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Agricoltori in piazza a Pavia: stop alle speculazioni!

Piazza Guicciardi si colora di giallo con centinaia di allevatori e agricoltori riuniti per salvaguardare l’agroalimentare Made in Italy e difendere economia, lavoro e territorio.

Agricoltori in piazza a Pavia: stop alle speculazioni!
Attualità Pavia, 17 Febbraio 2022 ore 13:11

Questa mattina, giovedì 17 febbraio 2022, agricoltori in piazza Guicciardi a Pavia: stop alle speculazioni!

Agricoltori in piazza a Pavia: stop alle speculazioni!

“Tre litri di latte per pagare un caffè”, “Fermiamo le speculazioni”, “Cibo sano al giusto prezzo” e “Italia più forte con gli agricoltori”. Sono alcuni dei cartelli gialli che si vedono in piazza Guicciardi a Pavia, dove stamattina si è svolta la mobilitazione organizzata da Coldiretti alla presenza di centinaia tra allevatori e agricoltori pavesi, riuniti davanti alla Prefettura per far sentire la propria voce e per salvare l’agroalimentare Made in Italy, difendendo l’economia, il lavoro e il territorio.

“Le aziende agricole non vogliono chiudere: vogliono soltanto poter continuare a lavorare bene – ha detto dal palco allestito davanti alla Prefettura Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia – La situazione è pesante: le nostre aziende stanno soffrendo per i costanti rincari dell’energia, dei fertilizzanti, delle materie prime per l’alimentazione degli animali, mentre le speculazioni e il mancato riconoscimento di prezzi adeguati stanno costringendo le imprese a lavorare in perdita”.

La piazza davanti alla Prefettura di Pavia si è colorata di giallo, con centinaia di bandiere Coldiretti, per raccontare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e dell’allevamento nella produzione delle eccellenze agroalimentari made in Italy. La campagna è entrata in città, portando slogan e cartelli ma anche l’agrigelato e degustazioni di formaggio per i cittadini, che si sono uniti alla mobilitazione di Coldiretti.

“La nostra regione è ricca di eccellenze agricole, in tutte le filiere e in tutti i settori– dice Rodolfo Mazzucotelli, Direttore di Coldiretti Pavia – E’ fondamentale salvaguardarle e garantirne la continuità, perché garantiscono prosperità economica al nostro territorio e perché rappresentano la biodiversità unica delle nostre terre”.

Non solo a Pavia

Stamattina gli agricoltori e gli allevatori di Coldiretti sono scesi in piazza in tutta la Lombardia, lasciando le campagne per salvare l’agroalimentare Made in Italy e difendere l’economia, il lavoro e il territorio e per gridare la propria intenzione di non volersi fermare nonostante siano sempre più strozzati dalle speculazioni e dai rincari produttivi. Se i prezzi per le famiglie corrono, infatti, i compensi riconosciuti agli agricoltori non riescono neanche a coprire i costi di produzione, con il balzo dei beni energetici che si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole costrette a vendere sottocosto.

Una situazione insostenibile, con le aziende che sono messe in crisi anche dalle speculazioni, come conferma l’analisi Ismea sul prezzo del latte pagato agli allevatori molto al di sotto del costo medio di produzione salito nelle stalle a 46 centesimi al litro. Insieme ai produttori di latte, in piazza a Pavia anche gli allevatori delle altre filiere, da quella dei suini a quella del riso, passando anche per gli altri cereali e per il mondo vitivinicolo.

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Tante le istituzioni presenti

Sono numerose le istituzioni che stamattina si sono unite a Coldiretti Pavia per la mobilitazione organizzata in piazza Guicciardi e in contemporanea in tantissime piazze italiane per dire “Basta!” alle speculazioni sulle spalle degli agricoltori. Con l’esplosione dei costi energetici, infatti, quasi un agricoltore italiano su tre (30%) è oggi costretto a ridurre la produzione di cibo, con una situazione insostenibile che mette a rischio le forniture alimentari.

I rincari dell’energia – sottolinea Coldiretti Pavia – stanno avendo un impatto devastante sulla filiera, dal campo alla tavola, in un momento in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di accaparramenti, speculazioni e aumenti dei prezzi di beni essenziali che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare. E se i prezzi per le famiglie corrono, i compensi riconosciuti agli agricoltori e agli allevatori – denuncia Coldiretti Pavia – non riescono neanche a coprire i costi di produzione, con il balzo dei beni energetici che si trasferisce infatti a valanga sui bilanci delle imprese agricole costrette a vendere sottocosto anche per effetto di pratiche sleali che scaricano sull’anello più debole della filiera gli oneri delle promozioni commerciali.

“Per ogni euro speso dai consumatori in prodotti alimentari freschi e trasformati appena 15 centesimi vanno in media agli agricoltori – sottolinea Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia – ma se si considerano i soli prodotti trasformati la remunerazione nelle campagne scende addirittura ad appena 6 centesimi. Un doloroso paradosso per chi sino ad oggi non ha mai smesso di lavorare, nemmeno durante la pandemia di Covid 19”. Il latte, ad esempio, viene pagato agli allevatori appena 38 centesimi al litro – spiega Coldiretti Pavia – mentre un coltivatore di pomodoro da industria per la passata si vede corrispondere addirittura 10 centesimi al chilo, secondo l’analisi Coldiretti. Non va meglio per chi produce grano per il pane, pagato 31 centesimi al chilo.

Per denunciare tutto questo Coldiretti Pavia ha radunato centinaia di agricoltori e allevatori provenienti da tutta la provincia. In piazza Guicciardi, insieme al Presidente di Coldiretti Pavia Stefano Greppi e al Direttore Rodolfo Mazzucotelli, erano presenti tra gli altri: l’europarlamentare Angelo Ciocca, i consiglieri regionali Roberto Mura, Simone Verni e Giuseppe Villani, col Presidente della Commissione agricoltura di Regione Lombardia Ruggero Invernizzi. Tanti anche i sindaci intervenuti con la fascia tricolore davanti alla Prefettura, da quello di Pavia Fabrizio Fracassi a quello di Vigevano Andrea Ceffa, insieme ai primi cittadini dei Comuni di Bascapè, Carbonara, Zeme Lomellina, Magherno, Bagnaria e tanti altri. In piazza con Coldiretti Pavia anche Silvia Bernini (Parco del Ticino), Enrico Losi (Ente Nazionale Risi) e Daniela Bio (Provincia di Pavia) mentre il Vescovo di Pavia Monsignor Corrado Sanguineti, impegnato in una visita pastorale, ha inviato un messaggio letto sul palco da don Franco Tassone.

“Serve un deciso intervento per contenere la bolletta energetica nelle campagne e garantire continuità della produzione agricola ed alimentare” afferma il Presidente di Coldiretti Pavia Stefano Greppi, nel chiedere anche che “il maggior gettito di Iva che arriva dall’aumento dei prezzi al consumo nel carrello della spesa venga destinato dallo Stato al sostegno delle imprese agricole che rappresentano l’anello più debole della filiera”.

“Ma serve anche – precisa Rodolfo Mazzucotelli, Direttore di Coldiretti Pavia -  percorrere con decisione la strada degli accordi tra agricoltura, industria e distribuzione, per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle”.

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