POLVERI TOSSICHE

Amianto a scuola, il caso del liceo Golgi di Broni arriva in Parlamento: “Lo Stato deve garantire la sicurezza”

Cinquecento tra studenti e personale esposti a polveri tossiche durante le lezioni. L'On. Barzotti (M5S) presenta un’interrogazione: "Pronti a chiedere la chiusura dell’istituto"

Amianto a scuola, il caso del liceo Golgi di Broni arriva in Parlamento: “Lo Stato deve garantire la sicurezza”

L’onorevole Barzotti ha presentato un’interrogazione parlamentare sul caso del Liceo “Golgi” di Broni, dove studenti e personale sono stati esposti a polveri d’amianto durante alcuni lavori di demolizione. Lo Sportello Amianto Nazionale denuncia gravi falle nella sicurezza e chiede la sospensione delle attività didattiche nell’edificio fino a una bonifica certificata.

Amianto al liceo Golgi

Non è più soltanto un caso locale. La vicenda dell’amianto nel liceo “Camillo Golgi” di Broni approda in Parlamento e solleva interrogativi urgenti sulla sicurezza degli edifici scolastici in Italia. Il 23 marzo 2026 resterà una data spartiacque per l’istituto scolastico dell’Oltrepò: mentre l’attività didattica procedeva regolarmente, una serie di lavori di demolizione invasiva all’interno dell’edificio ha liberato polveri sottili su oltre 500 persone.

Interrogazione parlamentare

Il verdetto delle analisi è inquietante: presenza accertata di amianto (crisotilo). Un caso che ora esplode a livello nazionale con l’interrogazione parlamentare presentata dall’On. Valentina Barzotti (M5S), che chiede risposte urgenti ai Ministeri competenti sulla reale idoneità sanitaria del sito.

Valentina Barzotti

Una “nuvola” di polvere tossica

I fatti, attualmente al vaglio della Procura della Repubblica di Pavia, descrivono uno scenario allarmante. Durante alcuni interventi strutturali, la dispersione di detriti ha coinvolto aule e spazi comuni. Se le verifiche tecniche di ATS Lombardia hanno confermato la presenza di asbesto nei materiali di cantiere, le analisi indipendenti dello Sportello Amianto Nazionale sono andate oltre, rilevando fibre di crisotilo nelle aree adiacenti alle zone frequentate dagli studenti.

Secondo lo Sportello, la condizione tecnica attuale non permette in alcun modo di escludere l’avvenuta esposizione di massa al momento del crollo delle polveri.

All’interno del SIN

Ciò che rende la vicenda un caso di rilevanza nazionale è il contesto in cui sorge la scuola. Il Liceo Golgi non è un edificio qualsiasi: si trova all’interno del SIN (Sito di Interesse Nazionale) di Broni – ex Fibronit, un’area già tristemente nota per la contaminazione da amianto.

Bonifica e demolizione

L’edificio disponeva già di un finanziamento ministeriale di 3 milioni di euro destinato proprio alla bonifica e alla demolizione. Nonostante la pericolosità documentata, la struttura è stata utilizzata in modo continuativo come sede scolastica per anni, fino all’evento del 23 marzo 2026.

La battaglia legale e politica

“Non possiamo derubricare tutto a un semplice incidente”, denuncia Fabrizio Protti, Presidente dello Sportello Amianto Nazionale. L’ente ha già depositato una denuncia-querela presso la Procura di Pavia per ricostruire la filiera delle responsabilità, puntando il dito contro la Provincia di Pavia (proprietaria dell’immobile) e la catena di controllo.

L’onorevole Barzotti, nella sua interrogazione, incalza il Governo su punti precisi:

  • Certificazione di sicurezza: Una presa di posizione formale e vincolante sull’idoneità del sito.
  • Sospensione delle lezioni: Il blocco immediato dell’utilizzo dell’edificio qualora manchino garanzie assolute.
  • Piano d’emergenza: Il coinvolgimento della Protezione Civile per trovare soluzioni abitative alternative e garantire la continuità didattica in luoghi sicuri.

“Prima la sicurezza, poi il resto”

Il clima a Broni è teso. Lo Sportello Amianto Nazionale, recentemente riconosciuto come ente di tutela ambientale di rilevanza nazionale (D.M. 166/2025), è diventato il punto di riferimento per numerosi parlamentari di diversi schieramenti che stanno preparando ulteriori atti ispettivi.

“Da genitore, prima che da tecnico” conclude Protti “immaginare di riportare i figli in quella scuola senza garanzie sanitarie totali lascia perplessi. Il principio di precauzione ha fallito. Se necessario, si arrivi al commissariamento della gestione, ma la salute dei minori non può essere oggetto di compromessi”.