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Caso Garlasco, il Garante multa “Le Iene” e “Zona Bianca”: lesa la dignità di Chiara Poggi

Accolto il ricorso dei genitori, oltre ai 60mila euro di sanzioni è stata vietata anche l'ulteriore diffusione di filmati ritenuti non essenziali

Caso Garlasco, il Garante multa “Le Iene” e “Zona Bianca”: lesa la dignità di Chiara Poggi

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato Rti, società del gruppo Mediaset, per la messa in onda di immagini del corpo senza vita di Chiara Poggi.

Caso Garlasco: multa da 60mila euro per due programmi

L’autorità garante per la protezione dei dati personali ha inflitto una sanzione complessiva di 59.606 euro a Rti, società del gruppo Mediaset, per la diffusione di immagini del corpo senza vita di Chiara Poggi ritenute lesive della dignità della giovane e della famiglia durante due trasmissioni televisive.

Il provvedimento riguarda “Le Iene” e “Zona Bianca”. Oltre alla multa, il Garante ha disposto il divieto di diffondere ulteriormente quelle immagini, ritenendo che non fossero indispensabili ai fini dell’informazione. La sanzione è stata suddivisa in base alla gravità delle violazioni contestate.

“Le Iene” e “Zona Bianca” nel mirino

A “Le Iene” è stata comminata una multa di 51.091 euro, mentre “Zona Bianca” dovrà versare 8.515 euro. La decisione arriva a seguito del ricorso presentato dai genitori di Chiara Poggi, Giuseppe Poggi e Rita Preda, che avevano denunciato la trasmissione di immagini considerate inutilmente invasive e prive di reale utilità giornalistica.

Il provvedimento riguarda due diverse puntate andate in onda nel 2025. Nel caso di “Le Iene”, sotto accusa è finita la puntata speciale “Inside – Delitto di Garlasco, caso riaperto”, trasmessa il 30 marzo 2025, nella quale venivano mostrate immagini del cadavere di Chiara Poggi con evidenti tracce di sangue.

Alessandro De Giuseppe presenta la puntata

Per “Zona Bianca”, invece, il Garante ha contestato una clip trasmessa il 9 luglio 2025, nella quale erano visibili una ferita e un livido presenti sulla gamba della vittima. Secondo l’autorità, la differenza nell’importo delle sanzioni riflette la diversa gravità delle immagini mandate in onda.

Giuseppe Brindisi a “Zona Bianca”

“Informazioni non essenziali ai fini della cronaca”

A spiegare le ragioni del provvedimento è stato il presidente del Garante, Pasquale Stanzione, che ha evidenziato come la diffusione di quelle immagini non fosse giustificata dal diritto di cronaca.

Secondo l’autorità, la pubblicazione dei filmati e delle fotografie ha rappresentato una grave violazione della dignità della vittima e dei suoi familiari, senza apportare elementi realmente utili alla comprensione della vicenda giudiziaria.

Le immagini relative al luogo del ritrovamento del corpo, alle tracce ematiche e alla salma, infatti, sono state considerate prive del requisito dell’essenzialità dell’informazione, principio previsto dal codice deontologico che disciplina l’attività giornalistica.

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