Violenta aggressione in carcere a Vigevano: tre agenti di Polizia penitenziaria finiscono in ospedale

I poliziotti sono intervenuti a difesa di un sanitario che il detenuto stava cercando di colpire con una lametta.

Violenta aggressione in carcere a Vigevano: tre agenti di Polizia penitenziaria finiscono in ospedale
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Carcere Vigevano: detenuto si scaglia contro gli agenti di Polizia penitenziaria intervenuti per difendere un sanitario aggredito con una lametta, che il detenuto teneva nascosta all'interno della bocca.

Carcere Vigevano: aggrediti agenti di Polizia penitenziaria

Un detenuto extracomunitario ha aggredito alcuni agenti di polizia penitenziaria presso la casa di reclusione di Vigevano. L'aggressore è avvenuta nella giornata di ieri, mercoledì 18 settembre 2019. Il detenuto era stato accompagnato in infermeria perché accusava mal di testa, ma appena arrivato davanti al sanitario in modo pretestuoso ha richiesto farmaci non previsti dal suo piano terapeutico.

La lametta

Al diniego del sanitario, si è scagliato con violenza verso il medico spingendolo contro la scrivania. Poi ha estratto una lametta abilmente nascosta nel cavo orale e ha cercato di colpirlo. Solo il tempestivo intervento del personale presente ha evitato al detenuto di portare a termine il suo proposito criminoso.

Tre agenti in ospedale

Gli assistenti di polizia penitenziaria intervenuti per cercare di disarmare e immobilizzare l'aggressore sono stati colpiti ripetutamente dal detenuto prima di riuscire con estrema difficoltà a bloccarlo. Momenti di panico si sono vissuti quando il recluso è riuscito ad afferrare un carrello dei farmaci, distruggendolo. Tre agenti sono dovuti ricorrere alle cure dei medici presso il nosocomio cittadino, riportando lesioni guaribili in 30 giorni per una frattura dello scafoide, in 10 giorni per un presunto trauma cranico, e 6 giorni.

Situazione quasi al collasso

A dare la notizia è Leo Beneduci, segretario generale O.S.A.P.P. (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) che dichiara :"Piena solidarietà agli agenti di polizia penitenziaria coinvolti nell'aggressione che è costata lesioni gravi al personale. Il tema delle aggressioni, al netto delle “rassicuranti” dichiarazioni dell'amministrazione penitenziaria, è ancora un tema non solo di attualità, ma di estrema gravità. Non basta che ci venga detto che questi eventi siano “rischi del mestiere”: la verità è che le condizioni di lavoro del personale di polizia, non sono tra le priorità di intervento, con organici all'osso e la continua emorragia di personale ormai in tutti gli istituti di Italia, con la Lombardia che soffre una situazione drammatica ed al limite del collasso. Ma per qualcuno un corso di pugilato in carcere (nel carcere modello di Bollate) fa più notizia e dimostra la “salute” del sistema penitenziario".

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