Al Policlinico San Matteo di Pavia è stata impiantata per la prima volta in Italia una nuova endoprotesi off-the-shelf per aneurismi toraco-addominali, consentendo un trattamento mini-invasivo sicuro. L’intervento è riuscito e il paziente, di 68 anni, è già stato dimesso.
Chirurgia vascolare, primato al San Matteo
Un intervento innovativo che segna un primato nazionale. Al Policlinico San Matteo di Pavia è stata impiantata per la prima volta in Italia una nuova endoprotesi “off-the-shelf” destinata al trattamento mini-invasivo degli aneurismi dell’aorta toraco-addominale.
L’operazione è stata eseguita nei giorni scorsi dall’équipe di Chirurgia vascolare guidata da Antonio Bozzani su un paziente di 68 anni. L’intervento è riuscito e il paziente, in buone condizioni, è già stato dimesso dall’ospedale.
La nuova endoprotesi
Il dispositivo utilizzato, denominato Thoracoabdominal Branch Endoprosthesis, è una protesi endovascolare dotata di specifiche ramificazioni. Questa struttura permette di mantenere la perfusione degli organi viscerali mentre, allo stesso tempo, consente di escludere la sacca aneurismatica dal flusso sanguigno, riducendo il rischio di rottura.
A differenza di altri sistemi realizzati su misura, la protesi impiantata rientra tra i dispositivi “off-the-shelf”, cioè disponibili immediatamente, caratteristica che può accelerare i tempi di trattamento nei casi più complessi.
“Si tratta di un passo importante per la nostra attività clinica e per lo sviluppo delle tecniche endovascolari applicate alla patologia dell’aorta – spiega il dottor Antonio Bozzani, direttore della SC Chirurgia Vascolare del Policlinico San Matteo -. Disporre di nuovi dispositivi significa poter ampliare le opzioni terapeutiche e adattare sempre meglio il trattamento alle caratteristiche anatomiche e cliniche di ogni paziente”.
Una patologia spesso silenziosa
L’aneurisma dell’aorta toraco-addominale consiste in una dilatazione progressiva del principale vaso sanguigno dell’organismo nel tratto che attraversa torace e addome.
La malattia può rimanere asintomatica per anni, ma la sua eventuale rottura rappresenta un’emergenza gravissima, con conseguenze potenzialmente fatali.
Negli ultimi anni la chirurgia endovascolare ha consentito di trattare molti aneurismi dall’interno dei vasi sanguigni, attraverso piccoli accessi arteriosi e l’utilizzo di cateteri che permettono di posizionare protesi dedicate, riducendo l’invasività rispetto alla chirurgia tradizionale a cielo aperto.
Procedura complessa
La chirurgia endovascolare dell’aorta toraco-addominale è considerata una procedura altamente complessa. Richiede infatti un’attenta pianificazione pre-operatoria, tecnologie di imaging avanzate e la collaborazione di un team multidisciplinare con elevata esperienza.
Per questo motivo viene eseguita solo in alcuni centri nazionali individuati come Hub, tra cui il Policlinico pavese.
Il lavoro dell’équipe multidisciplinare
All’intervento hanno partecipato, oltre al direttore Antonio Bozzani, i chirurghi vascolari Vittorio Arici, Riccardo Corbetta ed Edoardo Destefanis.
In sala operatoria anche le anestesiste Debora Sportiello e Martina Sutton, le strumentiste Elena Pozzati e Rosa Rega, insieme al personale infermieristico di anestesia e di sala operatoria Alice Bianco, Paolo Di Giovanni, Giuseppa Rosaria Coppola, Elena Fasani ed Eleonora Torri, oltre ai tecnici di radiologia medica Chiara Barbieri e Lorenzo Baroncelli.
Il risultato rappresenta un ulteriore passo avanti nell’attività della Chirurgia vascolare del Policlinico San Matteo e conferma il ruolo del centro pavese come punto di riferimento nello sviluppo delle tecniche mini-invasive per il trattamento delle patologie dell’aorta.