La provincia di Pavia è ancora in fase di predisposizione del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, a 40 anni dall’obbligo di legge. Solo pochi capoluoghi lombardi hanno completato il piano, mentre molti sono ancora indietro o privi di informazioni.
Barriere architettoniche: Pavia ancora in ritardo
A quarant’anni dall’entrata in vigore della legge che impone l’adozione dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), la provincia di Pavia si trova ancora in una fase di attesa e lavoro preliminare. Mentre alcune città lombarde hanno completato e approvato il proprio piano, Pavia è tra i capoluoghi che non hanno ancora finalizzato questo importante strumento per garantire l’accessibilità negli spazi pubblici e negli edifici comunali.
La situazione lombarda
In Lombardia, solo Milano, Brescia, Cremona, Lecco e Monza hanno approvato definitivamente il PEBA, strumento fondamentale per rimuovere le barriere fisiche che limitano la mobilità e l’inclusione delle persone con disabilità. Al contrario, capoluoghi come Bergamo hanno adottato il piano ma attendono ancora l’approvazione definitiva del Consiglio comunale. Mantova e Pavia sono invece ancora impegnate nella fase di elaborazione del piano, senza una data certa per la conclusione.
Un impegno ancora da completare
Secondo le informazioni disponibili, il Comune di Pavia sta lavorando alla predisposizione del PEBA, ma non ha ancora completato l’iter previsto dalla normativa. Questa situazione riflette una difficoltà diffusa in molti comuni italiani, dove la mancanza di risorse o di volontà politica rallenta l’attuazione di una legge che avrebbe dovuto garantire pari diritti e dignità a tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacità motorie o sensoriali.
Un quadro nazionale preoccupante
L’indagine condotta dall’Associazione Luca Coscioni su 118 capoluoghi italiani mostra come solo il 36,4% abbia approvato un PEBA, mentre oltre il 28% risulta senza piano o con informazioni non reperibili. Questo dato evidenzia come, nonostante l’obbligo di legge, l’accessibilità rimanga un tema ancora largamente trascurato, con gravi ripercussioni sulla qualità della vita di milioni di cittadini.
Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni, sottolinea che “non si tratta solo di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere e muoversi con pari dignità“.
L’auspicio è che l’accessibilità diventi finalmente una priorità culturale e amministrativa, evitando di dover attendere altri decenni per vedere realizzati interventi concreti.
Come è stata svolta l’indagine
L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni sui PEBA nei comuni capoluogo italiani è stata realizzata attraverso consultazione sistematica dei siti istituzionali dei Comuni capoluogo, con particolare attenzione alla sezione “Amministrazione trasparente” (provvedimenti e strumenti di pianificazione); accessi agli atti nei casi di assenza o incompletezza delle informazioni online. L’indagine rimane aperta: l’Associazione invita amministrazioni, cittadine e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate a info@associazionelucacoscioni.it.