L’Istituto di Cura Città di Pavia ha introdotto l’ablazione focale con laser per il tumore alla prostata, una tecnica mininvasiva che colpisce solo il nodulo tumorale preservando i tessuti sani. Il trattamento offre un’alternativa ai pazienti con tumori a bassa aggressività, riducendo effetti collaterali e tempi di recupero.
Tumore alla prostata
La lotta al carcinoma della prostata compie un passo avanti significativo grazie all’introduzione della terapia focale con laser all’Istituto di Cura Città di Pavia (Gruppo San Donato). La tecnica, guidata dal dottor Dimitrios Choussos (foto di copertina), Responsabile dell’Unità Operativa di Urologia, permette di trattare selettivamente il nodulo tumorale, risparmiando il tessuto sano circostante e riducendo gli effetti collaterali rispetto ai trattamenti tradizionali.
Numeri e diagnosi
Il carcinoma prostatico rimane la neoplasia più comune tra gli uomini, rappresentando circa il 20% di tutti i tumori maschili. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati decine di migliaia di nuovi casi. L’uso combinato della risonanza magnetica multiparametrica e delle biopsie mirate ha migliorato notevolmente la capacità di identificare forme tumorali localizzate a basso o medio rischio, aprendo la strada a interventi più mirati e meno invasivi.
La terapia focale con laser: come funziona
La Focal Laser Ablation (FLA) è una procedura mininvasiva eseguita per via transperineale sotto guida ecografica. Sottilissimi aghi introducono fibre ottiche collegate a una sorgente laser che, mediante calore, distruggono selettivamente le cellule tumorali. Il risultato è la necrosi del nodulo maligno con il massimo rispetto dei tessuti circostanti, preservando la funzione urinaria, erettile ed eiaculatoria.
A chi si rivolge
L’ablazione focale con laser rappresenta una valida alternativa per i pazienti che vogliono evitare chirurgia o radioterapia a causa dei possibili effetti collaterali, per coloro che presentano condizioni cliniche che rendono rischioso un intervento tradizionale, per i casi in cui la lesione non giustifica un trattamento radicale, e per i pazienti con tumori a bassa aggressività che rifiutano la sorveglianza attiva. Come sottolinea il dottor Choussos,
“L’introduzione dell’ablazione focale con laser si inserisce nel più ampio percorso di evoluzione verso una medicina sempre più personalizzata, in cui la scelta terapeutica viene calibrata sulle caratteristiche biologiche del tumore e sulle esigenze del paziente. L’obiettivo non è soltanto curare la malattia, ma farlo con il minor impatto possibile sulla qualità della vita, rispetto ai trattamenti tradizionali, preservando quindi la funzione urinaria, erettile ed eiaculatoria”.
Procedura e follow-up
L’intervento richiede un ricovero breve, generalmente di uno o due giorni, e può essere effettuato in anestesia locale con sedazione, spinale o generale, a seconda della valutazione clinica. Dopo la procedura, il paziente prosegue con controlli clinici, risonanza magnetica ed eventuali biopsie, perché la sorveglianza attiva resta fondamentale per monitorare eventuali recidive. Un ulteriore vantaggio della FLA è che non preclude trattamenti futuri: chirurgia o radioterapia possono essere adottati successivamente se necessario.