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Dengue, il professor Fausto Baldanti del San Matteo di Pavia tra i 18 esperti scelti dall’OMS

Il direttore della Microbiologia e Virologia del Policlinico ha contribuito alla definizione dei nuovi criteri per lo sviluppo dei futuri farmaci contro la malattia

Dengue, il professor Fausto Baldanti del San Matteo di Pavia tra i 18 esperti scelti dall’OMS

Il professor Fausto Baldanti del San Matteo di Pavia è tra i 18 esperti coinvolti dall’OMS nella definizione dei nuovi criteri per i futuri trattamenti contro la dengue. Il gruppo internazionale ha individuato caratteristiche e obiettivi delle terapie, mentre oggi non sono disponibili antivirali specifici autorizzati contro la malattia.

Dengue, Baldanti tra i 18 esperti scelti dall’OMS

C’è anche Pavia nel gruppo internazionale chiamato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a delineare le caratteristiche dei futuri trattamenti contro la dengue. Il professor Fausto Baldanti, direttore della SC Microbiologia e Virologia del Policlinico San Matteo, è infatti uno dei 18 esperti coinvolti dall’OMS nella definizione dei nuovi Target Product Profiles (TPP) dedicati allo sviluppo di terapie specifiche contro la malattia.

Baldanti è inoltre uno dei soli due esperti affiliati a istituzioni europee che hanno partecipato al lavoro dell’Expert Development Group, chiamato a individuare i requisiti che dovranno avere i futuri farmaci destinati ai pazienti affetti da dengue.

La dengue e l’emergenza globale

La dengue è un’infezione virale trasmessa principalmente dalle zanzare del genere Aedes e negli ultimi anni ha assunto una rilevanza crescente sul piano della salute pubblica internazionale. Nel 2024 sono stati notificati all’OMS 14,3 milioni di casi e oltre 10.500 decessi in 112 Paesi. Numeri che evidenziano la diffusione della malattia e la necessità di sviluppare nuovi strumenti per la gestione dei pazienti.

“È una malattia virale trasmessa principalmente dalle zanzare del genere Aedes e rappresenta una crescente minaccia per la salute pubblica a livello globale – spiega il professor Fausto Baldanti -. Il lavoro dell’Expert Development Group ha contribuito alla definizione dei nuovi TPP pubblicati dall’OMS per orientare lo sviluppo clinico di trattamenti specifici contro la dengue, sia per le forme non gravi sia per quelle gravi”.

Mancano antivirali specifici

Attualmente la gestione della dengue si basa soprattutto sulla terapia di supporto e sulla tempestiva individuazione e gestione delle eventuali complicanze. Non sono infatti disponibili trattamenti antivirali specifici autorizzati contro la malattia.

È proprio su questo fronte che si concentra il documento dell’OMS, che stabilisce una serie di caratteristiche che i futuri trattamenti dovranno possedere. Tra gli elementi considerati ci sono l’efficacia e la sicurezza dei farmaci, ma anche la modalità e la durata della somministrazione, la stabilità, l’accessibilità e la possibilità di impiego nelle diverse fasce di popolazione.

Gli obiettivi delle future terapie

Per le forme non gravi, l’obiettivo è arrivare a trattamenti capaci di ridurre la durata e l’intensità dei sintomi, oltre a limitare il rischio di progressione della malattia verso forme più severe.

“Per la dengue non grave, tra gli obiettivi dei futuri trattamenti vi sono la riduzione della durata e della gravità dei sintomi e la possibilità di limitare la progressione verso forme severe – sottolinea il direttore della SC Microbiologia e Virologia del San Matteo -. Per la dengue grave, l’obiettivo prioritario è invece sviluppare terapie in grado di ridurre la progressione verso l’insufficienza d’organo e le principali complicanze della malattia. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle popolazioni per le quali la gestione della malattia può presentare maggiori complessità, tra cui bambini piccoli, anziani, persone con comorbidità, donne in gravidanza e persone immunodepresse”.

Il ruolo della diagnostica

Tra le priorità indicate dall’OMS c’è anche il rafforzamento della diagnostica. Individuare rapidamente l’infezione sarà infatti fondamentale per identificare i pazienti che, in futuro, potranno beneficiare di terapie specifiche.

Il lavoro sui Target Product Profiles punta quindi a fornire alla ricerca indicazioni condivise sulle caratteristiche necessarie per sviluppare farmaci destinati alla dengue, con particolare attenzione non solo all’efficacia clinica, ma anche alla sicurezza e all’accessibilità dei trattamenti.

Il contributo del San Matteo

“La dengue è un esempio significativo di come le malattie infettive possano modificare rapidamente la loro rilevanza a livello globale – conclude il professor Fausto Baldanti -. Contribuire al lavoro dell’OMS significa mettere a disposizione della comunità scientifica internazionale l’esperienza maturata nella ricerca sulle infezioni virali e partecipare alla definizione di criteri condivisi per lo sviluppo di terapie che siano efficaci e sicure, ma anche concretamente accessibili alle popolazioni che ne hanno bisogno”.

La partecipazione di Baldanti all’Expert Development Group dell’OMS rappresenta così un riconoscimento per l’attività scientifica condotta al Policlinico San Matteo di Pavia nel campo delle malattie infettive e della ricerca sulle infezioni virali emergenti.