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Broni verso un futuro senza amianto: i dati confermano l’assenza di fibre pericolose nell’aria

Monitoraggi costanti, bonifiche private e pubbliche, e un impegno sanitario concreto per una città più sicura

Broni verso un futuro senza amianto: i dati confermano l’assenza di fibre pericolose nell’aria

L’ultimo monitoraggio di Arpa Lombardia conferma l’assenza di fibre di amianto nell’aria a Broni, mentre il Comune prosegue con bonifiche e interventi sanitari per garantire un ambiente più sicuro. Il progetto include anche la rimozione dell’amianto da edifici pubblici e privati e il potenziamento dei servizi sanitari per i pazienti esposti.

Broni: nessuna fibra di amianto nell’aria

Un segnale positivo arriva dall’ultimo monitoraggio ambientale effettuato da Arpa Lombardia aBroni: nessuna fibra di amianto è stata rilevata nell’aria. Le centraline posizionate in Via Eseguiti e nell’area Italcementi, durante le rilevazioni di novembre scorso, hanno registrato concentrazioni inferiori al limite di rilevabilità, fissato a 0,2 fibre per litro d’aria. Anche le analisi sulle fibre aerodisperse confermano l’assenza di quantità significative di amianto, segno di un ambiente più salubre e sotto controllo.

“Risultato importante”

Il sindaco Antonio Riviezzi commenta con soddisfazione i dati, sottolineando però la necessità di mantenere alta l’attenzione:

“Sono esiti che confermano un trend consolidato negli anni – commenta il primo cittadino – ma non per questo si può abbassare la guardia. L’impegno del Comune prosegue su più livelli: monitoraggi, attenzione costante e soprattutto un lavoro concreto per ridurre le situazioni di rischio ancora presenti, affiancando i proprietari privati con strumenti e risorse dedicate. Ogni rimozione è un passo in avanti verso una Broni davvero libera dall’amianto. E in questo percorso rientra anche il nuovo liceo.

La sua realizzazione – ricorda Riviezzi – permetterà di dismettere definitivamente l’ultimo edificio pubblico che ancora contiene cemento-amianto, con un progetto che sta andando avanti grazie allo stanziamento della Provincia per la progettazione e al confronto avviato nelle ultime settimane sulle esigenze della futura sede”.

Bonifiche private

Un ruolo chiave nella lotta all’amianto è giocato dalle coperture private. Dalla mappatura del 2016, che ha censito oltre 215mila metri quadrati di superfici con amianto, il Comune ha verificato e valutato 922 coperture, di cui 384 già bonificate. Complessivamente, sono stati rimossi o accertati come non contenenti amianto circa 139mila metri quadrati, pari al 64,7% del totale. Questo risultato è frutto anche di tre bandi pubblici dal 2020, con uno stanziamento complessivo di 607mila euro per sostenere la rimozione da proprietà private.

Immobili pubblici

Per quanto riguarda gli immobili comunali, l’obiettivo di eliminare l’amianto è stato raggiunto da tempo, grazie anche alle risorse ottenute con la ridefinizione del perimetro del SIN ex Fibronit. Tra gli interventi più significativi, la bonifica dell’ex scuola elementare “Paolo Baffi” e dell’ex centro Avis all’ospedale Arnaboldi, che hanno interessato circa 6.600 metri quadrati. Questi lavori si sono affiancati a demolizioni e smaltimenti complessi, garantendo la sicurezza degli spazi pubblici.

La tutela della salute

La lotta all’amianto non si limita alle bonifiche, ma include anche la tutela della salute dei cittadini. A Broni, la Casa di Comunità, situata nell’area dell’ex ospedale, ospita un Centro per il Mesotelioma, un ambulatorio specializzato con équipe multidisciplinare dedicata alla presa in carico dei pazienti affetti da malattie correlate all’amianto. Il vicesindaco Nicola De Bernardi evidenzia l’importanza di un approccio sanitario stabile e vicino alle persone, che rappresenta un presidio fondamentale per il territorio.

“A Broni il tema non può essere ridotto a una questione “ambientale” in senso stretto – sottolinea il vicesindaco e assessore a Promozione politiche per la salute e Ambiente – qui la tutela passa anche dalla capacità di costruire risposte sanitarie stabili, accessibili, vicine alle persone. In questa direzione va la Casa di Comunità, sulla cui realizzazione l’amministrazione comunale ha lavorato in questi anni in raccordo con i soggetti sanitari e istituzionali, perché diventasse un punto di riferimento reale per il territorio. E dentro questo quadro il Centro per il Mesotelioma è un presidio fondamentale, perché garantisce percorsi chiari e aiuta i pazienti e le famiglie a non sentirsi soli di fronte a diagnosi complesse”.

Il futuro del SIN ex Fibronit

Sul fronte ambientale, resta centrale il tema del SIN ex Fibronit. Recentemente la giunta comunale ha approvato un nuovo Accordo di programma che mette a disposizione oltre un milione di euro, derivanti dalle economie del secondo lotto di lavori. Questi fondi serviranno per completare accertamenti tecnici, aggiornare la situazione dell’area e avviare la progettazione del terzo lotto di bonifica, oltre a proseguire il monitoraggio delle fibre aerodisperse.