Migliaia di agricoltori hanno invaso Milano per denunciare una crisi insostenibile tra burocrazia asfissiante, fauna selvatica fuori controllo e speculazioni sui prezzi. Coldiretti Pavia chiede interventi urgenti su PSA e riso, ribadendo che la terra deve produrre cibo e non essere vittima di logiche energetiche selvagge.
Agricoltori in piazza
Una scacchiera gigante stesa all’ombra del Pirellone per rappresentare un destino che sembra già scritto, ma che i coltivatori lombardi non sono disposti ad accettare. Piazza Duca d’Aosta si è tinta del giallo Coldiretti: in migliaia, arrivati da ogni angolo della regione e con una foltissima delegazione pavese, si sono ritrovati per lanciare un SOS che non può più essere ignorato. Il “re bianco” dell’agricoltura italiana è sotto attacco, accerchiato da pedine nere che hanno i volti della burocrazia asfissiante, della fauna selvatica fuori controllo e di un mercato globale che troppo spesso gioca sporco.

Lo scenario internazionale
A rendere la mobilitazione ancora più urgente è lo scenario internazionale. Il conflitto in Medio Oriente non è solo un dramma umano, ma una minaccia diretta ai bilanci delle aziende agricole.
“Il rischio di un nuovo shock energetico è concreto”, avverte Gianfranco Comincioli, presidente di Coldiretti Lombardia. Dopo il balzo dei costi seguito alla guerra in Ucraina – con i fertilizzanti a +49% e l’energia a +66% – le imprese temono una nuova mazzata che renderebbe insostenibile la produzione.

La crisi del riso
Uno dei punti caldi della protesta riguarda la trasparenza. Coldiretti punta il dito contro le falle del codice doganale che permettono a prodotti stranieri di essere “battezzati” italiani grazie a un’ultima minima trasformazione.
“I consumatori hanno il diritto di sapere cosa portano in tavola”, incalza Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia.
Il riferimento è soprattutto al riso, che continua ad arrivare massicciamente dall’estero esercitando una pressione al ribasso sui prezzi che costringe i risicoltori pavesi a lavorare sottocosto. La richiesta è chiara: etichettatura d’origine obbligatoria per tutti i prodotti e stop alle pratiche sleali.

PSA, peronospora e fauna selvatica
Per la provincia di Pavia, le ferite sono aperte su più fronti. Silvia Garavaglia ha portato sul palco del Pirellone il grido d’aiuto degli allevatori colpiti dalla Peste Suina Africana (PSA) e dei viticoltori dell’Oltrepò devastati dalla peronospora. A completare il quadro di un territorio “assediato” c’è l’emergenza cinghiali e nutrie. Non è più solo una questione di raccolti distrutti: la fauna selvatica è ormai un pericolo per la sicurezza stradale e un veicolo di infezioni che mette in ginocchio interi comparti zootecnici.

Lotta alla burocrazia
Oltre ai cinghiali, gli agricoltori devono combattere contro un altro predatore: la carta. La burocrazia sottrae ogni anno alle aziende circa 100 giornate di lavoro.
“La terra si coltiva, non si compila”, recitava uno dei tanti cartelli in piazza. Il Direttore di Coldiretti Pavia, Antonio Tessari, ha chiesto con forza una semplificazione vera: basta controlli duplicati da parte di enti diversi e basta bandi distanti dalla realtà operativa delle cascine.
No al fotovoltaico selvaggio, sì alle agroenergie
Infine, il tema del consumo di suolo. Coldiretti ribadisce la sua posizione: la terra fertile va difesa. Sì ai pannelli solari sui tetti delle stalle, sì all’agrivoltaico sostenibile, ma un secco “no” alle distese di specchi che mangiano i campi.
“La terra serve per produrre cibo, non per logiche speculative”, conclude Garavaglia, rivendicando il ruolo centrale dell’agricoltore come custode dell’ecosistema e non semplice comparsa di un mercato energetico aggressivo.