Giovedì 24 settembre 2026, la Coldiretti provinciale ha comunicato l’avvio della raccolta del riso in provincia di Pavia a seguito dei picchi termici registrati dall’estate 1951. Nei campi dell’area pavese si prospetta un calo medio delle rese stimato intorno al 20%, con perdite superiori nei territori interessati dalla siccità.
La presidente di Coldiretti Pavia, Silvia Garavaglia, ha precisato il quadro operativo:
“Si tratta di prime indicazioni, da rivedere poi a operazioni di raccolta concluse. La situazione infatti è a macchia di leopardo, con aree che hanno sofferto più di altre e dove le alte temperature si sono sommate alle difficoltà dovute alla carenza di acqua, soprattutto nelle fasi cruciali dello sviluppo delle piante”.
Le difficoltà economiche e la concorrenza dei mercati esteri
L’associazione di categoria segnala la presenza di fattori critici per le aziende risicole, tra cui l’aumento dei costi produttivi, la riduzione superiore al 50% dei prezzi riconosciuti ai coltivatori e l’afflusso di merce straniera agevolato dalle normative dell’Unione Europea.
La presidente dell’organizzazione provinciale, Silvia Garavaglia, ha contestato le politiche commerciali europee:
“L’Europa non può continuare a spalancare le porte al riso asiatico a dazio zero, prodotto con pesticidi vietati, standard sanitari e ambientali inferiori ai nostri e, in alcuni casi, sfruttando persino il lavoro minorile, mentre agli agricoltori italiani impone regole e costi sempre più pesanti. Così si mette a rischio sia il reddito delle imprese agricole sia la salute dei cittadini, alimentando attraverso le agevolazioni commerciali un sistema nel quale a guadagnare sono i trafficanti di prodotto straniero”.
Le misure richieste a tutela della filiera agricola
Di fronte a un incremento del 19% delle importazioni di riso estero registrato nella campagna commerciale 2025-2026, la federazione dei coltivatori sollecita interventi normativi immediate: stop all’importazione incontrollata, principio di reciprocità negli accordi con paesi terzi, controlli sull’origine, sostegni al reddito e contratti di filiera con prezzi equamente distribuiti.
L’associazione territoriale richiede il blocco dei trattati commerciali in fase di negoziazione, con riferimento all’intesa con la Thailandia. Viene inoltre sollecitata l’attivazione del bando da 12 milioni di euro per l’acquisto di riso 100% italiano destinato alle famiglie indigenti e l’impiego di strumenti analitici quali risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica per la tracciabilità delle produzioni ed il contrasto alle frodi.