Dal 27 febbraio al 1 marzo 2026, il Teatro Fraschini di Pavia presenta Il Misantropo di Molière con la regia di Andrée Ruth Shammah e Fausto Cabra nei panni di Alceste. Lo spettacolo esplora con cruda attualità il conflitto tra l’ossessione per la verità individuale e le ipocrisie di una società fondata sull’apparenza.
Il Misantropo al Fraschini
Esistere o apparire? In un’epoca in cui la costruzione dell’immagine pubblica sembra aver divorato l’autenticità, il Teatro Fraschini di Pavia sceglie di lanciare una sfida al proprio pubblico. Non lo fa con un testo contemporaneo, ma con un classico che, a distanza di tre secoli, brucia ancora di una modernità disarmante: “Il Misantropo” di Molière.
Lo spettacolo, inserito nel cartellone della Stagione di Prosa 2025/2026, andrà in scena dal 27 febbraio al 1° marzo 2026, portando sul palco una riflessione sulla solitudine di chi sceglie la verità a ogni costo.
Un eroe tragicamente comico
Al centro della scena troviamo Alceste, interpretato da Fausto Cabra. Non è un eroe senza macchia, ma un uomo radicale e nevrotico, incapace di scendere a patti con le piccole e grandi bugie che tengono insieme la società. La sua intransigenza, tuttavia, si scontra con il paradosso più umano: l’amore per Célimène (Marina Occhionero), donna che incarna esattamente tutto ciò che lui disprezza. È in questo cortocircuito tra morale e passione che la regia di Andrée Ruth Shammah scava con precisione chirurgica, trasformando la commedia di costume in un’indagine psicologica profonda.
Il contrasto visivo
L’allestimento firmato da Margherita Palli (scene) e Giovanna Buzzi (costumi) trasforma il palcoscenico in un manifesto cromatico. Alceste si muove in abito scuro, un’ombra solitaria in un mondo vestito di colori pastello. Quella società elegante e brillante è, in realtà, un universo omologato dove il gesto è codificato e l’apparenza è l’unica moneta di scambio.
“Non c’è volontà di giudizio,” spiega la regista Shammah, “nessuno ha ragione o torto. È nell’esplorazione dei diversi punti di vista che risiede la vera essenza del Teatro”.
Un classico che interroga il presente
Il Direttore Generale del Fraschini, Francesco Nardelli, sottolinea come l’opera sia uno strumento vivo per leggere il nostro presente:
“Il misantropo”, dichiara Francesco Nardelli, “è un testo che ci interroga con una lucidità impressionante. Molière non mette in scena un eroe positivo, ma un uomo che pretende una verità assoluta e per questo resta solo. In un’epoca dominata dall’esposizione pubblica, dal giudizio immediato, dalla costruzione dell’immagine, questo capolavoro ci costringe a chiederci cosa significhi davvero essere autentici. Il Teatro Fraschini propone questo classico non come monumento del passato, ma come strumento vivo di pensiero, capace di generare domande urgenti sul presente”.
Info e Biglietteria
La biglietteria del Teatro Fraschini è aperta dal lunedì al sabato (ore 17-19), con aperture mattutine il mercoledì e il sabato (ore 11-13). È inoltre attiva la vendita online: teatrofraschini.vivaticket.it – biglietteria@teatrofraschini.org; tel. 0382/371214