L’Unione Europea ha stanziato oltre 12,5 milioni di euro per risarcire le aziende suinicole italiane colpite dalle restrizioni per la Peste Suina Africana tra il 2024 e il 2025. Coldiretti Pavia esprime soddisfazione per il riconoscimento dei danni economici subiti anche dagli allevamenti sani rimasti bloccati.
Fondi europei per gli allevamenti colpiti dalla PSA
Un’iniezione di liquidità fondamentale per dare respiro a uno dei settori più duramente provati della provincia pavese e dell’intero territorio nazionale. Per sostenere il comparto suinicolo italiano piegato dalle restrizioni e dai focolai di Peste Suina Africana (PSA), l’Unione Europea ha messo sul piatto un cofinanziamento straordinario che supera i 12,5 milioni di euro. Un segnale concreto di attenzione per tante aziende agricole locali che negli ultimi anni si sono trovate ad affrontare perdite economiche ingenti pur di contenere il contagio.
L’annuncio è stato accolto con sollievo dagli operatori del settore e dai vertici provinciali dell’associazione di categoria, che vedono finalmente riconosciuti i disagi patiti dagli allevatori per via dei blocchi sanitari e operativi.
Misure eccezionali da Bruxelles
Il quadro normativo di riferimento è stato definito con la recente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regolamento 2026/2208 della Commissione Europea. Il provvedimento stabilisce interventi eccezionali orientati a risarcire le perdite subite dalle aziende suinicole tra il 1° novembre 2024 e il 30 aprile 2025.
Per la prima volta, le istituzioni comunitarie mettono nero su bianco che l’impatto della PSA non si misura soltanto nei capi purtroppo abbattuti, ma anche nella paralisi produttiva generata dai protocolli sanitari: i ritardi nelle macellazioni, il blocco temporaneo delle stalle, il prolungamento dei tempi d’ingrasso e il conseguente calo dei prezzi di vendita sul mercato.
Coldiretti Pavia: “Riconosciuto il danno alle aziende sane”
Soddisfazione per la risoluzione giunge dai vertici locali di Coldiretti Pavia. La Presidente Silvia Garavaglia ha ribadito la centralità di questo passo avanti per la tenuta del tessuto agricolo del territorio:
“È un risultato importante per il comparto suinicolo e per gli allevatori, in particolare per le aziende agricole pavesi che, in questi anni, hanno sopportato pesantissime conseguenze economiche a causa della PSA e delle necessarie misure adottate per contenerne la diffusione”.
“È un passaggio di grandissima importanza perché viene finalmente sancito a livello europeo un principio che Coldiretti ha sostenuto con forza fin dall’inizio dell’emergenza: la PSA non ha provocato soltanto un’emergenza sanitaria, ma anche un danno economico agli allevamenti sottoposti alle restrizioni. Gli allevatori che hanno rispettato le misure imposte nell’interesse dell’intero sistema sanitario e produttivo non possono essere lasciati soli a sostenerne le conseguenze economiche”.

Le quattro voci di indennizzo
Lo stanziamento complessivo coprirà il 50% dei costi sostenuti dall’Italia, per un tetto massimo di contributo europeo pari a 12.564.303 euro. La ripartizione del piano finanziario si articola su quattro precise tipologie di danno causate dal blocco delle movimentazioni e dai ritardi operativi:
- Mancata produzione di suinetti: 7,887 milioni di euro;
- Perdite di produzione dei suini da ingrasso (per i periodi di fermo stalla): 2,890 milioni di euro;
- Maggiori tempi di allevamento legati al blocco delle movimentazioni: 1,131 milioni di euro;
- Minori prezzi di vendita per i ritardi di macellazione: 655 mila euro.
I prossimi passi
Con il varo dei fondi si apre ora la fase operativa per garantire che le risorse arrivino celermente a chi ne ha effettivo diritto. Coldiretti Pavia assicura il proprio impegno al fianco degli agricoltori locali nelle procedure di richiesta e rendicontazione dei danni.
“Abbiamo sempre sostenuto che il danno non potesse essere limitato agli animali abbattuti o direttamente colpiti dalla malattia, perché le restrizioni sanitarie hanno determinato conseguenze economiche pesanti anche per aziende sane, impedendo o rallentando la normale attività produttiva. Questo riconoscimento rappresenta dunque un risultato importante, ottenuto grazie alla lunga azione portata avanti dalla nostra Organizzazione a tutela della suinicoltura. Continueremo a lavorare affinché nessun allevatore avente diritto venga lasciato indietro e affinché il sostegno sia realmente proporzionato alle perdite subite,” conclude Silvia Garavaglia.