TRE GIORNI DI TEST

Alluvioni e rischio idraulico: la provincia di Pavia protagonista dell’esercitazione nazionale EXE PO 2026

Fino al 27 giugno il territorio pavese ospita prove operative con 400 volontari, simulazioni di piena del Po, controlli sugli argini e test sulle infrastrutture strategiche

Alluvioni e rischio idraulico: la provincia di Pavia protagonista dell’esercitazione nazionale EXE PO 2026

Dal 25 al 27 giugno 2026, la provincia di Pavia ospita “EXE PO 2026”, la grande esercitazione nazionale di Protezione Civile contro il rischio alluvionale del Po. L’evento mobilita circa 400 volontari per testare presidi idraulici, droni, nuove tecnologie e simulare la chiusura di ponti strategici.

Alluvioni e rischio idraulico

Il territorio della provincia di Pavia, da oggi, giovedì 25 giugno e fino al 27 giugno 2026, si trasforma nel cuore pulsante di EXE PO 2026, la più imponente esercitazione nazionale dedicata al rischio idrogeologico e idraulico del bacino del Po. Tre giorni di test serrati sul campo che vedranno mobilitati circa 400 volontari tra Bastida Pancarana, Pancarana, Lungavilla, Cervesina e Castelletto di Branduzzo. L’obiettivo è farsi trovare pronti davanti allo scenario peggiore: una piena di portata eccezionale calcolata sui modelli matematici della drammatica alluvione che nel software dell’ottobre 2000 mise in ginocchio il Nord-Ovest del Paese.

Il cronoprogramma della piena

Tutto si gioca sulla reattività della macchina dei soccorsi, scandita da un crescendo di criticità simulato all’idrometro di Ponte Becca. La mattina di giovedì 25 giugno 2026 si apre con il primo campanello d’allarme: alle ore 8:30 scatta il codice giallo (criticità ordinaria); appena due ore dopo, alle 10:30, il livello sale a codice arancione (criticità moderata); l’apice dell’emergenza viene toccato alle 12:15 con l’attivazione del codice rosso (criticità elevata). Al superamento di ognuna di queste soglie orarie, l’AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) fa partire le comunicazioni ufficiali per l’apertura del Servizio di Piena e l’immediata attivazione dei presidi idraulici sulle opere di propria competenza.

Bastida Pancarana epicentro dei test arginali

In Lombardia l’esercitazione coinvolge l’intera asta del Po (Pavia, Lodi, Cremona e Mantova) oltre al Varesotto, toccando ben 275 Comuni. Nel Pavese l’epicentro delle operazioni è l’argine di Bastida Pancarana. Qui l’Ufficio Operativo di AIPo, in stretta sinergia con l‘Unità Organizzativa Protezione Civile della Provincia e il CCV Pavia (Coordinamento del Volontariato), testerà la tenuta dei presidi territoriali. I volontari saranno impegnati in manovre complesse: dalla chiusura fisica delle paratoie delle chiaviche al monitoraggio delle infiltrazioni, fino alla posa di telonature e panconature per difendere la stabilità degli argini dall’erosione dell’acqua. Verranno inoltre installate potenti motopompe per simulare l’allontanamento delle acque dalle campagne alluvionate verso il letto del fiume.

Blocchi stradali e treni sanitari

L’emergenza simulata non risparmierà le grandi arterie di comunicazione del territorio, mettendo alla prova la resilienza delle infrastrutture critiche. Lo scenario prevede infatti la chiusura virtuale del ponte ferroviario di Bressana Bottarone (gestito da RFI) e del ponte stradale che collega Castel San Giovanni a Pieve Porto Morone, asse viario strategico tra le province di Pavia e Piacenza gestito dall’amministrazione provinciale di Pavia. Attraverso la Piattaforma Infrastrutture Critiche di Regione Lombardia, le Sale Operative, le Prefetture e i gestori dei servizi testeranno la velocità dei flussi informativi per calcolare in anticipo l’impatto sul traffico e predisporre percorsi alternativi. A livello nazionale, il test simulerà persino l’allestimento di un treno sanitario nelle stazioni di Bologna e Poggio Rusco per l’evacuazione dei pazienti dell’ospedale mantovano di Pieve Coriano.

Tecnologia e droni per la sicurezza del bacino

Promossa dal Dipartimento della Protezione Civile guidato da Fabio Ciciliano, EXE PO 2026 rappresenta un laboratorio a cielo aperto per le nuove tecnologie di soccorso. Accanto alle braccia dei 400 volontari pavesi, l’esercitazione vedrà l’impiego di droni di ultima generazione per il monitoraggio dall’alto dei punti più vulnerabili delle sponde, oltre all’attivazione del modulo europeo ad alta capacità di pompaggio (HCP). Spazio anche alla sperimentazione dei sistemi di allarme pubblico: in Lombardia verrà testato il sistema IT-alert per il rischio di collasso di grandi dighe, con simulazioni mirate sugli sbarramenti di Porto della Torre (tra Varese e Novara) e di Salionze (nel Mantovano).

“EXE PO 2026 rappresenta per la Provincia di Pavia un passaggio fondamentale per rafforzare la sicurezza del territorio e costruire un’alleanza istituzionale solida”, ha dichiarato con fermezza il Presidente della Provincia, Giovanni Palli. “Il Po non è un semplice confine sulla carta, ma un sistema vivo che unisce comunità e infrastrutture di più Regioni; per questo serve una visione sovraregionale. Il nostro volontariato sta dimostrando un ruolo straordinario: è un presidio di prossimità e competenza di cui siamo orgogliosi. Tornare sul campo con questa forza numerica dopo anni di assenza di grandi esercitazioni significa investire concretamente sul futuro. È così che la prevenzione si trasforma in organizzazione”.

I tre giorni di esercitazione (che vedranno sabato 27 giugno una visita istituzionale al campo base di Bastida Pancarana per osservare da vicino la centrale radio e l’Unità di Comando) muovono una rete gigantesca. Dai Vigili del Fuoco alle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica), dai Carabinieri alla Guardia di Finanza, fino alla Croce Rossa, ai centri di ricerca come INGV, CNR e Ispra, e ai colossi dell’energia e dei trasporti (Anas, Ferrovie dello Stato, Terna, Enel, Eni, Snam).

Dalle autorità locali arriva però una raccomandazione categorica per evitare inutili allarmismi tra la cittadinanza: per tutta la durata dei test, ogni singola comunicazione ufficiale, via radio o social, sarà tassativamente aperta e chiusa dalla dicitura: “ESERCITAZIONE – ESERCITAZIONE – ESERCITAZIONE”.