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Anche agricoltori pavesi in piazza a Strasburgo per chiedere regole e controlli sulle importazioni

Oltre mille agricoltori italiani e francesi manifestano davanti al Parlamento Europeo per la reciprocità dei prodotti e la sicurezza alimentare

Anche agricoltori pavesi in piazza a Strasburgo per chiedere regole e controlli sulle importazioni

Coldiretti protesta a Strasburgo per chiedere controlli più severi sulle importazioni e reciprocità nei trattati commerciali, per proteggere agricoltura europea, salute dei consumatori e sovranità alimentare.

Agricoltori pavesi a Strasburgo

Oltre mille agricoltori hanno sfilato ieri, 20 gennaio 2026, a Strasburgo fino al Parlamento Europeo per chiedere una maggiore tutela dell’agricoltura europea. Tra loro, anche una folta delegazione di Coldiretti Pavia guidata da Silvia Garavaglia e Antonio Tessari. Al centro della protesta: la necessità di fermare le importazioni di cibi che non rispettano gli standard europei, a rischio della salute dei cittadini e del reddito degli agricoltori.

“Chiediamo che le stesse regole che valgono per le imprese agricole europee siano rispettate da chi vuole vendere i propri prodotti da noi, ovunque provengano”, afferma Garavaglia.

Protesta agricoltori pavesi a Strasburgo

Controlli insufficienti

Secondo Coldiretti, oggi solo il 3% delle merci importate viene effettivamente controllato nei porti e alle frontiere, lasciando spazio a prodotti di qualità dubbia. La Commissione Europea, guidata da Ursula Von der Leyen, è accusata di aver trasformato l’agricoltura in “un laboratorio ideologico”, imponendo vincoli e burocrazia alle aziende europee senza garantire reciprocità nei trattati commerciali.

“Ogni anno le imprese agricole perdono circa 100 giorni di lavoro per obblighi burocratici inutili, mentre il commercio internazionale senza regole diventa un’arma contro l’Europa”, spiegano i dirigenti di Coldiretti.

AgricoltorI pavesi a Strasburgo

Il Mercosur

Particolarmente contestato è l’accordo con il Mercosur, ritenuto un esempio di commercio senza reciprocità e controlli sanitari adeguati. Coldiretti teme che l’apertura dei mercati senza garanzie possa minacciare la qualità dei prodotti europei e la sicurezza dei consumatori.

“Chiediamo trasparenza totale: origine obbligatoria in etichetta per tutti i prodotti e la fine degli inganni legati al codice doganale dell’ultima trasformazione”, afferma Prandini.

“La battaglia continua”

Il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini sottolinea che la battaglia continuerà finché la Commissione Europea non garantirà reciprocità, trasparenza e controlli.

“Non chiediamo solo protezione per gli agricoltori, ma soprattutto garanzie per i cittadini: i prodotti importati devono rispettare gli stessi standard ai quali siamo sottoposti noi in Europa”, spiega.

Anche il Segretario Generale Vincenzo Gesmundo evidenzia la necessità di controlli più rigorosi, citando ispezioni nei porti come quello di Rotterdam, dove sono stati documentati prodotti pericolosi o contaminati. “Non possiamo più accettare cibi che contengono sostanze vietate in Europa da decenni”, aggiunge.

Coldiretti ribadisce che la mobilitazione proseguirà senza sosta, puntando a modificare la politica commerciale dell’Unione Europea e a tutelare la sovranità alimentare, la salute dei consumatori e il lavoro degli agricoltori. La richiesta è chiara: regole uguali per tutti, controlli più severi e trasparenza totale nelle importazioni.