Coldiretti e l’assessore Beduschi hanno sottolineato l’importanza di tutelare i risicoltori dalla concorrenza sleale e di garantire una gestione sostenibile e condivisa dell’acqua, risorsa vitale per la risicoltura pavese. Rafforzare i controlli sulle importazioni e coordinare le Regioni sono passi fondamentali per proteggere il settore.
Difendere il riso italiano
Non è solo una questione di chicchi, ma di dignità e sopravvivenza economica. Nel cuore della Lomellina, patria elettiva della risicoltura nazionale, il grido d’allarme degli agricoltori si è fatto sentire forte durante l’ultimo vertice organizzato da Coldiretti alla Borsa Merci di Mortara. Al centro del dibattito, la necessità di alzare un muro contro la concorrenza sleale internazionale e blindare la gestione dell’acqua, risorsa vitale alla vigilia delle semine.
La minaccia dal Far East: “Basta doppie misure”
L’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, è stato categorico: il mercato italiano è attualmente inquinato da importazioni “poco etiche” provenienti dai Paesi del Sud-est asiatico.
“Arrivano prodotti coltivati senza rispettare gli standard minimi di sicurezza e tutele del lavoro che noi imponiamo ai nostri produttori,” ha denunciato l’assessore. Il nodo resta la mancanza di reciprocità: mentre i risicoltori pavesi seguono regole ferree sull’uso dei fitofarmaci, dall’Asia giungono partite di riso trattate con sostanze bandite in Europa da decenni. La richiesta alle istituzioni è chiara: potenziare i controlli alle frontiere per evitare che i prezzi al ribasso distruggano l’economia delle aziende locali.

Acqua e Consorzi
Oltre alla difesa del mercato, il tavolo di Mortara ha affrontato l’emergenza idrica. L’assessore ha confermato la fiducia e la proroga dell’incarico per il commissario dell’Est Sesia, Ettore Fanfani. L’obiettivo è duplice: risanare le difficoltà gestionali degli ultimi anni e riportare il Consorzio pienamente nelle mani degli agricoltori.
“L’acqua non è una merce, è la vita stessa delle nostre aziende” ha ribadito Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia. La sfida climatica, del resto, non concede tregua: non piove meno, ma piove peggio. Per questo la strategia proposta è quella di “trattenere l’acqua quando abbonda per distribuirla quando manca”, un piano che richiede una stretta collaborazione tra Lombardia e Piemonte.

Il futuro passa dalle TEA
Durante il vertice si è guardato anche al futuro tecnologico. Si è discusso delle TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), attualmente in fase di sperimentazione proprio sul riso. Queste tecniche potrebbero permettere di ottenere varietà più resistenti alla siccità e alle malattie senza ricorrere agli OGM tradizionali.
Sul fronte burocratico, la Regione si è impegnata a “districare la giungla degli accertamenti”, cercando di eliminare i doppioni nei controlli che spesso appesantiscono il lavoro quotidiano nelle cascine.
Il ruolo degli agricoltori come custodi
Il messaggio finale uscito dall’incontro di Mortara è un manifesto politico e territoriale: senza la risicoltura, l’identità della Lomellina svanirebbe. “Gli agricoltori sono i primi custodi del territorio“ ha concluso Garavaglia, sottolineando che difendere il riso italiano significa, in ultima analisi, garantire cibo sicuro e sostenibile per tutta la collettività.
