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Fino a 16 ragazzi

Albuzzano: inaugurata la comunità terapeutica per adolescenti che soffrono di disturbi

La comunità è specializzata nell’accogliere adolescenti con disturbi del comportamento, alimentari e dell’umore

Albuzzano: inaugurata la comunità terapeutica per adolescenti che soffrono di disturbi
Attualità Pavese, 15 Ottobre 2022 ore 10:24

È stata inaugurata ieri nella frazione di Vigalfo la Torre della Rocchetta, la nuova comunità residenziale per adolescenti con gravi problemi comportamentali. Potrà ospitare fino a 16 ragazzi in situazioni di difficoltà.

Fino a 16 ragazzi

La struttura è stata istituita da Mondino Community Care, società controllata dalla Fondazione Mondino IRCCS di Pavia in continuità con il reparto di neuropsichiatria infantile e il centro diurno “Riapri il Mondo". È aperta dallo scorso luglio e può ospitare fino a 16 ragazze e ragazzi. Ha sede in un complesso di proprietà del Comune di Albuzzano totalmente ristrutturato.

La Torre della Rocchetta vista dalle mappe:


La struttura è studiata apposta per ospitare e accogliere i pazienti adolescenti. La comunità è specializzata nell’accogliere adolescenti con gravi disturbi comportamentali in fase subacuta correlati a patologie psichiatriche dell’età evolutiva e dell’adolescenza come disturbi del comportamento, alimentari, dell’umore, psicotici e post-traumatici.

I percorsi di cura proposti

“Per ognuno di loro – spiega il direttore sanitario e partner dell’iniziativa Alessandro Gavarini - gli specialisti di Mondino Community Care definiscono un progetto individuale di cura formulato sulle specifiche esigenze dell’adolescente, sulla sua personale storia di vita, sul contesto sociale da cui proviene, e con il pieno coinvolgimento della famiglia”.

La comunità propone un approccio multidimensionale ai percorsi individuali di cura che prevede il coinvolgimento di tutte le risorse disponibili sul territorio come la scuola, le società sportive, i centri di aggregazione giovanile, le associazioni culturali e sociali e le cooperative per l’inserimento lavorativo.

“L'obiettivo – dichiara infine il direttore scientifico della comunità Renato Borgatti - è favorire il miglioramento dei sintomi, l'autonomia individuale e il funzionamento sociale mediante interventi educativi, psicoterapici e farmacologici per consentire il rientro nell’ambiente di provenienza”.

Il direttore scientifico della comunità Renato Borgatti
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