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Il San Matteo tra i 250 migliori ospedali al mondo: un riconoscimento che premia qualità e umanità

La struttura lombarda si posiziona 134esima a livello globale e si conferma un’eccellenza della sanità pubblica italiana

Il San Matteo tra i 250 migliori ospedali al mondo: un riconoscimento che premia qualità e umanità

Il Policlinico San Matteo si posiziona 134° nella classifica mondiale “World’s Best Hospitals 2026”, confermandosi un’eccellenza della sanità pubblica italiana grazie a qualità clinica, sicurezza e attenzione al paziente. Il risultato premia l’impegno di tutta la comunità ospedaliera e rilancia l’innovazione e l’umanizzazione delle cure.

San Matteo: tra i 250 migliori ospedali al mondo

Il Policlinico San Matteo di Pavia si distingue ancora una volta a livello internazionale, entrando nella prestigiosa classifica “World’s Best Hospitals 2026” stilata da Newsweek in collaborazione con Statista. Con un miglioramento significativo rispetto all’anno precedente, l’ospedale si posiziona al 134° posto nel mondo, 8° in Italia, 5° in Lombardia e 3° tra gli ospedali pubblici lombardi, confermando la sua crescita costante in termini di qualità e performance.

I criteri della classifica

La graduatoria ha preso in considerazione oltre 2.500 ospedali in più di 30 Paesi, valutando diversi indicatori fondamentali: la reputazione tra i professionisti sanitari, i dati relativi alla qualità e sicurezza delle cure, e l’esperienza vissuta dai pazienti. Il punteggio complessivo, espresso in percentuale, sintetizza questi parametri e permette un confronto internazionale tra le strutture.

Punteggio in crescita

Rispetto al 2025, il Policlinico San Matteo ha visto crescere il proprio punteggio dal 77,71% all’81,48%, con un incremento di circa 5 punti percentuali. Questo progresso si traduce in un avanzamento nella classifica globale, sottolineando l’impegno dell’ospedale nel migliorare continuamente la qualità delle cure e l’esperienza del paziente.

Il riconoscimento non riguarda solo l’eccellenza clinica, ma anche la capacità organizzativa di mettere la persona al centro del percorso di cura. Questo approccio integrato rappresenta un elemento distintivo che rafforza il ruolo del San Matteo nel panorama sanitario nazionale e internazionale.

“Tradizione, ricerca, innovazione tecnologica”

Il direttore generale Vincenzo Petronella ha commentato:

“L’inserimento del Policlinico San Matteo tra i migliori ospedali al mondo rappresenta un riconoscimento che appartiene a tutta la nostra comunità professionale – dichiara Petronella -. Questo risultato premia la qualità clinica, la sicurezza dei percorsi assistenziali e l’impegno costante nell’innovazione e nella ricerca. Ma premia anche l’attenzione alla relazione di cura e all’esperienza dei pazienti, dimensione sempre più centrale nella valutazione dei sistemi sanitari”.

“Desidero esprimere un sentito ringraziamento a tutti i professionisti dell’Ospedale – medici, infermieri, operatori socio-sanitari, ricercatori, tecnici, personale amministrativo e di supporto – che ogni giorno contribuiscono con competenza, dedizione e senso di responsabilità a garantire standard elevati di assistenza – prosegue Petronella -. Un ringraziamento particolare va ai nostri pazienti e ai loro familiari: la fiducia che ripongono in noi e il dialogo continuo che costruiamo insieme rappresentano uno stimolo fondamentale al miglioramento. Questo traguardo non è un punto di arrivo, ma una conferma del percorso intrapreso e un impegno a proseguire con determinazione sulla strada della qualità e dell’umanizzazione delle cure”.

“Il riconoscimento ottenuto dal Policlinico San Matteo assume un significato che va oltre il dato numerico della classifica – chiosa il presidente Alessandro Venturi -. Esso testimonia la capacità della nostra Istituzione di coniugare tradizione, ricerca, innovazione tecnologica e centralità della persona in un modello organizzativo solido e sostenibile. In un contesto sanitario globale sempre più complesso e competitivo, essere inclusi tra le eccellenze mondiali significa dimostrare che la sanità pubblica può generare valore clinico, scientifico e sociale nel lungo periodo. Le classifiche internazionali rappresentano strumenti di confronto tra sistemi e modelli. Il nostro posizionamento conferma la qualità della governance, la solidità della comunità scientifica e professionale e la visione strategica che orienta le nostre scelte. La vera sfida non è il riconoscimento in sé, ma la responsabilità che ne deriva: continuare a investire in innovazione, sostenibilità e attrattività internazionale, mantenendo saldo il principio che la persona resta il centro del nostro agire”.