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Amianto nel cantiere, chiuso il Liceo Golgi di Broni: esplode il caso sicurezza

La UIL annuncia esposti e chiede bonifiche certe, controlli rigorosi e tempi rapidi per una nuova scuola

Amianto nel cantiere, chiuso il Liceo Golgi di Broni: esplode il caso sicurezza

Il Liceo Golgi di Broni è stato chiuso dopo il ritrovamento di fibre di amianto durante lavori di demolizione, scatenando forti polemiche sulla gestione della sicurezza. La UIL chiede verifiche, bonifiche certe, sorveglianza sanitaria e annuncia possibili azioni legali contro i responsabili.

Amianto nel cantiere, chiuso il Liceo Golgi di Broni

La scoperta di fibre di amianto all’interno del cantiere del Liceo Golgi di Broni ha fatto scattare la chiusura immediata dell’istituto, aprendo un caso destinato a far discutere. Non si tratta, secondo i sindacati, di un semplice imprevisto, ma di una vicenda che solleva interrogativi pesanti sulla gestione della sicurezza in un contesto particolarmente delicato come quello scolastico. Centinaia di studenti, docenti e lavoratori sono stati potenzialmente esposti a un rischio che, per sua natura, richiede la massima prevenzione.

“Violati i protocolli di sicurezza”

Durissima la presa di posizione della UIL Pavia, con il coordinatore territoriale Carlo Barbieri che parla apertamente di una gestione “inaccettabile”. Nel mirino finiscono le modalità con cui sono stati avviati i lavori: demolizioni effettuate con strumenti invasivi, come i martelli pneumatici, durante l’orario scolastico e senza adeguate precauzioni.

Secondo Barbieri, il fatto che l’edificio rientri nel Sito di Interesse Nazionale Fibronit – quindi già noto per il rischio amianto – avrebbe dovuto imporre procedure rigidissime. Da qui le domande: chi doveva controllare? E perché le imprese coinvolte avrebbero operato come in un normale cantiere, ignorando la pericolosità del sito?

Pronte azioni legali

La UIL annuncia ora un’escalation sul piano legale. È allo studio un esposto alla Procura per accertare eventuali responsabilità penali legate all’esposizione a fibre aerodisperse. Non solo: il sindacato si dice pronto a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento giudiziario.

Parallelamente, viene avanzata una richiesta urgente: attivare la sorveglianza sanitaria per tutto il personale scolastico e per i lavoratori del cantiere che potrebbero essere stati esposti senza adeguati dispositivi di protezione.

Didattica a distanza

La chiusura dell’istituto ha avuto conseguenze immediate anche sull’organizzazione scolastica, con il ritorno alla didattica a distanza. Una soluzione che il sindacato definisce “una nuova penalizzazione” per studenti e famiglie, già messe a dura prova.

Da qui la richiesta alle istituzioni: accelerare senza ulteriori ritardi l’iter per la realizzazione di un nuovo edificio scolastico. “La salute non può essere sacrificata per logiche di risparmio”, è la linea ribadita dalla UIL, che chiede interventi concreti e tempi certi.

Bonifiche sotto osservazione

Nel frattempo, l’attenzione resta puntata sulle operazioni di bonifica. La UIL Pavia ha annunciato un monitoraggio costante delle attività, chiarendo che non sarà consentito il rientro nell’edificio finché non ci sarà una certificazione definitiva e incontestabile dell’assenza di fibre di amianto in tutta la struttura.

L’appello: prevenzione e trasparenza

Sulla vicenda interviene anche Abele Parente, segretario generale della UIL Scuola Lombardia, che invita a non ridurre il tema della sicurezza a verifiche successive agli interventi. Secondo il sindacato, la prevenzione deve essere il principio guida, soprattutto in ambienti sensibili come le scuole.

“Come UIL Scuola Lombardia – dichiara il Segretario Generale UIL Scuola Lombardia Abele Parente – seguiamo con grande attenzione quanto accaduto al liceo di Broni. L’episodio, conferma ciò che denunciamo da tempo: non è più rinviabile un intervento definitivo sugli edifici scolastici che presentano criticità strutturali e ambientali. Pur prendendo atto delle verifiche effettuate e delle rassicurazioni fornite circa l’assenza di dispersione di amianto, riteniamo che la sicurezza non possa basarsi esclusivamente su controlli a posteriori. È necessario prevenire ogni rischio, soprattutto in contesti delicati come le scuole, dove la tutela della salute deve essere assoluta e non negoziabile. Chiediamo la massima trasparenza sugli esiti di tutti i controlli effettuati, il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali e delle famiglie, l’accelerazione concreta dei tempi per la realizzazione del nuovo polo scolastico; un monitoraggio costante e indipendente durante qualsiasi intervento edilizio. La scuola deve essere un luogo sicuro, sempre. Episodi come questo non devono generare allarmismo, ma nemmeno essere sottovalutati. Servono responsabilità, investimenti e tempi certi”.

Il messaggio è netto: episodi come quello di Broni non devono essere né sottovalutati né gestiti in emergenza. Servono responsabilità, investimenti strutturali e una pianificazione rigorosa, perché la scuola – ribadiscono i sindacati – deve essere sempre un luogo sicuro.