Un gruppo di ricerca dell’Università di Pavia e del Mondino ha firmato le nuove linee guida internazionali per la cura dell’emicrani. Lo studio promuove l’uso di farmaci innovativi anti-CGRP per una prevenzione personalizzata, riducendo l’abuso di analgesici e migliorando la vita dei pazienti.
Nuovi orizzonti nella cura dell’emicrania
Non è più solo un “mal di testa”, ma una patologia invalidante che divora la qualità della vita. Eppure, oggi, la risposta a questa sfida globale parla italiano, e per la precisione pavese. Grazie al lavoro sinergico tra l’Università di Pavia e l’IRCCS Fondazione Mondino, la lotta all’emicrania ha appena segnato un punto decisivo, portando la firma dei ricercatori locali sulle più prestigiose riviste scientifiche del mondo.
Il gruppo di ricerca (foto di copertina) guidato dalla professoressa Cristina Tassorelli (Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento) si conferma un’eccellenza globale. I ricercatori del polo pavese sono stati infatti tra i protagonisti della stesura delle nuove linee guida internazionali per la gestione farmacologica dell’emicrania, pubblicate su Cephalalgia.
Si tratta di un documento fondamentale che orienterà i medici di tutto il pianeta, definendo gli standard per una cura che non sia più solo rincorsa al sintomo, ma strategia preventiva.
Meno urgenza, più prevenzione
In un approfondimento pubblicato su The Lancet Neurology, il team ha acceso i riflettori su un problema critico: l’uso eccessivo di farmaci acuti. Molti pazienti, non ricevendo una terapia preventiva adeguata, abusano di analgesici durante gli attacchi, col rischio di peggiorare paradossalmente il quadro clinico.
La sfida rilevante, spiegano i ricercatori, resta il limitato impiego dei trattamenti preventivi, nonostante la loro capacità di ridurre drasticamente la frequenza e l’intensità delle crisi.
La molecola “CGRP”
La vera rivoluzione è però legata ai farmaci che agiscono sulla CGRP (Calcitonin Gene-Related Peptide), una proteina chiave nel meccanismo che innesca il dolore emicranico. Rispetto alle cure tradizionali, spesso gravate da effetti collaterali, le nuove terapie anti-CGRP offrono:
- Alta tollerabilità: Pochi effetti avversi, il che favorisce la continuità della cura.
- Efficacia mirata: Risultati concreti anche in pazienti “difficili” che non hanno risposto ai trattamenti del passato.
- Personalizzazione: La possibilità di costruire un percorso terapeutico su misura, spostando l’orizzonte verso una medicina di precisione.
Grazie a questi progressi, l’emicrania smette di essere una condanna al buio e al silenzio, trasformandosi in una patologia gestibile con strumenti moderni ed efficaci.