancora oggi a parlare al nostro presente.
La sua lezione di umiltà, di amore per la parola, di dialogo tra fede e cultura conserva una sorprendente attualità. In un tempo spesso dominato dalla fretta e dalla superficialità, Angelini continua a insegnarci il valore della memoria, della gentilezza intellettuale e della profondità spirituale.
Ricordare monsignor Angelini significa custodire una parte importante dell’anima culturale e umana di Pavia. Le iniziative realizzate nel 1995-1996 nacquero dal desiderio di trasmettere ai giovani non soltanto la figura dello scrittore, ma soprattutto l’esempio di un uomo che seppe vivere la cultura come servizio, incontro e testimonianza.

(Foto di copertina: Emanuele Gallotti (a dx) mentre intervista Margherita Angelini presso la sua abitazione in via Sant’Invenzio a Pavia, 3 aprile 1995)