Lo Sportello Amianto Nazionale ha istituito una task force legale guidata dall’ex sindaca Virginia Raggi per indagare sulla presenza di amianto al Liceo Golgi di Broni. L’iniziativa punta ad accertare le responsabilità amministrative, penali e civili tra enti e istituzioni, offrendo supporto legale alle famiglie coinvolte.
Amianto al Golgi, pronta una task force
Una mobilitazione senza precedenti, coordinata sull’asse Roma-Broni, per fare piena luce sulla sicurezza degli studenti e del personale del Liceo “Camillo Golgi” (parte dell’IIS “L. G. Faravelli”). La vicenda dell’istituto scolastico oltrepadano entra in una fase decisiva: lo Sportello Amianto Nazionale ha annunciato l’ingaggio di una Task Force legale e tecnica d’eccezione, pronta a scandagliare passato, presente e futuro della gestione del rischio all’interno del plesso.
A guidare il pool legale d’élite c’è l’avvocata Virginia Raggi, già sindaca di Roma Capitale, affiancata dall’amministrativista Sara Di Cunzolo (Università Sapienza) e dagli avvocati Antonio Indolfi e Vincenzo Visone, esperti in contenziosi legati all’esposizione all’asbesto. Con loro opererà un team di oltre trenta tra i massimi esperti nazionali del settore, autori delle norme UNI e delle linee guida INAIL sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
“Questo caso è il tema accademico sotto ogni punto di vista — legale, amministrativo, tecnico, della prova — di come una normativa efficiente come quella italiana per la gestione del rischio possa essere disattesa a vari livelli e in vari momenti, determinando una deflagrante realtà: la sottovalutazione di un rischio che, secondo le stime, uccide ancora circa 5000 persone all’anno grida tutela e principio di precauzione”, spiegano dai vertici dell’associazione.
Caccia agli atti mancanti da 10 anni
L’offensiva dell’associazione, guidata dal presidente Fabrizio Protti, non si limiterà a chiedere conto di quanto accaduto, ma punterà a ricostruire l’intera filiera delle responsabilità istituzionali.
“Il metodo è chiaro – premette il Presidente Fabrizio Protti –. Non smettiamo di chiedere agli enti competenti di accertare responsabilità. Vogliamo sapere chi, anche dagli anni precedenti, doveva fare cosa, quali atti dovevano essere prodotti, quali controlli effettuati e chi doveva decidere. Se tutto è stato fatto correttamente, saranno gli atti a dimostrarlo. Ma qui c’è una catena di comportamenti, decisioni e silenzi che, ad avviso dello Sportello, va ricostruita per intero”.
Il primo pilastro dell’azione è un’indagine amministrativa a largo raggio. Lo Sportello, affiancato dai genitori degli alunni, attiverà tutti gli strumenti di accesso agli atti per esaminare manutenzioni, censimenti, valutazioni del rischio e autorizzazioni concesse nell’ultimo decennio. L’ispezione coinvolgerà tutti i livelli: dai Ministeri al Comune di Broni, fino alla Provincia di Pavia e alla dirigenza scolastica.
“Vogliamo ricostruire chi doveva fare cosa, quando avrebbe dovuto farlo, quale atto avrebbe dovuto produrre e chi aveva il compito di controllare, e come lo ha fatto – afferma Protti –. La nostra analisi non si fermerà a un singolo ente o a un singolo livello: ricostruiremo tutta la filiera, dai Ministeri al Sindaco di Broni, agli enti di controllo e vigilanza, agli enti competenti, alle amministrazioni intermedie, sino poi ai responsabili, Provincia di Pavia e dirigenza scolastica. Abbiamo cominciato e continueremo a cercare non soltanto gli atti che ci sono e ci saranno, ma verificheremo anche se esistono gli atti che avrebbero dovuto esserci da 10 anni a questa parte, per escludere altre eventuali esposizioni”.
Gli spazi alternativi
Un capitolo centrale dell’inchiesta amministrativa riguarda la mancata individuazione di spazi alternativi destinati a ospitare le classi. Nonostante gli annunci ufficiali risalgano allo scorso 20 aprile, e un primo atto formale sia giunto solo il 28 luglio 2026, a oggi non risulterebbero ancora pronti i progetti esecutivi.
“Vogliamo sapere da chi e da quali uffici siano dipesi questi ritardi – dichiara Protti – e perché, a mesi dall’annuncio, manchino ancora i progetti esecutivi. Chiederemo conto, documento alla mano, considerando che la narrazione e i fatti stanno rimandando i ragazzi in un luogo che, ad avviso dello Sportello, presenta un rischio da non sottovalutare, nelle more di una futura situazione più sicura”.
La giustizia penale
Parallelamente si muove la giustizia penale. L’avvocato Antonio Indolfi ha già depositato nuove memorie integrative presso la Procura della Repubblica di Pavia, chiedendo alla Magistratura di allargare il raggio dei controlli su tutte le ristrutturazioni, demolizioni e manutenzioni effettuate nell’edificio dal 2017 a oggi. L’obiettivo è fare chiarezza su ogni episodio passato, compreso quello critico verificatosi il 23 marzo scorso, analizzando la documentazione acquisita e le dichiarazioni di dirigenti, proprietari e tecnici incaricati (tra cui la società Projit e il responsabile RRA Danilo Terradura).
Risarcimenti per le famiglie
Sul piano civile, l’avvocato Vincenzo Visone curerà le azioni volte al risarcimento dei danni patrimoniali e morali subiti dai nuclei familiari, compresi i genitori che non hanno potuto trasferire i propri figli in altre scuole per mancanza di posti disponibili.
Nel frattempo, lo Sportello avverte: se la scuola rimarrà aperta, ogni singolo passaggio amministrativo della riapertura verrà monitorato in tempo reale.
“Se l’edificio resterà in esercizio – afferma Protti – ogni atto e ogni decisione, così come ogni mancata decisione, ogni azione e ogni omissione, saranno esaminati sul piano tecnico, amministrativo, penale e civile dalla nostra Task Force. Parliamo degli atti della Provincia di Pavia, proprietaria dello stabile; del Dirigente scolastico, datore di lavoro, anche per il tramite del nuovo Responsabile del Rischio Amianto, il Dott. Danilo Terradura, e della società PROJIT; dell’RSPP, del Sindaco di Broni e di ogni ente. Ciascuno, per la parte di propria competenza, sarà chiamato a rispondere di ciò che avrà fatto e di ciò che avrà scelto di non fare. Atto per atto, firma per firma”.
La circolare del 9 settembre: “Per noi è la prova del rischio”
A gettare ulteriore benzina sul fuoco è l’Informativa ufficiale inviata a famiglie e personale scolastico il 9 settembre 2026 (prot. 0009079). Un atto che reca l’intestazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito e che, secondo l’associazione, confermerebbe la bontà delle battaglie portate avanti finora.
Se da un lato il documento definisce “improbabile” la dispersione di fibre, dall’altro vieta tassativamente di urtare, forare o manomettere le pareti perimetrali e divisorie contenenti amianto, invitando a segnalare persino i danni da vandalismo e disponendo un piano continuo di monitoraggio dell’aria.
“Per noi è la probabile conferma di tutto ciò che sosteniamo – osserva Protti –. Se davvero non vi fosse rischio, non servirebbe tutto questo. Quel documento descrive, ad avviso dello Sportello, un rischio reale e, in maniera che riteniamo paradossale, ne affida e delega la sorveglianza quotidiana a ragazzi e insegnanti”.
Protti solleva poi un interrogativo sul passato: “Come vivevano la regolare gestione del rischio amianto, che contempla precise procedure, norme e leggi, fino a ieri, studenti e famiglie? Cosa sapevano, come e da quando? Ogni riga di quel documento è, ad avviso dello Sportello, il calco di ciò che avrebbe dovuto esserci prima, o che avrebbe già dovuto interrompere da tempo quella che riteniamo una esposizione grave”.
“Ed è questo che rende la vicenda una questione che va da Broni fino a Roma – conclude Protti –. Le nostre valutazioni tecniche puntuali su quel documento le stiamo già trasferendo, nel dettaglio, nelle sedi competenti. In pubblico ci limitiamo a una constatazione: a nostro avviso pone più problemi di quanti pretenda di risolvere, e certe parole di certi pubblici ufficiali, sempre a nostro avviso, complicano non poco anche la credibilità delle istituzioni in nome e per conto delle quali parlano”.
Assemblea pubblica online
Per spiegare nei dettagli le strategie legali e permettere alle famiglie di conferire i relativi mandati, lo Sportello Amianto Nazionale ha indetto una riunione pubblica in modalità digitale.
“I vostri figli sono in quelle aule adesso – afferma Protti –. Ciò che hanno subito e potranno subire, però, non si cancella. Non è il momento di rassegnarsi o di aspettare ancora: è il momento di esserci”.
“La nostra è una battaglia di diritto alla salute! Non è una battaglia politica o una battaglia “contro”: noi siamo nati per vigilare sulla corretta applicazione delle leggi a tutela di diritti e doveri in ambito amianto, e per questo siamo stati riconosciuti come ente di tutela ambientale. La nostra deontologia ci impone comportamenti chiari, posizioni nette e nessuna deferenza: è una battaglia per i vostri figli e per il diritto a conoscere la verità. Sul passato indagheremo fino in fondo. E se il Golgi resterà aperto, la stessa attenzione sarà applicata a ogni atto che consentirà di tenerlo aperto”.
Il webinar informativo si terrà venerdì 18 settembre 2026, dalle ore 15.00 alle ore 17.00. Per iscriversi e ricevere il link di partecipazione, i cittadini e i genitori interessati possono compilare il modulo disponibile sul sito ufficiale dello sportello amianto.
