CRONACA

Mortara, la consulenza autoptica conferma: non fu suicidio, Francesco Ancona fu vittima di omicidio

Depositata la consulenza della professoressa Cattaneo: nuovi e pesanti dettagli sul cold case del 1987. Gli inquirenti stringono il cerchio: tracce di veleno, botte al capo e un possibile movente passionale

Mortara, la consulenza autoptica conferma: non fu suicidio, Francesco Ancona fu vittima di omicidio
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La consulenza autoptica della professoressa Cattaneo conferma che Francesco Ancona, trovato morto a Mortara nel 1987, fu vittima di un omicidio e non di un suicidio. Le indagini, riaperte nel 2024, hanno raccolto elementi su una possibile aggressione, un tentativo di avvelenamento e un movente legato a una relazione extraconiugale.

Morte Francesco Ancona, non fu suicidio

A distanza di quasi quarant’anni dalla morte di Francesco Ancona, trovato senza vita lungo una strada a Mortara l’11 febbraio 1987, una nuova consulenza medico-legale conferma l’ipotesi dell’omicidio. L’esame autoptico, firmato dalla professoressa Cattaneo e disposto dalla Procura nel luglio 2025, ha escluso che il decesso possa essere ricondotto a un suicidio, come era stato inizialmente ipotizzato dagli investigatori dell’epoca.

Gli accertamenti hanno invece evidenziato elementi compatibili con una violenta aggressione da parte di terze persone, confermando la ricostruzione sulla quale si erano concentrate le indagini dopo la riapertura del fascicolo.

I colpi alla testa e il tentativo di difesa

Secondo quanto emerso dalla consulenza, Ancona sarebbe stato colpito ripetutamente alla testa con un corpo contundente. L’uomo avrebbe cercato di proteggersi dai colpi, come dimostra una lesione riscontrata alla mano sinistra, riconducibile a un tentativo di difesa.

La morte non sarebbe stata immediata: la vittima sarebbe rimasta in agonia per circa un’ora prima di morire a causa delle ferite riportate.

Un altro elemento significativo riguarda le condizioni psicologiche dell’uomo. Nell’esame non sono state riscontrate evidenze di una sindrome depressiva, circostanza che contribuisce a indebolire ulteriormente l’originaria ipotesi del suicidio.

Il caso riaperto nel settembre 2024

Le indagini sulla morte di Francesco Ancona erano state riaperte nel settembre 2024, dopo la trasmissione di alcuni atti da parte della Procura di Trapani. Gli approfondimenti investigativi avevano già consentito di raccogliere diversi elementi a sostegno dell’ipotesi di una morte violenta.

Tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti c’è il possibile movente, che potrebbe essere collegato alla scoperta di una relazione extraconiugale della moglie della vittima. La donna risulta attualmente indagata anche nel procedimento relativo alla morte del marito.

I sospetti di avvelenamento

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito un anomalo stato di debolezza fisica che Ancona avrebbe manifestato negli ultimi giorni di vita. Una condizione ritenuta compatibile con un possibile tentativo di avvelenamento.

Un ulteriore elemento emerso dagli accertamenti riguarda la presenza di benzina sul corpo e sugli indumenti della vittima. Un riscontro che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe compatibile con un tentativo fallito da parte degli aggressori di disfarsi del cadavere.

Indagini verso la conclusione

I figli di Francesco Ancona avevano manifestato fin dal momento della morte del padre forti sospetti sulla natura del decesso, ritenendo possibile che fosse stato ucciso e indicando già allora una possibile responsabilità delle due persone oggi indagate. All’epoca, tuttavia, gli accertamenti si erano orientati rapidamente verso la pista del suicidio.

La riapertura del caso è stata possibile anche grazie a elementi acquisiti nell’ambito di un altro procedimento, relativo al tentato omicidio del figlio della vittima, nel quale la moglie di Ancona è attualmente indagata.

Con il deposito della consulenza autoptica, che rafforza la ricostruzione dell’omicidio, l’inchiesta si avvicina alla conclusione. Restano da approfondire gli elementi relativi al possibile movente e alle responsabilità delle persone coinvolte.