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Influenza aviaria, primo caso umano identificato in Lombardia: decisiva la diagnosi del San Matteo

Il virus individuato grazie alle analisi molecolari e alla rete di sorveglianza regionale: il paziente si trova ricoverato a Monza

Influenza aviaria, primo caso umano identificato in Lombardia: decisiva la diagnosi del San Matteo

Individuato in Lombardia il primo caso europeo di influenza aviaria H9 in un paziente proveniente dall’estero, grazie alla rete di sorveglianza sanitaria. Decisiva la diagnosi confermata dal Policlinico San Matteo, che ha consentito una gestione tempestiva e senza rischi per la popolazione.

Primo caso umano europeo di influenza aviaria in Lombardia

Un lavoro di laboratorio rapido e altamente specializzato ha permesso di identificare il primo caso europeo di influenza aviaria di sottotipo H9. Determinante, in questo processo, il contributo del Centro Regionale Malattie Infettive, in cui un ruolo chiave è stato svolto dal Policlinico San Matteo di Pavia, che ha confermato la diagnosi attraverso analisi avanzate.

L’individuazione del virus rappresenta un passaggio fondamentale non solo sul piano clinico, ma anche per l’attivazione immediata delle misure di prevenzione e controllo sanitario.

Paziente ricoverato

Il paziente, proveniente dall’estero, è attualmente ricoverato in isolamento presso l’Ospedale San Gerardo di Monza. Oltre all’infezione virale, i medici stanno gestendo anche altre patologie concomitanti, rendendo il quadro clinico più complesso.

“Il paziente – ha aggiunto l’assessore – è attualmente ricoverato in isolamento all’Ospedale San Gerardo di Monza. Oltre al trattamento per l’infezione virale, l’equipe medica sta gestendo altre patologie concomitanti di cui il soggetto soffre. L’indagine epidemiologica è stata condotta tempestivamente da ATS Brianza, mentre le analisi molecolari che hanno permesso l’esatta individuazione del virus sono state eseguite dall’Università Statale di Milano e confermate dal Centro Regionale Malattie Infettive (composto dalla DG Welfare – UO Prevenzione di Regione Lombardia, ASST Fatebenefratelli-Sacco e San Matteo di Pavia) e dall’ISS”.

Nessun allarmismo

Non appena identificato il caso, Regione Lombardia ha attivato un coordinamento diretto con il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità per garantire il massimo livello di sicurezza.

Le autorità sanitarie precisano che il caso non deve destare preoccupazione nella popolazione. Al contrario, rappresenta la dimostrazione dell’efficacia della rete di sorveglianza epidemiologica regionale.

La nostra macchina della prevenzione funziona con estrema precisione”, ha dichiarato Bertolaso, ribadendo che la tempestività nella diagnosi ha consentito una gestione rigorosa e controllata della situazione.

Cos’è l’influenza aviaria

L’influenza aviaria è una malattia di origine virale che colpisce soprattutto gli uccelli. A svolgere un ruolo centrale nella diffusione sono in particolare le specie selvatiche, soprattutto quelle acquatiche, che fungono da serbatoio naturale dei virus. Tra i ceppi più diffusi si segnala l’A(H5N1), frequentemente riscontrato in questi animali.

Sebbene il virus circoli prevalentemente tra gli uccelli, può occasionalmente passare agli animali allevati e, in rari casi, anche all’essere umano. La sua elevata capacità di mutazione ha inoltre consentito, negli ultimi tempi, il salto di specie verso alcuni mammiferi, come bovini e animali domestici, in particolare i gatti.

Modalità di trasmissione

Il contagio avviene principalmente attraverso il contatto diretto con animali infetti oppure con ambienti contaminati, come allevamenti o materiali esposti al virus. Non esistono evidenze di trasmissione da persona a persona.

Il virus si diffonde tramite secrezioni degli animali, che possono essere inalate sotto forma di aerosol o trasmesse per contatto diretto. Le categorie più vulnerabili sono coloro che lavorano a stretto contatto con il pollame, come allevatori e veterinari, o chi opera in contesti contaminati.

Rischio per l’uomo

Nella maggior parte dei casi, i virus dell’influenza aviaria non rappresentano un pericolo significativo per l’uomo. Tuttavia, alcune varianti possono sviluppare mutazioni tali da aumentare la capacità di infettare altre specie, inclusa quella umana. Quando si verificano infezioni nell’uomo, queste sono spesso prive di sintomi o si manifestano in forma lieve.

Secondo i dati disponibili a livello internazionale, l’infezione nell’uomo può presentarsi con sintomi simili a quelli influenzali comuni, come febbre, mal di gola e raffreddore. In alcuni casi può comparire anche congiuntivite, soprattutto nei soggetti esposti professionalmente.

Nei quadri più seri, la malattia può evolvere in forme respiratorie acute. Più raramente sono stati osservati disturbi gastrointestinali o neurologici. La gravità dell’infezione dipende da diversi fattori, tra cui il tipo di virus, il livello di esposizione e le condizioni individuali del paziente.