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L’ottuagenario che corre come un trentenne: il segreto della longevità tra scienza e sport

Uno studio internazionale, che coinvolge l'Università di Pavia, analizza il caso di Juan López García: a 82 anni i suoi polmoni e i suoi muscoli sfidano le leggi del tempo

L’ottuagenario che corre come un trentenne: il segreto della longevità tra scienza e sport

Uno studio dell’Università di Pavia svela come atleti ottuagenari, grazie a un allenamento costante, mantengano prestazioni cardiopolmonari e muscolari paragonabili a quelle di un trentenne. I casi record di Juan López García ed Emma Mazzenga dimostrano che l’attività fisica può riscrivere i limiti biologici della longevità umana.

L’ottuagenario che corre come un ventenne

Dimenticate l’immagine stereotipata della fragilità senile. A 82 anni, Juan López García (foto di copertina) non si limita a passeggiare per le strade di Toledo; corre per 50 chilometri con la potenza di un uomo che ha un quarto della sua età. Il suo caso, finito sotto la lente di un team internazionale di ricercatori – tra cui Simone Porcelli e Andrea Pilotto dell’Università di Pavia sta riscrivendo ciò che la scienza sa sui limiti dell’invecchiamento umano.

Il VO2max

I dati emersi dalla ricerca, pubblicata sulla rivista Frontiers in Physiology, sono sbalorditivi. Il parametro chiave è il VO2max, ovvero la massima capacità del corpo di utilizzare l’ossigeno per produrre energia. Normalmente, questo valore crolla del 10% ogni dieci anni dopo la mezza età.

In López García, invece, si è verificato un paradosso biologico: il suo VO2max è aumentato dopo i 50 anni, grazie a un allenamento costante, raggiungendo livelli paragonabili a quelli di un trentenne sano. In termini statistici, l’atleta spagnolo si colloca nel 70° percentile dei giovani adulti, dimostrando che il declino fisico non è solo una questione di anni che passano, ma spesso di inattività.

Muscoli super efficienti

Oltre ai polmoni, sono i muscoli di López García a stupire gli scienziati. A differenza della maggior parte dei coetanei, i suoi tessuti sono diventati macchine ad altissima precisione, capaci di bruciare acidi grassi e captare ossigeno con un’efficienza fuori dal comune.

Questa “super efficienza” gli ha permesso di frantumare ogni record: nel 2024 ha vinto il campionato mondiale di maratona per la sua categoria (3h 39′ 10”) e detiene il primato mondiale nell’ultra-maratona di 50 km. Una prestazione che ha attirato persino l’attenzione del Washington Post, che ha dedicato un ampio approfondimento a questo “fenomeno della natura”.

Una vecchiaia in salute

Il lavoro dei ricercatori pavesi non si ferma a Toledo. Simone Porcelli, Responsabile del Laboratorio Human Integrative Physiology of Exercise (HIPE) del Dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Pavia, e affiliato al Centro Interdipartimentale di Biologia e Medicina dello Sport presso l’IRCCS Fondazione Mondino di Pavia, insieme a colleghi dell’Università di Padova, del Politecnico di Torino e di Milano avevano anche studiato le prestazioni atletiche di un’altra atleta, Emma Mazzenga, 92 anni, padovana, campionessa master di atletica detentrice di 4 record mondiali nella sua categoria di età.

“Siamo onorati delle attenzioni mediatiche ricevute dalle nostre attività scientifiche e speriamo che i nostri risultati possano essere utili per avanzare le conoscenze attuali sul tema molto attuale della longevità – dice Simone Porcelli -. Abbiamo avuto la fortuna di poter valutare le risposte fisiologiche all’esercizio di atleti unici come Juan ed Emma all’interno del progetto PRIN 2020 TrajectorAGE finalizzato ad identificare le traiettorie di invecchiamento neuromuscolare e non vediamo l’ora di poter vedere i risultati delle indagini in corso su campioni biologici di sangue e muscolo così da capire quali meccanismi ci siano alla base di queste prestazioni uniche”.

I risultati di queste ricerche suggeriscono una verità rivoluzionaria: l’attività fisica strutturata può invertire o rallentare drasticamente processi che consideravamo inevitabili. Studiare Juan ed Emma non serve solo a celebrare dei campioni, ma a trovare la chiave per una vecchiaia in salute per tutti, trasformando la longevità da un semplice dato numerico a una fase della vita ancora piena di energia e dinamismo.