La Lombardia ha testato con successo una connessione satellitare ibrida per portare l’alta velocità nei borghi isolati, ottenendo risultati da record a Montalto Pavese. L’iniziativa di Governo e Regione mira ora a replicare il modello per azzerare il divario digitale anche nell’Oltrepò.
Internet ad alta velocità nei borghi
Dalle colline di Montalto Pavese fino ai centri di fondovalle come Broni e alle zone più impervie dell’Oltrepò, la svolta per la connettività veloce passa per il cielo. Nella sede milanese del Dipartimento per la Trasformazione Digitale sono stati presentati i risultati della sperimentazione satellitare condotta in Lombardia: un modello innovativo che integra satellite, fibra e connessioni wireless per azzerare l’isolamento telematico dei piccoli comuni.
Finanziata dal Dipartimento con 5 milioni di euro e supportata da Regione Lombardia con 1,5 milioni, l’iniziativa si è avvalsa della collaborazione tecnologica di Fastweb, Telespazio e del supporto scientifico dell’Università di Pavia. Tra le aree test regionali in cui sono state simulate le condizioni reali di un “borgo virtuale”, Montalto Pavese si è distinta ottenendo tra le prestazioni migliori in assoluto per streaming, navigazione web, smart working, telefonia VoIP e persino gaming online.
I dati del test
La fase di prova, durata sessanta giorni, ha interessato 10 punti di raccolta e 39 configurazioni territoriali, simulando il traffico simultaneo di circa 100 utenti impegnati nelle normali attività digitali quotidiane.
I dati emersi dall’analisi preliminare mostrano una capacità di risposta straordinaria:
- Velocità in download: compresa tra 216,4 e 515,8 Mbps;
- Velocità in upload: compresa tra 33,7 e 91,9 Mbps;
- Qualità complessiva: giudicata eccellente per ogni tipo di utilizzo aziendale o domestico.
In questo sistema, l’antenna satellitare non viene collegata alla singola casa, ma funge da “ponte” ad alta capacità: raccoglie il segnale sul territorio (attraverso la fibra o i ponti radio locali presenti nei comuni dell’Oltrepò Pavese) e lo trasporta verso la rete nazionale, garantendo velocità paragonabili alle grandi città anche laddove gli scavi per la fibra risultano troppo complessi o costosi.
Un modello per l’Italia
Sull’importanza strategica dell’iniziativa per l’economia e la residenzialità locale sono intervenuti i vertici di Governo e Regione.
“Una connessione affidabile permette a una famiglia di restare nel proprio paese, a un’impresa di lavorare e a una comunità di accedere più facilmente ai servizi pubblici e sanitari. È a queste esigenze che il Governo Meloni sta rispondendo fin dall’inizio della legislatura. Pur avendo ereditato una situazione difficile, abbiamo portato la connettività in fibra del Paese sopra la media UE, cosa che in pochi ritenevano possibile. Naturalmente, proprio la fibra resta la spina dorsale delle nostre infrastrutture digitali, ma il satellite può completarla dove le distanze, la conformazione del territorio e i costi rendono più difficile realizzare i collegamenti terrestri”, ha dichiarato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sen. Alessio Butti. “I risultati sono molto incoraggianti. Ora vogliamo confrontarci con gli operatori per definire le condizioni tecniche ed economiche che consentano di replicare questo modello nel Paese, con requisiti chiari di qualità e sicurezza”.

Particolare enfasi sul riscatto delle zone montane e collinari è giunta dai rappresentanti regionali:
“Attraverso questa sperimentazione pionieristica, visionaria e lungimirante abbiamo dimostrato che la tecnologia satellitare può rappresentare una risposta immediata e straordinaria per azzerare il divario digitale nelle aree geografiche ancora scoperte del nostro territorio. In questo modo riduciamo i costi di attivazione e abbattiamo drasticamente i tempi di attesa per famiglie e imprese che altrimenti rischierebbero di restare escluse per anni. Il nostro auspicio e il nostro impegno è che questo modello vincente possa ora diventare un punto di riferimento strategico per le altre Regioni e per l’intero Sistema Italia, tracciando la strada verso una modernizzazione digitale equa, uniforme ed davvero nazionale”, ha dichiarato Ruggero Invernizzi, Sottosegretario alla Presidenza Regione Lombardia.
“Un progetto innovativo e dall’alto valore tecnologico, che vede ancora una volta la Lombardia come regione apripista in Italia e a livello internazionale. L’obiettivo è azzerare le distanze tra centri nevralgici e periferie, consentendo a cittadini e sistema produttivo di poter godere di servizi digitali di qualità in ogni luogo, anche il più remoto. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della Trasformazione Digitale del Governo, la Lombardia si pone all’avanguardia nello sviluppo di nuovi modelli di connessione per il Paese, a totale beneficio della comunità. Auspico che tale percorso virtuoso possa essere replicato in altre realtà territoriali, affinché l’interconnettività diventi un fattore trainante per l’economia locale e nazionale”, ha aggiunto Franco Lucente, Assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile di Regione Lombardia.
“Con questa sperimentazione ARIA ha trasformato un obiettivo strategico in un progetto concreto. I risultati ci consegnano non solo una soluzione tecnologica, ma soprattutto un metodo: sperimentare, misurare e mettere le istituzioni nelle condizioni di assumere decisioni fondate sui dati. È così che l’innovazione diventa un servizio realmente utile ai territori e alle persone”, ha concluso Marco Ambrosini, Presidente di ARIA S.p.A.
Le prospettive per le comunità locali
Con la chiusura positiva dei test, il prossimo passo consisterà nel tavolo di confronto istituzionale con gli operatori telefonici privati. L’obiettivo è rendere operativo e commerciale questo modello ibrido terrestre-satellitare, consentendo a realtà produttive, aziende agricole e residenti di Montalto Pavese, Broni e degli altri comuni dell’Oltrepò di accedere ad abbonamenti Internet ultraveloci con la medesima facilità e sicurezza dei grandi centri urbani.