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Lupi in Lombardia, assessore Beduschi: “No agli allarmismi. Il problema esiste, ma va gestito con serietà”

L’Oltrepò Pavese si conferma "cuore" della presenza regionale con circa 80 esemplari

Lupi in Lombardia, assessore Beduschi: “No agli allarmismi. Il problema esiste, ma va gestito con serietà”

La presenza del lupo in Lombardia, soprattutto nell’Oltrepò Pavese, è in crescita e richiede una gestione responsabile basata su dati scientifici e procedure precise. Regione Lombardia sostiene il monitoraggio e il supporto agli allevatori, escludendo la liberalizzazione della caccia.

Lupi in Lombardia

Non è più un’eccezione né una curiosità naturalistica: il lupo è tornato stabilmente a popolare ampie aree della Lombardia. Una presenza che suscita timori, soprattutto nelle comunità rurali, ma che – avverte Regione Lombardia – non può essere affrontata sull’onda emotiva. A ribadirlo è l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, intervenendo sul crescente numero di segnalazioni di avvistamenti.

“Serietà e procedure, non clamore”

“Il problema esiste e va gestito con serietà – chiarisce l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia, Alessandro Beduschi – ma è fondamentale ricordare che esistono norme precise, e procedure codificate. Alimentare allarmismi, segnalare ai giornali prima che alle autorità, o affidarsi a valutazioni improvvisate, non aiuta né i cittadini gli enti che devono agire”.

Alessandro Beduschi

Monitoraggio e supporto ai territori

Regione Lombardia è impegnata da tempo nel monitoraggio della specie e nel sostegno agli allevatori e alle comunità locali. L’azione si sviluppa su più livelli: prevenzione dei danni, informazione corretta e interventi coordinati con forze di polizia ed enti tecnici.

Per una corretta gestione del lupo– prosegue Beduschi – servono dati aggiornati, segnalazioni corrette e il rispetto delle procedure, perché solo così è possibile distinguere i casi reali dalle percezioni distorte e intervenire in modo efficace”.

Oltrepò Pavese, il cuore della popolazione regionale

L’area con la maggiore concentrazione di lupi in Lombardia è l’Oltrepò Pavese. Le stime più recenti parlano di una popolazione compresa tra 60 e 85 esemplari stanziali, concentrati soprattutto nella fascia appenninica ma in progressiva espansione verso la collina e la pianura. Si contano tra i 4 e gli 8 branchi accertati, con avvistamenti sempre più frequenti anche in prossimità dei centri abitati.

Secondo i dati aggiornati 2024-2025, l’Appennino Pavese resta la zona più densamente popolata, in particolare nelle aree di alta collina e montagna al confine con Liguria e Alessandria. Tuttavia, il lupo sta progressivamente colonizzando territori collinari e pianeggiantida Broni a Canneto Pavese – seguendo la disponibilità di prede, in primis cinghiali e caprioli. Dopo un calo temporaneo delle segnalazioni nel 2023, il trend mostra una nuova fase di crescita.

Il ritorno del lupo è spesso letto come un indicatore di maggiore naturalità degli ecosistemi, ma pone sfide concrete sul piano della convivenza. Nell’Oltrepò non mancano segnalazioni di predazioni su allevamenti. Studi recenti dell’Università di Pavia confermano una presenza stabile e in crescita, con l’Oltrepò che mantiene il primato regionale.

Il lupo in Lombardia

Cosa fare in caso di avvistamento

In presenza di un lupo è necessario contattare tempestivamente la Polizia provinciale competente. È utile, se possibile, documentare l’avvistamento con foto o video per consentire una corretta identificazione. Le segnalazioni possono essere inviate anche a all’indirizzo supportoprevenzionelupo@ersaf.lombardia.it indicando la posizione precisa dell’avvistamento., indicando con precisione luogo e circostanze.

Nel caso di lupi feriti, morti o coinvolti in incidenti stradali, è obbligatorio avvisare le forze dell’ordine o i Carabinieri forestali, evitando qualsiasi intervento diretto. Per le predazioni di bestiame, gli allevatori devono rivolgersi alle autorità competenti, che attivano le Wolf Prevention Intervention Units (WPIU), squadre specializzate istituite da Regione Lombardia per la prevenzione dei danni e la gestione degli indennizzi.

Declassamento europeo

Il recente declassamento del lupo a livello europeo non equivale a una liberalizzazione della caccia. La specie resta protetta e il nuovo quadro normativo offre alle Regioni margini di intervento più ampi ma regolati.

“Non significa liberalizzarne la caccia – conclude l’assessore Beduschi – ma governare in modo più responsabile una presenza che oggi è strutturale e in certi contesti come quelli urbani non è accettabile, per la sicurezza dell’uomo e dell’animale stesso. Il lupo va riportato nelle aree vocate ed è per questo che è in corso un confronto tecnico tra Regioni, Ministeri e Ispra per aggiornare i dati, definire criteri più coerenti e costruire strumenti di gestione realmente applicabili sui territori”.