Il mancato pagamento di una bolletta da parte dell’ateneo ha causato un blackout improvviso al Campus Aquae di Pavia, costringendo il polo sportivo alla chiusura. L’interruzione elettrica ha lasciato al buio piscine, palestre, mense e residenze, causando pesanti disagi a oltre mille utenti giornalieri.
Campus Aquae al buio
Un blackout improvviso che ha congelato le attività di oltre mille persone, tra atleti, studenti e famiglie. Nella giornata di ieri (14 luglio 2026), il Campus Aquae di Pavia — il cuore pulsante dello sport cittadino e sede dell’unica piscina sportiva del capoluogo — ha dovuto sbarrare inaspettatamente i battenti. Una paralisi totale che ha lasciato l’intera struttura senza luce né servizi, costringendo i gestori a un’immediata e forzata serrata.
La nota ufficiale
La notizia della chiusura è rimbalzata rapidamente tra gli utenti, rimasti increduli davanti ai cancelli sbarrati dell’impianto. La direzione ha affidato a una breve nota ufficiale la spiegazione di quanto stava accadendo:
“A causa di una temporanea interruzione dell’energia elettrica, l’intera struttura Campus Aquae Pavia è momentaneamente chiusa. Ci scusiamo per il disagio e vi invitiamo a seguire i nostri canali social per tutti gli aggiornamenti sulla riapertura”.
Con questo messaggio stringato, il centro polifunzionale ha cercato di arginare il caos e informare i propri iscritti del disservizio in corso.
La bolletta non pagata
Dietro l’improvviso stop energetico non ci sarebbe un guasto tecnico sulla linea elettrica, bensì un intoppo di natura burocratica. A causare l’interruzione della corrente, infatti, sarebbe stato il mancato pagamento di una bolletta da parte dell’Università di Pavia. L’ateneo, dall’inizio dell’anno, è tornato a occuparsi direttamente della gestione della struttura, precedentemente affidata a soggetti terzi. Un passaggio di consegne che, a quanto pare, ha portato con sé anche un blackout amministrativo.
Disagi per mille utenti
Le conseguenze del taglio della corrente si sono fatte sentire già a metà mattina, quando adulti e bambini pronti per i corsi di nuoto o per gli allenamenti in palestra sono stati rimandati a casa tra le proteste. I disagi hanno colpito una comunità vastissima: sono circa mille, infatti, le persone che ogni giorno frequentano l’impianto, rinomato per le sue piscine coperte e scoperte, le palestre, la Spa e i vari servizi di ristorazione.
La situazione all’interno del complesso è apparsa spettrale. Il ristorante è rimasto totalmente inaccessibile, mentre i bar hanno potuto distribuire soltanto prodotti confezionati. All’interno di uno dei punti di ristoro, l’unica fonte di illuminazione rimasta era la fievole luce di una candela.
Studenti al buio e telefoni muti
Il blackout non ha risparmiato l’area accademica e ricettiva che ruota attorno al polo sportivo. Senza corrente elettrica sono rimaste la mensa che serve quotidianamente gli studenti universitari, l’intera Spa situata al piano interrato e persino le residenze universitarie che sorgono proprio alle spalle del complesso.
A rendere ancora più difficile la giornata è stato il completo isolamento della struttura. Per ore, centinaia di utenti hanno tentato di mettersi in contatto con la reception per chiedere spiegazioni: i telefoni hanno continuato a squillare a vuoto e i sistemi internet, completamente fuori uso, hanno impedito qualsiasi tipo di comunicazione digitale diretta.
In serata, dopo quasi dieci ore, la situazione è poi tornata alla normalità.