Due studenti palestinesi provenienti da Gaza hanno incontrato a Pavia i coniugi bergamaschi che li hanno sostenuti con borse di studio da 25mila euro, trasformando la generosità in opportunità di formazione e futuro. L’iniziativa sottolinea il ruolo dell’Università nel promuovere cultura, solidarietà e speranza (foto di copertina: da sx la delegata Carola Ricci, il rettore Alessandro Reali, Ahmed e Stefania Ferrari)
Borse di studio per giovani provenienti da Gaza
Un abbraccio e parole che colpiscono: “Grazie, you saved my life”. È con questa emozione che Ahmed e Wafaa, studenti palestinesi arrivati a Pavia lo scorso inverno, hanno incontrato i due coniugi bergamaschi che li hanno aiutati a proseguire gli studi. L’incontro si è svolto giovedì 5 marzo 2026 nel Rettorato dell’Università di Pavia e ha rappresentato il momento concreto in cui un gesto di solidarietà si trasforma in opportunità di formazione e futuro.

La forza della cultura
Lo scorso novembre, in concomitanza con l’apertura dei primi corridoi universitari tra Palestina e Italia, la coppia aveva donato 25 mila euro all’Ateneo pavese, scegliendo di sostenere borse di studio per studenti palestinesi.
“Il destino di Gaza e della Palestina è incerto – spiegano i coniugi – per questo è fondamentale garantire accesso all’educazione. Non c’è pace senza cultura, apertura mentale e umanità”.
Il Rettore Alessandro Reali ha ringraziato calorosamente i donatori a nome di tutta la comunità accademica:
“L’università ha un ruolo sociale fondamentale, capace di portare avanti un messaggio di pace e solidarietà. Ogni aiuto, pur se limitato, porta con sé un volto, un nome, una storia. Mettere le persone al centro significa condividere cultura e favorire il dialogo”.

Opportunità che cambiano la vita
Ahmed frequenta ora il corso magistrale di Computer Engineering in lingua inglese e descrive l’esperienza a Pavia come “casa”. Per Wafaa, studente anch’essa fuori da Gaza, la borsa di studio rappresenta più di un’opportunità accademica:
“Sembra un sogno, sono molto felice. Questa scholarship non solo mi ha salvato la vita, ma mi ha permesso di continuare la mia educazione”.
Grazie all’accoglienza dell’Ateneo e della città, i due giovani hanno potuto concentrarsi sui propri studi in un ambiente sicuro e stimolante, circondati da docenti, staff e compagni di corso pronti a supportarli.

All’incontro hanno partecipato anche il Prorettore agli Affari Internazionali Matteo Alvaro e i Delegati Marco Missaglia e Carola Ricci, sottolineando il ruolo determinante della governance e dello staff nel creare le condizioni politiche e amministrative per il successo del progetto.
Il fundraising “A Bridge for Future”, lanciato da UNIPV lo scorso dicembre e attivo fino a fine marzo 2026, mira a finanziare l’accoglienza di nuovi studenti palestinesi. I fondi già raccolti permetteranno, nelle prossime settimane, l’arrivo di due ulteriori giovani in attesa di trasferimento e inserimento nell’Ateneo.