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Ladri di cipolle

La cipolla rossa di Breme fa gola ai ladri, gli agricoltori organizzano ronde notturne

Definita la "Dolcissima", è un'eccellenza gastronomica diventata protagonista di numerosi furti.

Attualità Lomellina, 09 Giugno 2021 ore 09:54

Cipolla rossa di Breme, un tesoro "dolcissimo" che fa gola ai ladri... e gli agricoltori organizzano le ronde.

Ladri di cipolle in azione: a Breme arrivano le ronde

In provincia di Pavia, più precisamente a Breme, c’è un tesoro “dolcissimo” che fa gola ai ladri. Si tratta della Cipolla rossa, eccellenza gastronomica definita la “Dolcissima“, diventata ormai protagonista di molteplici furti.

E per evitare che malintenzionati si impossessino di questo pregiato ortaggio, ecco che gli agricoltori della zona si sono organizzati con delle ronde. “Armati” di torce elettriche e telefonini per chiamare i Carabinieri, girano i campi a gruppi di tre, dal tramonto fino all’alba. 

Furti su commissione

Negli ultimi giorni il bottino dei predatori ha sfiorato i due quintali. "Chi agisce probabilmente lo fa su commissione", riferisce il sindaco Franco Berzero, da sempre impegnato nel promuovere il prodotto lomellino ben oltre i confini regionali.

E calcolando che in zona il prezzo del pregiato bulbo è di due euro al chilo. Un prezzo ovviamente che si alza al supermercato o nei negozi. Il mercato nero è fiorentissimo, così come la contraffazione.

La storia

La sua storia della cipolla di Breme comincia circa dieci secoli fa: nel 906 d.c. i monaci della Novalesa giunsero a Breme e “videro che quel luogo era ubertoso, ameno e fruttifero”. I religiosi fondarono un’abbazia gemella, cioè quella di San Pietro a Breme, continuando a coltivare la cipolla rossa, che, per fama e prelibatezza, è oggi seconda solo a quella di Tropea. A tavola, la Cipolla rossa di Breme dà il meglio se gustata cruda.

In tutta l’area se ne coltivano non più di 1.500 quintali. Un quantitativo che purtroppo diminuisce anno dopo anno a causa anche dei cambiamenti climatici. Come sono in calo anche le rese, perché i metodi di produzione sono quelli originali: la sarchiatura viene fatta a mano o con il motocoltivatore, per mantenere il terreno libero dalle infestanti. Il seme viene prodotto in proprio, ricavandolo dalle migliori cipolle poi raccolte a fine giugno. Un duro lavoro, da tutelare anche sacrificando qualche ora di sonno.

E c'è pure chi le ha dedicato una canzone:

(Foto: Comune di Breme)