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Oltrepò Pavese, export del vino in crescita del 60%: sei volte la media italiana

La provincia di Pavia passa da 25,2 a 40,2 milioni di euro di esportazioni tra il 2021 e il 2025. L’Oltrepò produce il 48% del vino lombardo e punta su Pinot Nero, Metodo Classico ed enoturismo

Oltrepò Pavese, export del vino in crescita del 60%: sei volte la media italiana
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L’export di vino della provincia di Pavia è cresciuto di quasi il 60% tra il 2021 e il 2025, raggiungendo 40,2 milioni di euro, con un incremento medio annuo quasi sei volte superiore a quello nazionale. L’Oltrepò Pavese produce il 48% del vino lombardo e punta su Pinot Nero, Metodo Classico ed enoturismo per rafforzare la propria presenza sui mercati e valorizzare le produzioni locali.

Export vino Oltrepò pavese +60%

L’Oltrepò Pavese rafforza la propria presenza sui mercati internazionali e registra una crescita dell’export vinicolo nettamente superiore alla media nazionale. Tra il 2021 e il 2025, le esportazioni di vino della provincia di Pavia sono aumentate da 25,2 a 40,2 milioni di euro, con un incremento complessivo vicino al 60% e una crescita media annua del 9,5%. Un risultato quasi sei volte superiore al +1,6% registrato dal settore vinicolo italiano nello stesso periodo.

I dati emergono dal Rapporto strategico “Visione Vino 2026 – Radici profonde, sguardo lontano” di TEHA Group, presentato in occasione della seconda giornata del Forum della Community Visione Vino, ospitato al Teatro Valentino Garavani di Voghera. L’analisi conferma la forte vocazione vitivinicola del territorio pavese, dove il 99% delle imprese attive nel comparto delle bevande produce vino.

Oltrepò Pavese, oltre 11.500 ettari di vigneti

Con più di 11.500 ettari vitati, l’Oltrepò Pavese rappresenta la principale area vitivinicola della Lombardia per superficie coltivata e contribuisce al 48% della produzione regionale di vino. Un patrimonio produttivo che trova nel Pinot Nero uno dei suoi punti di forza: il territorio è infatti la prima area italiana per questa varietà, con circa 3.000 ettari, pari al 29% della superficie nazionale dedicata al vitigno.

Negli ultimi anni è cresciuta anche la produzione di spumante, passata da circa 10mila a 19mila ettolitri nel 2025. A sostenere il percorso di valorizzazione contribuisce il nuovo disciplinare del Metodo Classico DOCG, che ha rilanciato il nome storico Classese sui mercati italiani e internazionali, con l’obiettivo di rafforzare il riconoscimento del Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese.

Trasformare la crescita in valore

Secondo TEHA Group, i risultati raggiunti sul fronte delle esportazioni offrono al territorio l’opportunità di consolidare il proprio posizionamento commerciale, a condizione di valorizzare in modo coordinato le diverse componenti della filiera.

“I dati indicano che l’Oltrepò dispone di una base produttiva e di una dinamica dell’export che possono sostenerne un salto di posizionamento – sottolinea Benedetta Brioschi, Partner e Responsabile Food&Retail di TEHA Group – ma il punto decisivo è fare sistema: collegare maggiormente imprese, territorio, turismo e racconto delle denominazioni, trasformando la notorietà dell’Oltrepò in conoscenza e valore per i suoi vini. La crescita sui mercati esteri e l’attrattività enoturistica possono procedere insieme, rafforzando l’intera filiera lombarda”.

La prospettiva indicata dal rapporto è quindi quella di integrare promozione commerciale, identità territoriale e turismo, per aumentare il valore riconosciuto alle produzioni locali e rendere più competitiva l’intera filiera.

L’83% conosce l’Oltrepò, ma solo il 58% i suoi vini

Uno degli elementi emersi dalla ricerca riguarda la differenza tra la notorietà del territorio e la conoscenza delle sue etichette. Secondo la rilevazione della Community Visione Vino, condotta su un campione rappresentativo di consumatori italiani, l’83% degli intervistati dichiara di conoscere l’Oltrepò Pavese, mentre la percentuale scende al 58% quando si parla dei vini prodotti nella zona.

Il divario di 25 punti percentuali rappresenta un margine di sviluppo per la promozione delle denominazioni locali. Il territorio è già conosciuto da una larga parte dei consumatori, ma questa familiarità non si traduce ancora in un altrettanto diffuso riconoscimento delle produzioni vitivinicole.

Anche l’interesse per il turismo enogastronomico offre indicazioni positive. Il 72% degli intervistati si dichiara interessato a visitare l’Oltrepò attraverso un itinerario che unisca vino e cultura: il 23% vorrebbe farlo nei successivi 12 mesi e il 49% in un futuro prossimo. Un ulteriore 18% manifesta interesse ad approfondire questa possibilità.

Per TEHA, l’enoturismo può contribuire a colmare la distanza tra la conoscenza del territorio e quella dei suoi vini, favorendo il contatto diretto tra consumatori, cantine e luoghi di produzione.

Mercato di consumo del vino.

Il rapporto evidenzia anche il ruolo della Lombardia come mercato di consumo del vino. La regione conta complessivamente 22.463 ettari vitati, ma la sua importanza non si limita alla produzione.

Le famiglie delle aree di Lecco, Pavia e Milano registrano infatti una spesa media per il vino rispettivamente di 248, 239 e 236 euro. Si tratta di valori superiori alla media italiana, pari a 148 euro per famiglia.

Questi dati delineano un contesto favorevole per il settore vitivinicolo regionale, nel quale alla presenza di una filiera produttiva radicata si affianca una domanda interna significativa.

Consorzio Classese, circa 25 milioni di bottiglie all’anno

A rappresentare la dimensione produttiva dell’Oltrepò Pavese contribuisce anche il Consorzio Classese Oltrepò Pavese, che riunisce 150 aziende associate direttamente e centinaia di soci indiretti che conferiscono le proprie uve alle realtà cooperative.

La produzione interessata coinvolge circa 11.539 ettari e raggiunge complessivamente circa 25 milioni di bottiglie all’anno. Dal 2025 il Consorzio ha adottato il marchio consortile Classese per valorizzare il Pinot Nero nella tipologia DOCG Metodo Classico. L’obiettivo è rafforzare l’identità del prodotto e migliorarne la riconoscibilità, sostenendo il percorso di posizionamento dell’Oltrepò Pavese sui mercati nazionali e internazionali.

Confronto su territorio e turismo

La seconda giornata del Forum conclusivo della prima edizione della Community Visione Vino di TEHA Group è dedicata al rapporto tra vino, territorio, turismo e attrattività.

La scelta dell’Oltrepò Pavese come sede dell’iniziativa risponde alla volontà di analizzare, attraverso un caso concreto, le opportunità e le criticità che interessano il comparto vitivinicolo italiano. I lavori mettono a confronto istituzioni, imprese e altri soggetti della filiera sulle prospettive di sviluppo del settore.

La crescita dell’export pavese, il peso produttivo dell’Oltrepò e l’interesse dei consumatori per gli itinerari enogastronomici delineano un potenziale importante. La sfida sarà trasformare questi elementi in una maggiore conoscenza dei vini locali, in nuove opportunità per le aziende e in un rafforzamento dell’attrattività turistica del territorio.

Nota: il dato sull’export comprende tutte le tipologie di vino esportate dalla provincia di Pavia, inclusi vino sfuso, IGP e DOC/DOCG.